Magazine Martedì 28 luglio 2015

Io Hiv positiva dico: «fate sesso protetto»

Stop Hiv
© shutterstock

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Magazine - Ciao Antonella,

oggi vorrei più che altro essere io a dare un consiglio tramite te e che anche tu lo facessi per me: io sono Hiv positiva da circa trent'anni, mi curo, vivo, sopravvivo, certo non si subiscono più le bieche discriminazioni di una volta, anche se spesso ancora succede, ma sicuramente meno, forse anche perché la qualità della vita è decisamente cambiata.

Ma la vita sentimentale e sessuale, dire che è complicata è davvero poco. Tanti hanno scelto di vivere con qualcuno che ha lo stesso problema. Ma tanti altri, come me, hanno deciso di non viverlo proprio più il sesso, troppo umiliante ogni volta fare l'elenco di come e cosa fare, brutto leggere la paura di toccarti negli occhi degli uomini, terribile provare quel senso di colpa di poter dare lo stesso dolore che provi tu a qualcun altro, un tormento non potersi lasciare andare alla spontaneità e allora si decide che si può fare anche a meno, che in fondo è la tua menomazione, che si può vivere senza mani, senza vista, senza udito e quindi anche senza sesso.

Ma non è esattamente una vita felice. Certo non se ne muore e neanche se ne impazzisce, ma i momenti di angoscia, malinconia e inutilità sono davvero pesanti. L'altro giorno ero alla mia solita visita di controllo e il mio infettivologo mi ha detto una cosa che mi ha stupita e allarmata: nell'ultimo anno sono vertiginosamente aumentati i casi di trasmissione di Hiv, sopratutto tra i giovani, perché la tensione è bassa, tanto si può non morire, la malattia a volte può manifestarsi anche a tre quattro e anche più anni dal contagio e l'informazione è qualcosa che interessa poco.

E allora ti chiedo di dirlo tu che questa cosa non è un giochino, che usare il preservativo durante i rapporti occasionali è importantissimo, il rischio di contrarre una malattia venerea che sia Hiv o altro è reale e certo magari non si muore, ma ci si condanna a una vita legata ai farmaci e con tante, troppe incognite sociali e affettive. Io non so come dirlo diversamente magari potrai aggiungere tu due cose più incisive. Io so solo che sono stanca di vivere con sta merda nel sangue anche se ormai è innocua: ci ho messo troppo a sconfiggerla e ha richiesto tutte le mie migliori energie questa cosa, senza contare che potrebbe sempre di nuovo rivoltarmisi contro. Ho imparato a vivere senza nessuna certezza del domani e del dopo, un'altra bella sensazione di merda ve lo garantisco.
Grazie comunque per l'attenzione. E FATE SESSO, MA SEMPRE PROTETTO, date retta a una vecchia stanca un abbraccio.

Cheshire

Cara Cheshire,

hai detto tutto tu e ti ringrazio tanto per avere scelto me, sono onorata.
E vedo bene quanto sia difficile essere convincenti, anche se la tua mail può fare tanto. Allora provo a aggiungere - meglio, sottolineare cose che hai detto tu - per vedere se, in due, riusciremo a convincerne almeno un paio, sarebbe un successone.

Ecco, una cosa che Cheshire mette bene in luce è la relazione con la malattia possibile, che richiede un sacco di cure e di tempo. Per dire che un rapporto non protetto può condizionare tutta la vita. Perché si finisce per vivere in funzione della patologia possibile (come nel caso di Cheshire): confrontarsi con la paura che non se ne va mai e fa perdere la concentrazione, passare da un medico all'altro, dipendere dai farmaci, dalla ricerca dei farmaci ecc. Insomma vivere solo nel presente per garantirsi un futuro. È un orrore, cari più giovani, si vive solo nella e per la malattia possibile. Ah, è pure vero che non si muore più, ma si sta un sacco male.

Le altre considerazioni, quelle che riguardano la correttezza verso il prossimo oltre che verso se stessi non le metto, chi non ci fa caso probabilmente se ne frega e di sicuro non bastano i nostri argomenti a convincere. Tuttavia mi piacerebbe che voi più giovani guardaste con immenso rispetto a Cheshire, perché lei invece ci fa caso e con la sua scelta radicale, salva vite.

Ecco un link, tuttavia, per i disinformati: http://www.unicef.it/doc/332/dieci-cose-da-sapere-su-hiv-e-aids.htm
Grazie ancora Cheshire e un abbraccio forte,

Antonella

di Antonella Viale

Potrebbe interessarti anche: , Perché lui non vuole una storia a distanza? , «Mia madre ci ha sorpreso nudi. E adesso?» , «Aiuto! Subisco violenza dal mio convivente» , Io e il mio amico siamo finiti a letto. Ma ora lui è scomparso , Sono innamorata del mio migliore amico. Che faccio?

Oggi al cinema

Most Beautiful Island Guarda la scheda del film