Magazine Martedì 21 gennaio 2003

La fatina delle mele

Sono le nove e mezza di un banalissimo venerdì sera e sto aspettando, come ogni settimana, i miei amici in pazza De Ferrari per avventurarci poi nella movida genovese di pazza delle Erbe. Siamo a fine novembre, non fa ancora quel freddo gelido che atrofizza le dita delle mani, ma, oddio, non si può dire nemmeno che qui fuori si stia così bene.

Comincio a fare due passi, tanto degli altri manco l'ombra. Puntuali come sempre. E pensare che loro vengono pure in macchina, mentre io da quando ho smesso di usare il triciclo, mi devo accontentare della funicolare Zecca-Righi.

Mi sto avvicinando alla fontana, quando noto una vecchina dirigersi verso di me, decido di non evitarla e mi fermo, voglio ascoltarla. Sarà alta al massimo un metro e sessanta, i capelli grigi e delle piccole mani da fata con cui tiene un vassoio di cartone pieno di mele. Piccole, gialle e anche un poco marce, me ne offre subito una.

"Prendi una mela, con tutto l' amore del signore, stringila vicino al cuore e senti il suo calore".
Oddio. È una situazione alquanto insolita. Avevo già sentito parlare di una vecchina che regalava mele, ma avrò avuto 5 anni e poi accadeva nelle fiabe. Questo è indubbiamente l'incontro più curioso che ho fatto negli ultimi tempi.

"Non tagliare la mela al centro, ma in orizzontale, vedrai spuntare la stella ariale, poi pianta i suoi semini e vivrai giorni divini".
Lei intanto continua a parlarmi, accuratamente in rima. Per un momento penso che sia solo una ciarlatana, così le rivolgo un paio di domande e, con grande stupore, mi risponde sempre in versi. Mi chiede se ho qualcosa da regalarle in cambio... ecco forse ora si scopre la fregatura. Le spiego che non ho nulla da darle e lei vuole che le mostri cosa tengo in borsa.

Fossi scema. Certo, la signora è dolce, tenera e simpatica, ma aprirle la borsa è decisamente da allocchi. Estraggo il pacchetto di Pall Mall e tutto quello che posso fare è offrirle una sigaretta. Anche due semmai.
Mi prende il pacchetto, tira fuori tutte le sigarette. Io comincio a sudare... ma me le restituisce. Cosa diavolo farà adesso???
Strappa la carta e in un secondo crea una bellissima stella che mi regala. La tengo ancora nel portafoglio.
Purtroppo conservarci la mela era un po' complicato. Si permette un'ultima predica, sempre esclusivamente in rima, in cui si sbizzarrisce a criticare il governo, la chiesa e le guerre. Mi raccomanda di non attaccarmi ai beni materiali. Ora sono proprio curiosa di sapere una cosa.

"Scusi ma lei mi pare anarchica. È così?".
Mi sorride, ha gli occhi pieni di gioia, e mi risponde di sì.

"Sono Melina, la fata delle mele" mi saluta e scompare...
Penso che stasera non berrò nemmeno una birretta.

Giulia Molinari

Anche teardrop ha incontrato la fata delle mele, leggi il suo Leggi l'articolo
di Donald Datti

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