Magazine Martedì 14 gennaio 2003

Cambiare per amore

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Magazine - Ciao, mi chiamo Alex, ho 32 anni e ho concluso qualche mese fa una storia sentimentale che durava da 9 anni (4 di convivenza) con la donna con la quale credevo avrei passato tutta la vita. Mi piacerebbe avere un tuo parere e qualche consiglio. Quando ci siamo conosciuti ci siamo subito innamorati, l'intesa era fortissima. Per sette anni è stato tutto perfetto: gli interessi culturali, lo sport, il lavoro. Condividevamo molte cose, felici di passare tanto tempo l'una con l'altro. Poi una serie di circostanze hanno dato il via ai primi problemi. Il nostro settore professionale è entrato in crisi: entrambi abbiamo perso il lavoro. Io ho trasformato una passione in professione e lei, essendo una ragazza molto bella, ha cominciato a lavorare nel cinema e in TV. Ho avuto delle difficoltà ad accettare questo suo nuovo stile di vita... Lei è sempre stata una ragazza indipendente, e a me questo piaceva, i nostri problemi non sono nati dalla gelosia, ma da un lento e inesorabile distacco. Credo che il mio più grave errore sia non aver partecipato a questo suo cambiamento. Tempo fa ha lavorato fuori dall'Italia. Al rientro ho notato un insolito distacco nei miei confronti e, quando le ho domandato se le ero mancato, la risposta è stata no. Le cose non sono state più le stesse. Un giorno, dopo una discussione, le ho chiesto se mi amava ancora, e lei mi ha risposto che non lo sapeva e che voleva prendersi un po' di tempo per pensarci. Dopo qualche giorno abbiamo deciso di separarci. E non sono riuscito a farle cambiare idea.
Purtroppo io ho sempre avuto questo aspetto contraddittorio, da un lato faccio l'istruttore in palestra e sono a contatto con molte persone, e dall'altro sento un forte richiamo a una maggiore spiritualità e introspezione. Non sono molto ambizioso, perlomeno non in termini di denaro e beni materiali, non riesco a identificarmi in una macchina sportiva, una villa lussuosa, in una carriera luminosa o in un conto in banca cospicuo. Non sono ingenuo, so che non si vive di solo amore. Ma mi domando: come è possibile che un rapporto durato molti anni, nato da un amore vero, possa finire così banalmente? Com’è possibile che due persone con una grande affinità arrivino a separarsi senza più riconoscersi? Ho perso delle sicurezze, l'unica certezza che mi è rimasta è quella di non aver barato con i sentimenti.

Il mio problema adesso è questo: ho timore di cominciare una storia nuova, non ho difficoltà a socializzare, anzi, ho già avuto occasione di far nascere qualcosa di nuovo. Ma che fare? Non so se sono pronto per un rapporto. Se hai qualche parola per me ti sarei molto grato.



Caro Alex, scusa il ritardo, avrei dovuto avvisare che per qualche tempo non avrei potuto rispondere alla posta. Per fortuna il tuo non è un problema urgente. Hai voglia di vederci chiaro e cercherò di proporti qualche argomento di riflessione.
Me l’hai raccontata proprio tutta? La gelosia non c’entra? Perché vedi, la gelosia fa una paura terribile alle donne indipendenti. Alcune la vedono come una mancanza di fiducia e si offendono; altre come una specie di malattia contagiosa e inguaribile. Ed è proprio vero, è una malattia che porta solo dolore, bisogna uscirne a tutti i costi, compreso quello di una psicoterapia se necessario.
Se invece non è così, la risposta è semplice ma difficile da ingoiare. Hai visto giusto, il cambiamento radicale delle vostre vite è all’origine di tutto, perché questo spesso implica un modo diverso di crescere. Ho visto poche giovani coppie riuscire a superare insieme un cambiamento radicale. E quelle poche sono rimaste insieme tutta la vita (eh sì, ce ne sono ancora…). Detto in due parole: i più giovani – e voi lo siete, data la lunghezza del rapporto - devono imparare a cambiare insieme e a accettare la trasformazione dell’altro; i meno giovani hanno portato a termine la loro formazione da soli o con altri, e l’esperienza li rende più flessibili, sanno che devono fare delle concessioni e si aspettano lo stesso dall’altro/a. Mi dirai, è una sconfitta. Certo che lo è, ma non è un buon motivo per perdere fiducia in sé e negli altri.
Per finire voglio aggiungere che ci sono ambienti di lavoro molto coinvolgenti, al punto di modificare la scala dei valori di una persona, forse è anche per questo che una breve separazione è stata fatale, l’ambiente di lavoro ha preso il sopravvento.
Auguri Alex, di buon anno e di un futuro più gratificante.

Antonella Viale



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di Daniela Carucci

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