Magazine Mercoledì 15 luglio 2015

«Lui non mi ama più, ma io non mi rassegno»

Amore finito
© shutterstock

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Magazine - La nostra storia è iniziata due anni fa. Lui, 34 anni, veniva da una relazione e convivenza di sei anni ed era stato lasciato. Io, 33 anni, venivo da una storia a distanza lunga quattro anni, fallita perché lui non si decideva a venire a Roma (ormai non l’amavo piu e lasciarlo era stato facile e poco doloroso).

Io avevo voglia di cambiare vita e amicizie: ho conosciuto un gruppo di nuovi amici fantastici. Tra loro ho conosciuto lui: è stato amore a prima vista, forte, fortissimo.

Ci siamo trovati subito e abbiamo vissuto una stupenda e innamoratissima estate. Tutto perfetto. Tornati alla normalità, il nostro rapporto sembrava collaudatissimo. Io cercavo di andarci piano: avevo paura di prendere una forte delusione, mentre lui era sicurissimo, come se stessimo insieme da anni, e addirittura i primi tempi soffriva se non lo rassicuravo sui miei sentimenti per lui. Insomma, il suo amore, la nostra sintonia su tutto (io avevo da sempre problemi a fare l’amore, non mi ero mai sentita a mio agio con nessuno, lo vivevo come un problema serio…ma con lui tutto era passato: avevo finalmente trovato la serenità sessuale mai avuta) hanno abbattuto tutte le mie difese e mi sono lasciata andare a questo bellissimo e travolgente amore.

Purtroppo, però, in compagnia c’era anche la sua ex: la classica ape regina, che per un anno intero ha avuto una serie di atteggiamenti ostili nei miei confronti. Lei interagiva sempre e solo con lui per stare al centro della sua attenzione. Anche dopo che lui mi aveva presentato ai suoi, lei telefonava per salutare. Pur avendo una relazione felice con un altro, voleva mantenere il suo potere su di lui.

Lui era imbarazzato quando accadevano queste cose, ma non l’ha mai mandata a quel paese e nonostante sapesse che io ci soffrivo mi chiedeva di lasciar correre sui suoi atteggiamenti, tanto lui era innamoratissimo di me.

Purtroppo tutto questo ha minato il nostro rapporto, che era in fase di consolidamento, perché prima ho tollerato diplomaticamente la situazione (ero nuova del gruppo e lui diceva di amarmi), poi non più e sono iniziati i litigi, che avevano sempre come tema la sua ex.

Siamo arrivati a non sopportarci più, ad avere preconcetti su di noi, a litigare anche se dicevamo la stessa cosa. Non ridevamo più come un tempo. Lui mi ha chiesto una pausa perché non era sicuro dei suoi sentimenti, ma dopo tre giorni è tornato per chiedermi di ricominciare da zero e vedere come andava, ma senza risolvere i conflitti: dovevamo farci scivolare tutto addosso.

Abbiamo ripreso a discutere sempre, anche per sciocchezze. Poi, tre settimane fa, lui mi ha lasciato dicendo di non amarmi più. Qualche giorno dopo ha parlato con una mia amica per sapere come stavo e le ha detto che era sicurissimo della sua scelta, che mi vuole bene, ma non è più innamorato.

Io sono davvero devastata dal dolore: nonostante tutti i nostri litigi, quando eravamo soli io e lui toccavamo il cielo con un dito e sono convinta che, se avessimo gestito meglio la situazione, se fossimo andati a convivere stabilizzando la nostra unione le cose sarebbero andate diversamente. Sarebbe bastato davvero poco.

Cosa posso fare? É passato un mese e non riesco a non pensare di averlo perso per sempre: lo amo davvero tanto e ci credo davvero che insieme potremmo essere felici.
La prego, mi aiuti.

Ho letto più volte la sua lunga lettera e mi dispiace che lei ci stia male. Credo che molte altre persone, leggendo la sua storia, potrebbero ritrovarsi nelle sue parole e forse anche sentire le sue stesse emozioni. A pensarci bene, in fondo, molte storie d'amore si assomigliano, specie quando l'amore (parola che in realtà usiamo per cercare di definire uno stato indefinibile) non è egualmente corrisposto tra due persone. E allo stato attuale, così come nessuno sa perché ci si innamora, nessuno può sapere come mai l'amore finisce.

E solo marginalmente questo dipende dalla frequenza dei litigi anche se, indubbiamente, se si litiga molto vuol dire che la sintonia o la complicità sono in declino. E senza sintonia e senza complicità è molto faticoso vivere e condividere il senso di una storia di coppia.
A questo punto arrivo alla sua richiesta di aiuto e mi chiedo: aiuto per che cosa?

Non sono un venditore di filtri d'amore (ammesso che qualcuno possa essere davvero felice, sapendo di essere amato in virtù di un filtro). E nemmeno penso che l'amare o l'essere amati sia una questione di mera strategia: questa semmai è utile per evitare o gestire meglio i litigi.

E a proposito: lei racconta la sua relazione e le incomprensioni dal suo punto di vista e in questo modo nota le mancanze dell'altro, ma resta cieca rispetto alle sue, che potrebbero essere altrettanto importanti (anche se invito tutti a non scambiare la cortesia e le buone maniere con un sentimento più profondo).

Così mi resta solo da rileggere assieme a lei le sue ultime righe: sta tutto in quel sarebbe bastato davvero poco, che invece è un'enormità. Se fosse bastato poco non solo lui avrebbe potuto venirle incontro, ma altrettanto avrebbe fatto lei. Dunque non credo che bastasse poco per fare andare bene le cose tra voi.

Le relazioni non sono una gara dove si viene eliminati per un decimo di secondo. Le relazioni sono equilibri complessi, come gli ingranaggi di un orologio che segna anche le fasi lunari. È un insieme di minuscoli ingranaggi nei quali, se manca una piccola vite, il sistema si ferma.

Più verosimilmente dovrà incominciare a pensare che, se vuole davvero che il suo meraviglioso orologio del cuore cominci a battere le ore e segnare i secondi, dovrà trovare un'altra piccola vite che si incastri alla perfezione e faccia davvero muovere tutti gli ingranaggi.

Inoltre, in ogni caso, mi permetto di ricordarle che, per tanto che un orologio sia perfetto, bisogna sempre ricordarsi di ricaricarlo. Altrimenti si ferma.

Saluti,

di Marco Ventura

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