Magazine Mercoledì 22 gennaio 2003

Le statue cosa dicono?

Ci deve essere stato un giorno lontano in cui le statue hanno aperto la bocca.

Così penso a tutti gli dei residenti ad Atene, ai faraoni sdraiati, alle statue in giro per Roma, ai faccioni pietrificati sull’isola di Pasqua, ai grassissimi Buddha, ai Gesù a spasso, ai Pietri, ai Presidenti americani, penso a loro e penso a quel giorno, nel quale aperte le bocche persero il loro aspetto divino e si abbassarono ad essere dei quasi-mortali, un po’ più rigidi e freddi.

Da quel giorno smisero di incutere timore e di donare sicurezza.
Persero il rispetto che chi deve morire porta a chi non ha di questi obblighi.
Erano diventati uomini comuni come quelli che incontri dal droghiere.

La domanda che mi martella è cosa sia successo quel giorno, spero ne valesse la pena, spero che abbiano ricevuto una grande verità e che abbiano provato a gridarla.

O forse erano solo stanchi di stare in piedi e gli è scappato uno sbadiglio.

Filo Q
di Donald Datti

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