Magazine Martedì 14 luglio 2015

«Mio marito è disoccupato e apatico. Cosa devo fare?»

Coppia
© shutterstock

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Magazine - Cara Posta Del Cuore,

mi chiamo Barbara, ho quasi ventuno anni, sposata da due. Attualmente lavoro solo io, dunque, mio marito è sempre a casa. Non mi pesa questo, perché ho sempre pensato che, indipendentemente dal marito, la donna deve lavorare, anche per una indipendenza personale.

Ora, essendo, mio marito, molto in sovrappeso, non riesce a trovare un'occupazione. Parliamo spesso di questo argomento, fortunatamente abbiamo un rapporto molto aperto, dialoghiamo su tutto. Ma spesso sento di essere solo io l'attrice della conversazione, facendo i soliti monologhi, anche se chiedo sempre cosa ne pensa della questione. Ma lo vedo apatico, si appoggia anche alla mia famiglia, la quale ci aiuta in tutto, e questo mi fa sentire mortificata.

Non solo, mio marito a volte mi dice che nessuno ha chiesto alla mia famiglia d'origine di aiutarci, anche se sa benissimo che se non fosse stato per l'aiuto liquido noi ci troveremmo in strada, senza una casa né altro. Come posso aiutare mio marito a riprendersi da questo stato di eterna depressione? com'è giusto che sia, perché in fondo l'uomo dovrebbe essere, di solito, colui che tratta la sfera economica, e poi perché l'uomo ha anche bisogno di applicare se stesso per una realizzazione personale e altro. Aiutatemi ad aiutarci. Grazie di cuore,

Vostra Barbara.


Cara Barbara,

I ruoli non sono più definiti come un tempo, per fortuna. La donna deve lavorare, ma non solo per realizzarsi personalmente o portare a casa quei soldi in più per pagarsi gli extra. La donna deve essere indipendente anche economicamente per poter decidere della sua vita senza subire ricatti economici. Mi dirai che non è il tuo caso, certo, non ora, ma un cambio di mentalità è indispensabile.

Non so se tuo marito sia giovane come te, lo spero. Spero che stia cercando un'identità dopo un matrimonio precoce. Vedi, io sarei per una cura d'urto perché lui si sta comportando da ragazzo viziato e mi pare che i monologhi o la comprensione servano a poco.

Le allusioni sul fatto che la tua famiglia potrebbe pure smettere di aiutarvi visto che nessuno glielo ha chiesto puzzano di senso di colpa e poco desiderio di cambiare la situazione. Allora vedi, io gli direi: «Hai ragione, ora gli dico di smettere, saremo poveri, ma salveremo la dignità». E lo farei proprio, sempre che da soli riusciate a pagare l'affitto e le bollette. Gli farei provare l'ebbrezza di una vita in cui puoi permetterti solo l'indispensabile, senza discutere, spronare, monologare. Ma anche senza rispondere alle recriminazioni che sicuramente arriveranno.

Se non si dà una mossa così, non so che altro potresti fare, auguri e coraggio,

Antonella

di Antonella Viale

Potrebbe interessarti anche: , Perché lui non vuole una storia a distanza? , «Mia madre ci ha sorpreso nudi. E adesso?» , «Aiuto! Subisco violenza dal mio convivente» , Io e il mio amico siamo finiti a letto. Ma ora lui è scomparso , Sono innamorata del mio migliore amico. Che faccio?

Oggi al cinema

The children act Il verdetto Di Richard Eyre Drammatico 2017 Giudice dell'Alta Corte britannica, Fiona Maye è specializzata in diritto di famiglia. Diligente e persuasa di fare sempre la cosa giusta, in tribunale come nella vita, deve decidere del destino di Adam Henry, un diciassettenne testimone di Geova... Guarda la scheda del film