Magazine Giovedì 25 giugno 2015

«Ho lasciato mio marito per un altro. Ma non mi vuole»

Donna triste
© shutterstock

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Magazine - Salve,

mi chiamo Francesca. Le scrivo per il profondo malessere che sto provando. Inizio cercando di spiegare una situazione non semplice. Due anni fa ho iniziato per gioco una relazione con un uomo sposato. All'inizio erano messaggi, poi la passione e l'amore ci hanno preso a tal punto che abbiamo fatto scoppiare la terza guerra mondiale. Io ho lasciato mio marito la sera stessa in cui ho dato all'altro il primo bacio. E mi sono separata praticamente subito. Il mio amore si é trasferito dalla madre dopo qualche mese. Fin qui tutto bene: eravamo uno l'ombra dell'altro.

I progetti erano tanti, sognavamo perfino un figlio nostro, dato che ne abbiamo due ognuno. Purtroppo mio figlio piccolo ha avuto dei problemi di salute e mio marito é tornato a vivere con noi.

Quando é stato il momento di mandarlo via di nuovo io non me la son sentita nei confronti dei miei bimbi e per il loro bene, dato che avevano sofferto abbastanza, ho preferito fare la famiglia perfetta.

Purtroppo tutto questo ha logorato il mio rapporto con l'altro, che alla fine era diventato un amante che io tenevo nascosto e che vedevo solo in ritagli di tempo, brevi e radi nonostante avessi la consapevolezza di voler stare con lui. Purtroppo si é stufato di aspettare, sebbene io alla fine abbia mandato via mio marito. Ho cercato di convincerlo che possiamo fare ancora tutto, ma lui non vuole.

Pur di non perderlo sono diventata la sua "trombamica" ci vediamo circa due, tre volte la settimana. Quando é con me é un principe azzurro, ma poi non si fa sentire. O per messaggio mi tratta male. Arriva a dirmi cose del tipo che mi sta aiutando ad allontanarmi da lui. Non mi dice più "ti amo", neanche durante l'amplesso. Soffro come un cane perché continuo a non capire come può imporsi di non volermi. Sono sei mesi ormai che va avanti così. Sono allo stremo.

Francesca

Buongiorno,
Mi dispiace che lei sia allo stremo. Ma allo stremo di cosa? Cosa c'è di strano? La sua storia narra il susseguirsi di eventi piuttosto epocali.


X sta stabilmente con Y.
M sta stabilmente con W.
Ad un certo punto X incomincia a giocare con M.
Poi anche il gioco si trasforma e diventa "passione " tra X e M
La passione aumenta e produce la "terza guerra mondiale".
X lascia Y.
M lascia W.
X e M si mettono, stabilmente, assieme.
Accade un imprevisto.
X decide di tornare da Y.
X sta stabilmente con Y e vede saltuariamente M.
La qualita e quantita di relazione tra X e M cambia.
Dopo un po di tempo X decide di rompere nuovamente con Y.
X decide di ritornare con M.
X scopre che, nel frattempo, M è cambiato e la relazione non è più come prima.
X non capisce e si stupisce di come mai M non sia e non sia più disposto ad essere come prima.

Nulla sappiamo e X neppure si chiede, di come M abbia vissuto tutte queste rivoluzioni.
Molti potranno notare come questa sequenza non sia poi così infrequente a prescindere dagli interpreti,

A proposito di interpreti: è come se un/una X stesse guardando, alla TV, il film M, bellissimo ed appassionante, poi, ad un tratto, riceve una telefonata da una/un Y e decide di rispondere. È piuttosto importante, si alza, cambia stanza, parla, ascolta, discute, quindi la telefonata termina. Cosi X torna alla TV....e si stupisce che il bellissimo film M e' terminato ed ora c'è "m" un banalissimo talk show. Ecco, ora sapete perché, alla TV, hanno inventato un telecomando con il tasto "pausa". Peccato che il tasto "pausa", con gli esseri umani, non funziona!

Peccato? Davvero? Ed a "chi" mai dovrebbe toccare il potere di tenere in mano "quel" telecomando? a X? a Y? a M? a W? a Tutti? Sarebbe un bel problema vero?
Eh si, quindi: "meno male" che non esiste!
Anche se così ci tocca l'onere e la responsabilità di saper scegliere se seguire un bellssimo film o dedicarci ad una importante telefonata.

Saluti,

Marco Ventura

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