Magazine Giovedì 11 giugno 2015

Renzi e i Cinque Stelle: la satira diventa fumetto

Nick Banana, la copertina

Magazine - La Satira. Un po’ di memoria ed un punto di vista. In un paese democratico la satira è l’altra campana, è la voce che costringe a mettere sotto una lente diversa quanto ci circonda, il manuale per comprendere il nostro rapporto con il potere e soprattutto il rapporto che ha il potere con noi.

La risata è un grimaldello nelle nostre strutture. Uno spettacolo satirico è divertente – spesso fino alle lacrime - ma se non deposita un sasso in fondo allo stomaco, riesce solo a metà.

La Satira piace ai potenti quando accondiscende, disturba quando solleva dubbi, è osteggiata quando fa emergere lo spirito critico dell’autore che vi ricorre ed è odiata, sempre, dalla vittima che vede messe a nudo le debolezze, le contraddizioni, i difetti di progetto politico nel quale identificarsi.

Non sempre la vittima ha mezzi e poteri per metterla a tacere, se però rappresenti il secondo ed il quarto potere questo può succedere, chiedete a Daniele Luttazzi. E quando si arriva all’estremo, al ricorso alla violenza – succede anche questo quando la dialettica non ha argomenti, come avvenuto in Francia – ecco che la Satira diventa più forte e voci che prima erano una nicchia, maleducata, iconoclasta e reazionaria, diventano un grido planetario.

Il caso di Charlie Hebdo è stato efficace. Una rivista francese conosciuta da pochi, non necessariamente apprezzata perché senza limiti se non quelli imposti dallo scopo dei contenuti, è diventata prima manifesto di libertà da opporre al Terrorismo Fondamentalista, poi elemento di discussione, "libertà di satira..però" per tornare al ruolo originale: sfidare il potere dei prepotenti a colpi di paradossi, sarcasmo e comicità dissacrante.

Se la satira non disturba, non scatena domande, è commedia, è varietà, è altro.

Questa lunga premessa è necessaria per introdurre Nick Banana, un volume satirico a fumetti edito da Star Comics (146 pagine, 6 Euro) realizzato da Nicolò ‘Nebo’ Zuliani.

Nebo ha un blog di successo, bagniproeliator.it, dove si alternano recensioni, punti di vista e aneddoti di cronaca troppo surreali perché siano inventati. Diverte. Disturba, spesso è maleducato e non tutto è condivisibile; è scritto bene e costringe a pensare. Funziona.

Nick Banana, esperto di propaganda e nuovi mezzi di comunicazione, eminenza grigia dietro all’ascesa del Movimento Cinque Stelle è nato per gioco mercoledì 5 settembre 2012.

Lo scopo era evidenziare le esasperazioni del Movimento 5 Stelle, nuovo protagonista della politica Italiana, forte di un energico seguito ma – vincolato ai social - non immune alle contraddizioni e le forzature che i social contengono, tutto terreno fertile per la satira.

Il post è esplosivo – divertente alle lacrime -, scatena reazioni a catena, fa incazzare gli attivisti, colti in fallo, e costringe a farsi domande.

La Star Comics si convince che quel personaggio potrebbe funzionare. Nick diventa sceneggiatura e disegni. Un fumetto satirico.

Presentato a Napoli al Comicon di Maggio Nick Banana: gli anni segreti, è stato sceneggiato insieme a Michele Monteleone, disegnato da Daniele di Nicuolo, con copertina di LRNZ, Lorenzo Golem Ceccotti.

Sceneggiatura e disegni hanno un bel ritmo e l’alta dose di autoironia permette a Nebo di divertirsi parecchio. Le tavole sono ben strutturate con pagine che cadenzano gli eventi con un buon ritmo, lo spazio dedicato alla burocrazia è degno del modulo A38 di Asterix, ma non è la sola chicca, l’Arena che appare nell’albo è una metafora dei talk show assolutamente efficace.

Nick osserva il Movimento Cinque Stalle – questo il nome trasposto per beneficio di fumetto - sta dilagando e decide di staccare la spina. Collegamento tra vertice e base che salta e parole in libertà. Come se qualcuno avesse tolto ad Ambra – ai tempi di Non è la Rai – l’auricolare collegato a Boncompagni.

Nick prova a fare i conti con il suo passato liberandosene, ma il Partito dei Confusi – questa la trasposizione del PD renziano – lo assolda per formare un nuovo competitor a Grullo e ai 5Stalle.

Il percorso di Benzi è l’esplorazione alle deformazioni proprie di questa democrazia 2.0 che passa per la rete, attraverso i social network, su computer e telefoni.

Nella sua disamina Nebo non fa sconti e mette sulla graticola dell’ironia aspetti e contraddizioni del web del terzo millennio. Grande potere e tantissima irresponsabilità. Potere della rete ed analfabetismo funzionale sono amanti improbabili, che generano notizie false, commenti vergognosi e video di gattini.

Nebo non risparmia comici Satirici come Sabina Guzzanti o lo stesso Daniele Luttazzi, anche se il loro punto di vista, da sinistra, è uguale e contrario al suo, e il presunto cambio di rotta di giornali come il Fatto.

Il risultato è una foto impietosa dei protagonisti della scena politica; la volontà palese è di andare a stuzzicare i nervi scoperti della politica italiana – non manca un sagace riferimento a Salvini – ma soprattutto esplora il comportamento degli elettori, veri protagonisti della debolezza della politica.

Se un tempo, il dissenso elettorale era nella famigerata fetta di salame nelle schede elettorali, in un mondo in cui dominano i talent show, i cittadini restano a casa e si indignano attraverso commenti al vetriolo o guerre dialettiche davanti a pochi pollici di schermo.

In questa analisi Nebo non fa sconti, mette alla berlina gli slogan, ma anche chi li trasforma in ideologia. Al centro dell’albo – che parte dal movimento con maggiore appeal tra i cittadini - ci sono gli elettori, i loro difetti, le ipocrisie e i segreti per sedurli.

Nick Banana diverte, gioca con il lettore, l’elettore e l’attivista e alla fine lascia una traccia, visibile come una scia chimica, che costringe a farsi domande.

È Satira. E funziona.

di Francesco Cascione

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