Magazine Lunedì 13 luglio 2015

Catherine Dunne racconta Un terribile amore

Donna davanti al mare
© Shutterstock

Magazine - Nel suo ultimo romanzo Un terribile amore (ed. Guanda, collana Narratori della Fenice, traduzione di Ada Arduini) la scrittrice irlandese Catherine Dunne, racconta le corde più profonde della passione fino all'estremo.

L'autrice prende spunto dai miti greci, perchè indagano nell’oscurità interiore e mostrano che la natura umana non cambia, nonostante l’avvicendarsi dei fatti storici.

Il libro narra le vicende di due donne, Calista e Pilar, lontane eppure intrecciate. Le loro voci si alternano sia nel 1989 - con una breve avanzata nel 2015 – ma soprattutto nel passato, a partire dal 1957.

Calista proviene da una perbenista famiglia irlandese. A diciassette anni conosce Alexandros, trentenne cipriota, bellissimo. Tutto però in lui è falso. Il fascino e la sicurezza che millanta, nascondono volontà di potere e controllo. A Cipro, dove la coppia si trasferisce, Calista prova ad essere moglie e madre, ma conosce solo inganni e violenza. Mentre aumenta la paura per il colpo di stato del 1974, il matrimonio naufraga e la vita della donna continua a Londra e, successivamente, a Torre de Santa Juanita, in Estremadura.

La storia di Pilar, invece, parte proprio dall'Estremadura per poi spostarsi a Madrid. Figlia di contadini spagnoli, respira da bambina, a sua volta, la violenza. A diciotto anni la mamma malata la convince a cercare la propria indipendenza. Pilar parte per la capitale spagnola, lavora duramente e insegue per dieci anni un progetto: dimenticare la povertà, senza dipendere da nessun uomo. Poi il sentimento improvviso per Petros, le fa perdere momentaneamente contatto con questa realtà. E, alla fine, conosce l'egoismo e il potere maschile che dell'amore ha solo il travestimento. Poi, in un giorno d'estate del 1989, la vita delle due donne converge a causa di un omicidio che ha radici nel passato.

Dunne analizza la trasformazione delle due donne. Innanzitutto mostra che, qualunque sia la partenza, costruire la propria vita resta possibile. Così agisce Pilar, nata in una famiglia poverissima. La condizione sociale di Calista, al contrario, è agiata, ma la Dublino degli anni '60 dove vive si chiude in se stessa. I suoi genitori si adeguano alle convenzioni sociali e non le sono certo di supporto. Cade nella trappola di sentire amore nella sete di controllo di Alexandros che, con la sua affabilità pubblica e la violenza privata, palesa il becero maschilismo, frutto della sua cultura, e l'incapacità di vivere.

Così è anche il padre di Pilar. E lei, pur non perdonandolo, si domanda costantemente le ragioni dei “suoi pugni, il suo scarpone, la sua rabbia”. E pensa Non si sa mai ciò che accade dietro le porte delle case. Tutte quelle superfici lustre nascondono qualcosa.

Ma altri uomini sanno amare, come Yianis, il fratello di Alexandros, che non si sente minacciato dalle donne e dalla loro affermazione. Però il personaggio che forse amo di più in questo romanzo è Anastasios, l'anziano fotografo cipriota che capisce il talento di Calista e le insegna tutto quel che sa. Attraverso gli scatti, per la prima volta la donna trova se stessa. Quando Alexandros la costringe ad abbandonare l'attività, fra le lacrime del suo mentore, Calista si sente come se le avessero strappato un organo.

Catherine Dunne scrive le frasi più efficaci per la solitudine delle protagoniste. A parte questo, ferma l'attenzione del lettore sulla trama e non su di sé. Di solito mi piace guardare negli occhi una scrittrice o uno scrittore attraverso la lettura, e cogliere il silenzio con cui si celano. Ma in un libro come Un terribile amore, sono importanti la storia e l'analisi accurata dei personaggi. Li ho trovati plausibili. Mi capita raramente in una trama così complessa, lo confesso. Per un attimo pieno di orrore mi domando: Vuoi vedere che con l'età mi aumenta l'indulgenza da romanzo?

Ma poi capisco, con sollievo, che non è così. Trovo Dunne brava nelle analisi psicologiche e sociali. Nelle sue pagine non si perde l'orientamento. E questo basta per rendere davvero piacevoli le ore trascorse nella lettura.

di Geraldina Morlino

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