Magazine Giovedì 18 giugno 2015

Giorgio Galli: 'Il golpe invisibile' in Italia

Giorgio Galli

Venerdì 19 giugno (ore 17.45) a Palazzo Ducale - Sala del Camino di Genova, Giorgio Galli discute del suo nuovo libro Il golpe invisibile (Kaos edizioni, 2015, 256 pp, 18 Euro) con Alessandro Cavalli (Università di Pavia) e Gian Enrico Rusconi (Università di Torino, editorialista di La Stampa)

Magazine - Dopo il Sessantotto, gli anni Settanta in Italia apparvero, nei vari strati sociali, forieri di grandi cambiamenti in tutti i campi, dal costume alla scuola, dalla musica alla politica. In quest’ultimo ambito, il cambiamento si presentava rivoluzionario.

Che Guevara aveva annunciato la creazione di molti Vietnam, dall’Asia all’Africa al Sud America. Il golpe dei militari cileni (Santiago, 11 settembre 1973) era in controtendenza, ma sembrò un episodio temporaneo. Dopo un fallito tentativo rivoluzionario nel Congo-Zaire con Laurent-Désiré Kabila (il cui figlio sarebbe diventato un dittatore reazionario), il Che era andato a morire in Bolivia (ottobre 1967) e la guerriglia venne sconfitta per una generazione. In realtà, si trattava di una fase della grande rivoluzione anticolonialista, innescata dalla seconda guerra dei Trent’anni (1914-1945), rivoluzione ancora in corso con modalità varie.

In Italia la particolare forma di lotta armata delle Brigate rosse, e di formazioni minori, sarebbe culminata (per poi affievolirsi, sino a esaurirsi all’inizio degli anni Ottanta) nella strage di via Fani col sequestro Moro (marzo-maggio 1978). Mentre la sfida brigatista allo Stato dominava nei media, il fenomeno sociale più importante era un altro, e si collocava nel passaggio dai “trenta gloriosi” (definizione storiografica dell’economista francese Jean Fourastié del trentennio seguito al 1945, caratterizzato in Occidente dall’espansione del welfare e dall’accordo tra capitalismo e democrazia rappresentativa), al successivo trentennio che culminerà nella lunga crisi economica cominciata nel 2007.

In Italia gli anni Settanta, che conclusero quelli “gloriosi”, furono caratterizzati da una doppia mutazione socioeconomica. Si trattava del graduale avvento di una nuova borghesia finanziario-speculativa che strappava l’egemonia a quella tradizionale grande-imprenditoriale. Quella prima mutazione era accompagnata da una seconda: una nuova e minore borghesia burocratico-parassitaria andava sostituendo, come ruolo sociale, la piccola e media borghesia delle imprese e delle professioni.

Questa doppia trasformazione socio-economica spiega, con le sue conseguenze, il lungo cammino che ha portato l’Italia dalla Prima repubblica (Costituzione nata dalla Resistenza), alla Seconda di matrice berlusconiana (populismo con tentazioni presidenzialiste), alla Terza repubblica simboleggiata dal presidenzialismo di fatto di Giorgio Napolitano. Ed è una trasformazione che venne colta al suo avvio, negli stessi anni Settanta, da circoli intellettuali di varia estrazione. Dopo che l’economista democristiano Beniamino Andreatta, nei primi anni del decennio, aveva definito quella italiana come una «economia bloccata», la rivista “Tempi moderni” (fondata da Fabrizio Onofri dopo la sua uscita dal Partito comunista) pubblicò il saggio «La base sociale dell’economia bloccata», base sociale individuata, per la prima volta, appunto nell’emergere, con ruoli egemoni, della borghesia finanziario-speculativa e del ceto burocratico-parassitario. E proprio per fronteggiare questo doppio fenomeno – foriero di una stagnazione economica gestita politicamente dalla Democrazia cristiana e dal Partito socialista, già parzialmente conquistati dai due nuovi ceti – l’economista di formazione marxista Claudio Napoleoni propose un “patto dei produttori” tra la borghesia delle imprese e delle professioni e la classe operaia, in larga parte rappresentata dal Partito comunista e dall’organizzazione sindacale Cgil.

Giorgio Galli

© Copyright Kaos Edizioni

Potrebbe interessarti anche: , Rosso Barocco, «l'arte può diventare una passione pericolosa»: l'ultimo noir dei fratelli Morini , Superman, a fumetti la storia dei suoi creatori: eroi del quotidiano con il dono di saper far sognare , Il segreto del mercante di zaffiri di Dinah Jefferies, una drammatica storia romantica , Maurizio De Giovanni, Il purgatorio dell’angelo: tempo di confessioni per il commissario Ricciardi , SenzOmbra di Michele Monteleone, un racconto per ragazzi che piace anche ai grandi

Oggi al cinema

Lumière! La scoperta del cinema Di Thierry Frémaux Documentario Francia, 2016 Nel 1895 i Lumière inventano il cinematografo, la macchina magica capace di riprendere il mondo. I loro operatori, inviati ai quattro angoli della terra, danno inizio alla più grande avventura della modernità: catturare la vita, interpretarla,... Guarda la scheda del film