Concerti Magazine Martedì 28 gennaio 2003

Toadstool, giovani e grintosi

Non è necessario essere musicisti famosi o professionisti per scrivere canzoni magnetiche, dirette, affascinanti, che catturino sin dal primo ascolto. A volte, infatti, sono gli artisti meno conosciuti a conquistare la nostra attenzione, come se le note e i suoni dei loro brani fossero da tempo appesi e nascosti nei meandri del nostro cervello. Questo è quanto mi è successo una sera di alcuni mesi fa, negli studi della C.D.M. (Città della Musica) con una canzone dei Toadstool. Sullo stereo girava il loro singolo “Plastic Buddha”: dopo pochi secondi di ascolto stavo già canticchiando il ritornello, proprio come se lo conoscessi da sempre! Il paragone con i famosi Linkin Park è stato immediato ma, come avrei capito dall'ascolto di altre songs, altrettanto affrettato e superficiale.
Entriamo quindi in sala prove per sentire all'opera la band che da anni fa parlare di sé, nel bene e nel male, dai vicoli genovesi alla diretta nazionale su ROCKTV.



I Toadstool nascono nell’ottobre del 1998, esordendo in pubblico appena un mese dopo. In questa prima fase i quattro giovanissimi componenti (voce, chitarra, batteria e basso) sono ispirati dalle sonorità del tanto citato "grunge" e ne inseguono la scia con successo. Successivamente, nel 2000, arricchiranno la propria formazione di due elementi, permettendo al proprio stile di sfociare nell'attuale crossover/nu-metal.
I singoli percorsi dei musicisti confluiscono in un crogiolo creativo che riceve riscontri positivi da parte del pubblico soprattutto nei propri concerti, in cui la band concede la massima espressione del proprio sound. Numerose infatti sono (e sono state) le esibizioni nei locali cittadini, sino alla performance dell' e l'apertura di una data dei famosi (estate 2002). Contemporaneamente il gruppo incide il primo disco, Plastic Buddha, una sorta di fotografia dell’operato, dove l’accostarsi di sonorità spesso marcate non è banale, bensì orientato ad una visione soggettiva.

LINE-UP: Kief - Voce; Gomez - Voce; Danni - Chitarra; Josh - Basso; Ale - Batteria; Zubba - Dj.
Sito Web: toadstool.interfree.it


Il mio primo contatto avuto con voi risale al 2000, anno in cui è uscita la compilation di Radio Torre, emittente locale, che includeva il vostro brano Overgrunge, se ben ricordo. Già allora si sentiva che - pur dovendo affinare l'esecuzione - avevate le carte in regola per comporre e affermare la vostra musica. Immagino che in questo periodo abbiate lavorato sodo su molti fronti…
Marco: Overgrunge è stato uno dei nostri primi pezzi ed ha rappresentato un passaggio molto importante per la storia del nostro gruppo. Da allora ci sono stati dei radicali cambiamenti; da quattro componenti siamo passati a sei per iniziare un genere un po' più nostro, più originale. Un progetto che sta sfociando in un crossover/nu-metal con innesti di elettronica jungle ed emo-core, anche se è tutto in stato embrionale…».

La vostra età media è di vent'anni circa, ma suonate insieme da almeno cinqu: spiegami come è possibile!
«Io, Ale e Danni suoniamo insieme da quando avevamo 17/18 anni e non abbiamo mai cambiato formazione. Il cuore del gruppo è il fine ultimo a cui vogliamo arrivare, cioè poter fare i musicisti a tempo pieno. Senza questo non saremmo mai arrivati fin qui…»

Avete due cantanti come, ad esempio, i Linea 77 o i Linkin Park: c'è uno schema o una strategia con cui alternare le vostre linee melodiche, oppure il tutto nasce dalla semplice improvvisazione, senza pianificazioni né regole?
«Nasce tutto dalla semplice improvvisazione, anzi, se devo dire la verità più proviamo a studiare quello che facciamo (sto parlando nel caso specifico delle voci) più perdiamo in originalità e di grinta…».

Potendo fare un viaggio in puro stile "Beat", (alla Kerouac per intenderci), quale artista vorresti al tuo fianco e... perché?
«Personalmente, dire senza ombra di dubbio Daryl Palumbo dei Glassjaw, non perché tecnicamente sia bravo, ma per la sua originalità e fantasia negli arrangiamenti…»

Quali sono i progetti futuri che coinvolgeranno la band?
«Non è del tutto ufficiale, ma a fine gennaio/inizio febbraio dovrebbe uscire il nostro primo cd, intitolato “Plastic Buddha”, contenente dieci brani. Nel frattempo stiamo cercando di suonare il più possibile, soprattutto fuori Genova, poi... si vedrà!»

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