Magazine Lunedì 28 settembre 2015

La Catarsi di Luz dopo Charlie Hebdo

Una vignetta della Catarsi di Luz

Catarsi di Luz (Bao Publishing, 2015, 16 Euro)

Magazine - Catarsi. Di Luz.
Un sopravvissuto, per caso, per culo, perché il suo momento non era quello o perché chi ha sparato pensava di sparare a lui ed invece ha sparato ad un altro. Un suo amico.

Luz. Che racconta il 7 gennaio. Il suo 7 gennaio e tutti i giorni che sono seguiti.

Un giorno il disegno mi ha lasciato. Lo stesso giorno in cui ho perso un pugno di cari amici.Con la sola differenza che Lui poi è tornato.

Per raccontare Catarsi non ci sono parole, commenti o analisi.

Se si ha voglia di capirlo, bisogna leggerlo. Ridurre a parole l’esperienza della lettura della Graphic Novel del vignettista francese equivale a sminuirne il valore, l’intensità, il dolore riversato, elaborato – forse –, battezzato – Luz lo chiama Ginette – e che per lui è diventato un compagno di vita, una presenza tanto forte da esserci anche nei bei momenti.

Quel che avvenuto a Charlie Hebdo ha colpito tutti; e quando un dolore, un fatto, diventa collettivo, spesso ci si dimentica di chi quel dolore lo ha provato sulla propria pelle, proiettili che lacerano, uccidono e di chi, sopravvissuto, lo indossa come un lutto nell’anima, e che vive sotto scorta, prigioniero a vita per poter vivere, che ha una lacrima che rimane fissa tra l’occhio e le palpebre, un dolore che è un urlo dentro un urlo, dentro un urlo dentro un urlo.

Ecco. Catarsi racconta tutto questo e molto di più. Ogni tavola, ogni frammento disegnato da Luz meriterebbe di essere approfondito perché dotati di una grande forza, capaci di contenere tutto quello che è successo nell’anima dell’autore in quella porzione di vita iniziata alle 18 del 7 gennaio 2015.

Il volume è il percorso creativo di un artista che improvvisamente ha scoperto che di satira, in Francia, nel XXI secolo, si muore. È la crisi di chi improvvisamente scopre che una parte importante di sé è morta assieme ai suoi amici, ma che trova la forza di rialzarsi di ripartire, di iniziare da un punto nuovo, nel quale fanno capolino anche la paura e la rabbia, inevitabili, nei fumetti è la fine dell’età dell’oro, la fine dell’innocenza, ma anche lo sforzo enorme per vivere nonostante tutto.

Polmoni che scoppiano e disperazione che, assieme alla speranza, riportano a galla chi stava per annegare. Tratto rapido, disegni che rincorrono l’idea che li fa nascere, come quando, scrivendo con una biro, le parole escono dalla testa più velocemente di quanto ci mettano ad entrare ed uscire dalla penna per posarsi su un foglio, ed immagini da scoprire mentre le si legge, come quando prendono forma.

Catarsi è un’esperienza di lettura intensa e viva come poche, un percorso nel quale anche la risata è liberatoria, ma mai fine a se stessa – la satira è anche questo – ma è soprattutto un viaggio alla ricerca di quell’arte condannata a morte dai fanatici e la ragione per continuare a praticarla.

Alcune tavole sono estremamente stilizzate, altre invece hanno accenno di colore fino ad alcuni acquerelli; in tutte c’è passione, dolore , morte ma anche vita, ironia, irriverenza ed uno spirito nobile.

La risata di Luz non è quella che seppellirà chi ha usato i fucili, ma riporterà in vita chi, per colpa di quei fucili, è morto. Un volume, scritto di getto tra gennaio e marzo del 2015, che non va preso per celebrare il ricordo della strage parigina ma per ricordare la vita, che è più forte della morte.

Luz con Catarsi ha voluto condividere con i lettori i suoi pensieri ed il suo stato d’animo, il suo viaggio all’inferno e ritorno. Intensa anche la dedica finale a Camille, la compagna spesso disegnata, ogni giorno desiderata, eternamente amata.

Alla fine della lettura scopri che Luz smette di essere autore ma che, per tutto il corso della lettura – difficile, quasi impossibile, interromperla – diventa un amico che finalmente, dopo un periodo pessimo, decide di fare i conti con quello che gli è capitato per metterlo alle spalle, e andare avanti.

Il suo dolore, si diceva, è diventato pubblico suo malgrado, la Catarsi invece lo diventa per scelta sua; la sua elaborazione del lutto diventa confidenza bisbigliata attraverso disegni e nuvole che parlano.

Alla fine, è come se Catarsi riuscisse a spiegare la copertina con cui Charlie Hebdo è tornato in edicola, diventa comprensibile come tutto sia perdonato.

di Francesco Cascione

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