Magazine Mercoledì 16 settembre 2015

«Gli amici? Mi dicono che sono un alieno»

Solitudine
© Shutterstock

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Magazine - Molti mi definiscono asociale, altri un alieno. Vede, tutto questo perché non esco mai, molti mi dicono «tu hai gli amici solo che non ci stai mai insieme», se per amici intendono persone che si scannano a vicenda, gelose e invidiose dell'altro, che vanno e vengono, che ti insultano, che fanno le vittime e mi usano solo perché sono bravo a dare i consigli e sono anche molto empatico, non so che dire. Io so solo che per me amicizia è aiutarsi e condividere insieme i momenti belli e brutti. E a me non piacciono le persone come loro, però non è che sto sempre da solo, in classe parlo con tutti e giro pure fra i banchi e non ho praticamente nessun nemico (apparte due o tre). Ma nonostante questo le scuse che usano per escludermi dalle cose, anche importanti come trovare un amico che sta molto male, è: «ma tu stai sempre da sola» o «tu li hai gli amici solo che stai da sola».

I Feel free

Buongiorno I feel free,
sono rimasto incuriosito da questa sua mail che apre uno spiraglio su uno "spaccato" dell' esistenza. Non ci sono domande, né richieste. È come se il lampo di un fulmine rendesse chiara, per un attimo, la scena di una notte buia, o il bagliore di un flash, bloccasse l'espressione di un volto in primo piano, isolandolo dallo sfondo.

Bello! Molto reale ma, allo stesso tempo, con un vago senso di estraneazione. Se voleva suscitare questa emozione c'é riuscito benissimo. O riuscita? Ecco, Nel suo lampo di coscienza lei non scrive la sua età, né il suo nome, non cita dove vive e solo quasi per caso, fa intendere che frequenta una scuola.

Inoltre, scrivendo di sé, lei usa, inizialmente il maschile ma poi termina usando il femminile. Anche questo sarà voluto? O è soltanto un miraggio? L'impressione distorta dall' improvviso squarcio di luce?

Oppure lei e' davvero un alieno! Un essere che proviene da un altra galassia e che si ritrova, per caso, su questo strano mondo. Un mondo dove si dicono cose che non si fanno e si fanno cose che si negano con forza. Un mondo abitato da persone che non sanno fare, ma si prendono il diritto di insegnare agli altri. E dove, chi non sa neppure insegnare, allora si agita e urla le sue critiche ergendosi a giudice.

Già, uno strano mondo questo, dove tutti sono pronti ad accusare gli altri per gli stessi difetti che covano dentro se stessi. Eppure, visto dall'alto, sembra davvero un bel mondo, verde e azzurro, illuminato da un sole benevolo ed avvolto, di tanto in tanto, da soffici batufoli di nuvole. Peccato che non tutti i suoi abitanti siano altrettanto...benevoli!
Pero' ormai ci siamo. E tanto vale capire meglio come poterci stare bene.

Prendiamo l'amicizia per esempio.
Questa parola, come tante altre, contiene in sé più significati delle lettere che la compongono.
Sarebbe noioso elencare tutte, ma una distinzione si impone: esistono almeno due grandi differenze: un conto è parlare di Amicizia con la A ed un altro di amicizia, con la a.
Della prima basta citare il proverbio che recita: «chi trova un Amico trova un tesoro».Nel senso che questo tipo di legame (con la A) tra le persone è molto intenso, molto reciproco, molto bello e molto, molto, raro.

Con la seconda definizione di amicizia (a) le cose si fanno più complesse. Ora per amico si intende una persona o gruppo di persone con le quali condividiamo una parte della nostra vita e dei nostri interessi e passatempi, in maniera più o meno superficiale e duratura. E di cui ci si fida, più o meno.

Ora, volendo semplificare, l'Amicizia accade, mentre le amicizie vanno coltivate. Ovviamente nel mezzo ci stanno tutte le sfumature del visibile e dell'invisibile. Ad uso di voi alieni, l'invisibile qui da noi, talvolta, è chiamato anche inconscio. Altra particolarità di questo pianeta è che spesso le motivazioni inconsce e quelle esplicite non coincidono. In questi casi le motivazioni del non visibile hanno il sopravvento e si traducono in comportamenti che, proprio per questo, ad un osservatore di un altro mondo, appaiono illogici.

Ora, con queste striminzite indicazioni, mi permetto di dire che se lei vuole essere coinvolto/a dai suoi amici, dovrà imparare a condividere una parte delle sue giornate con questi (per lei) alieni: persone che si scannano a vicenda, gelose e invidiose dell'altro, che vanno e vengono, che ti insultano, che fanno le vittime e mi usano solo perché sono bravo a dare i consigli.

Che poi sono le stesse di cui lei si lamenta, quelle che usano scuse per escludermi dalle cose anche importanti come trovare un amico che sta molto male, è: ma tu stai sempre da sola o tu li hai gli amici solo che stai da sola.

In altre parole: se vuol stare da sola/o e non sopporta le amicizie superficiali, padronissimo/a di farlo, ma poi non si lamenti se viene esclusa/o con scuse di circostanza. Se , invece, vuole un maggiore coinvolgimento nelle attività di gruppo, dovrà tollerare di essere più coinvolta/o anche in relazioni più superficiali , frivole e poco interessanti.

Se questo non basta a risolvere le sue perplessità e lei non riesce proprio a capire come funzionano le cose su questo mondo, mi permetto di invitarla a non crucciarsi troppo , anche io , a volte, non capisco e non condivido e dunque credo di essere un alieno. Non solo, ho anche il sospetto che molte altre persone, intorno a me, lo siano. E spesso ho la convinzione che, nonostante le apparenze , provenivano tutti da pianeti simili ma anche molto diversi. Per me resta ancora un mistero capire come mai siamo finiti, tutti, proprio su questo stesso pianeta.

Forse perché, nonostante tutto, col suo verde azzurro ed il suo sole splendente, ha un grande fascino e vale la pena di viverci.

Saluti

Marco Emilio Ventura
Psicologo Psicoterapeuta Mental Coach
Genova (Terra)

di Marco Ventura

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