Concerti Magazine Giovedì 2 gennaio 2003

Un Capodanno fantastico

Magazine - Mi ritrovo magicamente nei vicoli, con la vaga sensazione di essere stato a una festa fino a poco prima, e di aver fatto molta strada per arrivare a questo capolinea del 2002. Sapete quando si dice "Il re è morto, viva il re!"? Bene, io allora dico: "È finito il 2002, che Dio benedica il 2002!", ma adesso sono solo in attesa di fare questa nuova conoscenza che, a partire da stasera, durerà per un anno esatto.

Attorno a me ho tanti amici con cui parlare, ma di parlare non c'è tempo perché BUM! BAM! POM!, prendiamo via San Lorenzo dabbasso, e davvero disquisire amabilmente diventa difficile. L'acciottolato brulica di passi e brucia di fuochi, ma non sono fuochi fatui: micce, petardi, razzi, mancano le lupare: eccola, la mia Genova che festeggia! È tutto un frastuono, un campionario di suoni e di facce note o mai viste, eleganti o un po' strane. Tra la folla incontro Aziz che mi vuol vendere le sue rose. Gliene compro una, ma non so a chi darla. La regalo a me stesso. Incontro poi una ragazza dai capelli neri e dagli occhi grandissimi. Mi dice che è del segno dell'Acquario. Mi sento un po' confuso, e le dico che è bellissima. Lei mi dice che sono ubriaco. Io sono davvero un po' ubriaco, e lei è davvero bellissima: le regalo la rosa. Mi saluta con un bacio. Continuiamo a camminare con gli amici schivando i botti e avendo premura di non perderci. Ci perdiamo poco dopo.

Con i reduci raggiungo piazza San Lorenzo. Cerchi di luce concentrica scalano la facciata della cattedrale orgogliosa e superba. La scalinata è come un palco gremito di facce che assistono e partecipano. A cosa? A un delirio di musica e balli. Dalle casse portentose risuona Born Slippy degli Underworld, direttamente da Trainspotting, film che si chiudeva con le parole "Ho scelto la vita". Credo che stasera molti abbiano fatto la stessa scelta.
Proseguiamo per piazza Matteotti, attraversiamo l'atrio del Ducale che pullula di gente, e corro un attimo su per le scale a dare un saluto al mio rifugio elettivo: la redazione. Arrivato in cima, lancio uno sguardo all'indietro e rimbalzo su qualcosa. C'è la festa al ristorante! E a ogni festa che si rispetti, adesso mi viene in mente, c'è sempre un buttafuori: alzo gli occhi, e un volume tanto d'uomo mi chiede cosa voglio e mi sottolinea che non posso entrare. Sorrido. Vorrei solo dirgli, con una cosa tipo un abbraccio, che non c'è ragione di tenere quel broncio in una serata di festa, ma poi temo che due braccia non basterebbero per dar seguito al mio gesto di pace fraterna. Saluto tutti i presenti con un più sobrio "Auguri!".

Poi via in piazza Campetto dove, sui vocalizzi acidi e tenerissimi di una cantante, decine di giovani e non saltano su fino ai palazzi con balzi elastici e asimmetrici. La piazza sta letteralmente esplodendo nella festa.
Fendo la folla che sale da Campetto a de Ferrari. Passando da piazza delle Erbe, dove la massa di gente ha tirato giù le reti per i lavori sulla strada, andiamo a fare una serie di brindisi in stradone Sant'Agostino. A questo punto il mio livello alcolico dev'essere uscito dalla legalità.
Si ritorna in piazza San Lorenzo trasformata in una discoteca a cielo aperto, con una selva di braccia puntate alle stelle. Guardo l'orologio appeso sui muri di un palazzo. Sono le tre e dieci... Il dj va avanti fino alle quattro e mezzo.

Alla fine, un po' per svegliarmi, un po' seguendo il mio istintivo bisogno di quiete dopo un'abbuffata di gente, volo a Nervi, e da lì fino a San Rocco di Camogli. Guardo il mare dall'alto della piazzetta deserta. Lo sento gorgogliare da più in basso, dove normalmente ci sono i cerchi luminosi delle tonnare. Genova è sorniona alla mia destra, con le sue luci che pulsano in silenzio. Vista da qui in alto, la superficie del mare deserto ha delle forme voluttuose. Senza accorgermene, appare all'orizzonte il profilo di una grande nave bianchissima. A bordo parlano cento lingue e sono in 2003, compreso il capitano. Giurerei che è il Rex... ma forse ho bevuto troppo.

Nei vicoli ho incontrato anche Giacomo. Leggete .

(le foto sono di Marco Marengo)

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