Magazine Lunedì 17 agosto 2015

Violenza sulle donne nel nuovo libro di Mazzucato

Disperazione
© Shutterstock

Vi proponiamo la recensione del nuovo libro di Francesca Mazzucato, L'amore cattivo (Giraldi Editore, pagine 200, prezzo 12.50 Euro).

Magazine - Cosa nasconde Nora, 39 anni, un buon impiego nel settore pubblicitario, brava e indefessa lavoratrice, ottimi rapporti con superiori e colleghi e una vita apparentemente impeccabile?

Nasconde un'antica ferita mai sanata del tutto con, per conseguenza, lo sminuirsi, lo scegliere una semi solitudine e rendersi quasi trasparente per paura dell’amore, del quale ha conosciuto solo il lato peggiore, dominante, opprimente o peggio crudelmente cattivo, fatto di violenze subite, condite con rabbia, urla e litigi con solo la passione per cucinare che riusciva in parte a lenire i suoi incubi.

Insomma Nora è in fuga da sempre: dalla famiglia, da una madre paranoica, dalla casa di provincia dei suoi genitori e persino da Bologna, dove ha frequentato l’università. Poi, la svolta, il balzo coraggioso fino a Milano, la grande città, il posto sognato. Ha portato con successo la sua vita altrove, ma non può cancellare fino in fondo la memoria del passato, un passato pesante, ossessionato da quell’amore feroce con la paurosa angoscia lenita solo dalla comprensione e dall’affetto della zia Eloisa, unico suo punto fermo.

Complessata fino al midollo, per anni ha combattuto la sua battaglia contro i peggiori sintomi fisici della sua psiche sconvolta, autolesionismo e vomito. Per superare i suoi incubi, si è fatta seguire da un’analista, che ha cercato di spiegarle, rassicurarla, infonderle forza e darle motivi validi per combattere le sue reazioni. È riuscita ad affermarsi, a trovare una stabilità e sfugge la sua famiglia.

Ha una casa tutta sua che ama e un lavoro che le piace e l’appaga nel campo pubblicitario. Ha pochissime amiche sincere e affezionate a cui appoggiarsi, ma è sola. È d’aspetto gradevole, piacente, insomma una bella donna di 39 anni, ma non ha mai avuto un rapporto di vero d’amore con un uomo. Non si fida, vive in difesa, si sminuisce, si mimetizza, guarda alla vita quasi fosse una giostra che gira davanti a sé, senza trovare il coraggio di salirci sopra.

Si punisce con orribili domeniche solitarie al cinema o frequentando le boutiques e la libreria della Stazione Centrale. Ma una domenica, proprio nella libreria della Stazione, accade qualcosa. Un incontro casuale con Alessandro, uomo interessante che si dimostra colto, raffinato, sensibile. Alessandro appare a Nora come un miracolo, allontana ogni dubbio, fa cadere ogni difesa e per la prima volta nella sua vita prova le meravigliose sensazioni che può regalare una relazione. Ha bisogno di amore. Dimentica le sue paure. Si illude. E nonostante le raccomandazioni delle amiche, sperando di potersi finalmente concedere una vita e un rapporto affettivo normale, si butta senza remore.

Ben presto tuttavia Alessandro comincia a mostrare certi lati negativi della sua personalità. È un dominatore, geloso di tutto e di tutti, accentratore, manipolatore e brutale. Nora è di nuovo preda di un amore cattivo, feroce. Ricade nel baratro della violenza, soprattutto psicologica. Combattuta tra fragilità emotiva e volontà di resistenza, prova a non sottomettersi, reagisce contro questo "amore cattivo", tormentata dalla paura, dall’indecisione, dai ripensamenti, dalla difficoltà di vincere il ricatto emotivo e liberarsi da un’illusione. E infine sarà l’angoscia e l’impotenza per un’ineluttabilità annunciata.

Una storia sconvolgente e, da quanto troppo spesso raccontano i media, spaventosamente attuale. Un’analisi dolosa, descritta e vissuta in prima persona, di quello che è la violenza sulle donne. Ma contemporaneamente un’accurata analisi parallela, con la descrizione del punto di vista malato dell’uomo, il carnefice.

Una spiegazione razionale e ben motivata di perché alcune donne accettino la violenza fisica e quella psicologica e perché altre invece riescano coraggiosamente a ribellarsi. Un romanzo di grande intensità emotiva e di notevole capacità narrativa.

di Patrizia Debicke van der Noot

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