Magazine Giovedì 26 dicembre 2002

Al Derby in libreria

Non so se l’avete mai notato, ma a Genova, in Corso Firenze, all’altezza di via Sivori c’è un grande murales con i colori della Sampdoria. Sotto qualcuno ci ha scritto, nella notte dei tempi e con un’ironia tutta genovese, «Il muro del pianto». A quell’affronto altri hanno risposto con un deciso «Si, ma per voi».
Ecco, se volete saperne di più sugli sfottò e su questo tipo di microcattiverie calcistiche, oltre a farvi tutta Circonvallazione a Monte, fatevi un salto in libreria e compratevi i due libri che i hanno dedicato alle tifoserie di Genoa e Samp per la catena Ultimo Stadio.

Quelli che il grifone di Fabrizio Calzia, racconta di quanto sia difficile, periglioso, ma anche terribilmente compiacente rivestire il proprio cuore di rossoblu.
Un manuale di vizi e virtù dell’essere genoano, per diventarlo o esserlo sempre di più. Per la maggior parte ciò avviene come una tappa della crescita. Trovarsi allo stadio a vedere il Genoa è un po’ come mettere il primo dentino o non fare più la pipì a letto. Mamma e papà - il più delle volte papà - sono orgogliosi di te e ti coprono di complimenti. Il difficile viene dopo. Si, perché ci si accorge di aver scelto di tifare per una squadra che non è proprio il Milan o la Juve, o, perlomeno, non lo è più. Perché certe volte è davvero dura. Quando si perde il derby, o si sente svolazzare i famigerato spettro della retrocessione, o quando si vede Spinelli sorridere felice alla televisione perché il Livorno, sua attuale squadra, ha appena battuto il Genoa. Insomma: volete imparare a mugugnare come si deve? Tifate Genoa. E leggetevi, si fa in una sera, questo libretto.

Quelli che il Baciccia è la dettagliata descrizione di una patologia molto diffusa a Genova e dintorni. La Sampdoria. Ne vengono descritti i primi sintomi, la diffusione del contagio e gli effetti. Purtroppo, anzi, menomale, i Fratelli Frilli non ci dicono come guarire dalla Sampdoria, anzi col tempo essa sembra cronicizzarsi e più sono le difficoltà, gli alti e bassi (di febbre e di classifica) più ci si attacca e ci si rassegna ad essere samp-doriani.
Comincia magari da giovani, si rivela in maniera congenita, quando si chiede alla maestra di indicarci sulla cartina la città della nostra squadra di calcio preferita senza trovare in nessuna regione italiana una città chiamata con quello strano nome di Samp-Doria. Poi piano piano vi accorgete che non siete i soli e che, anzi, c’è qualcuno in giro per Genova che non la pensa affatto come voi e, anche se il pallone è rotondo, vorrebbe sempre vederlo finire nella vostra porta. Ecco, questo libro vi fornisce gli strumenti giusti per difendervi da tutti loro, una volta appurato che siete doriani al punto giusto e che non si può più tornare indietro.

E se siete nostalgici, che di nostalgia a Genova ce n’è molta (calcisticamente parlando, per fortuna), ecco per voi le hornbiane top ten degli insuccessi dei rispettivi cugini. Dalla famosa bomba di Koemann a Wembley che trafisse i sogni europei della Samp a quella bruciante sconfitta casalinga con l’Ajax subita dal Genoa in coppa UEFA.

Entrambi i volumi sono disponibili in libreria con lo stesso prezzo, ciascuno 6.50€.
Quelli che il grifone, a cura di Fabrizio Calzia, I Tascabili Ultimo Stadio, Fratelli Frilli Editori, prefazione di Gessi Adamoli e Marco Peschiera, 6,50 €.
Quelli che il Baciccia, prefazione di Giorgio Cimbrico, I Tascabili Ultimo Stadio, Fratelli Frilli Editori, 6,50 €.
di Giacomo Revelli

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