Magazine Venerdì 24 gennaio 2003

Ivano Malcotti, l'idea in versi

Magazine - Lunedì 27 maggio ricorre, per il terzo anno, il Giorno della Memoria. Una giornata dedicata al ricordo dell'Olocausto, delle violenze del nazifascismo, delle deportazioni e della vergogna delle leggi razziali. Tra le varie manifestazioni in città, si segnala quella organizzata dalla Società Sportiva La Ciclistica, Circolo Arci – Uisp che, presso la sede di via Walter Fillak 98, allestisce una mostra fotografica intitolata, appunto, al Giorno della Memoria (visitabile fino al 31 gennaio). Alle 9.30, alla presenza degli assessori Luca Borzani e Dante Taccani, verrà inaugurata l'esposizione di 200 foto che raccontano, in maniera drammatica, agghiacciante e inconfutabile aberrazione di uno dei capitoli più bui della storia dell'umanità.

È difficile non cadere nella retorica parlando di certi argomenti, anche se si vuole essere semplici cronisti. Ma è bene che ci sia chi abbia voglia e capacità di parlarne. E allora, le foto saranno accompagnate dalle parole di Ivano Malcotti, un giovane poeta genovese, uno degli ultimi esempi, forse, di poeti "civili" o "politici". I versi di Malcotti saranno letti lunedì da Anna Solaro, attrice del Teatro dell'Ortica, e inseriti, assieme ad alcune foto, nella guida ufficiale alla mostra, edita da .

Ivano, come sono nate queste posie?
«Sono tutti versi che ho scritto negli ultimi cinque anni, nati dai dialoghi che ho avuto con molti deportati. Sono stato anche al Museo della Resistenza di Lucca, curato da una deportata polacca, per incontrarla. L'aspetto storico è fondamentale in questi versi, ho cercato di documentarmi molto. Poi sono intervenuto cercando di "liricizzare" la storia, rendendola accessibile a tutti anche attraverso un processo di sintesi. Trovo che sarebbe stupido fare della poesia difficile su temi così importanti».

E la mostra come nasce?
«Si tratta di un'idea che abbiamo avuto con Mario Colombari, presidente de La Ciclistica. In un secondo momento è stato coinvolto anche Mario Camillitti, della Lietocolle, che ha accettato di stampare la guida ufficiale. Lui stampa pochissime copie, e tutte numerate e lavorate a mano: di questo libro ne farà 2000, perché la mostra girerà per l'Italia, e quindi anche il libro avrà molta visibilità».

Dove sarà la mostra, dopo Genova?
Prima a Opera, in provincia di Milano, dove il comune adotterà il libro nelle scuole per affiancarlo ad altri testi divulgativi sull'argomento. Poi di nuovo a Genova: prima una tappa alla sala di chiamata del porto, quindi al Centro Civico di Quarto. Quindi a Torino, presso la Biblioteca Civica e, per finire, Firenze e Assisi».

Cosa c'è all'origine della tua poesia?
«Io mi definisco un militante che scrive in versi. All'origine c'è una vena esclusivamente sociale. Certo, per questo tipo di scrittura c'è poco spazio: non si trovano gli editori che vogliano investire sulla poesia politica, non c'è mercato. E poi alla critica non piace perché c'è poco lirismo, poca metrica. Nelle raccolte dove sono apparso finora, vengo inserito con testi che io definirei "esistenziali", non certo politici».

In questo filone si inserisce anche la , che mentelocale.it ha pubblicato tempo fa?
«Quella fa parte di una serie di componimenti nei quali ho cercato di operare una contaminazione tra la poesia sociale e quella sportiva. Ho portato in versi personaggi come Mohammed Alì, avvenimenti come il Campionato del Mondo di Calcio giocato nell'Argentina dei dittatori e dei desaparecidos, le Pantere Nere, il pugno chiuso di John Carlos e Tommy Smith alle Olimpiadi del '68. Di Signorini mi ha colpito moltissimo la vicenda umana: da simbolo di forza fisica a persona consumata da un male inesorabile. Per queste poesie ho ricevuto anche un riconoscimento da Tuttosport durante il Festival Internazionale di Poesia».

Qual è il ruolo del poeta in questa società?
«Deve essere l'anima critica della società. Deve prendere coscienza di un pensiero, capirne il fulcro, accettare l'idea che c'è alla base e quindi sintetizzarla. Credo veramente in una comune universale di uomini e donne, e penso che la costruzione della pace sia più facile attraverso la poesia che attraverso tanti discorsi teorici, anche appropriati, ma meno diretti».

Recentemente Ivan Malcotti ha pubblicato anche una seconda raccolta di poesie, Stanze della Coscienza, da .

di Donald Datti

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