Magazine Giovedì 21 maggio 2015

Nina George: «Cambiare vita? Possiamo farlo tutti»

Nina George
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Magazine - Ci sono persone che ci mettono una vita intera dare un senso alla loro esistenza, a scoprire la vocazione per cui sono venuti al mondo e c’è chi invece lo scopre già a 14 anni, inventando storie di giornate meravigliose nelle pagine di quei diari segreti che, se si fossero attenuti alla realtà, avrebbero raccontato una normale adolescenza senza troppe emozioni.

È così che Nina George, autrice del best seller internazionale Una piccola libreria a Parigi ha dato il via alla sua attività di scrittrice.
«Ho iniziato a scrivere molto giovane ma ci ho messo 22 anni per trovare la mia voce, il mio modo di scrivere la vita». Con queste parole George ha raccontato così la sua esperienza di scrittrice al Salone del Libro di Torino, in un incontro dal titolo Partire per ritrovarsi leggere per innamorarsi in cui ha presentato il suo ultimo libro: Una Casa sul mare del nord ( Sperling & Kupfer, 2015).

Nina George, nata in Germania nel 1973, è stata definita una macchina da guerra per la sua grande produzione letteraria in proporzione alla sua età anagrafica: 26 i libri fino ad ora pubblicati senza contare le collaborazioni con riviste, quotidiani e programmi televisivi, il successo mondiale è poi arrivato con Una piccola libreria a Parigi (Sperling & Kupfer, 2014).

Gli ultimi libri hanno successo perché parlano della realizzazione di sogni: «Fino a qualche anno fa raccontavo donne forti e arrabbiate, in contrapposizione a un mondo che le voleva solo belle. Ora scrivo di donne che sanno rialzarsi, persone distrutte ma che sanno risorgere».

È questo il caso di Marianne, la protagonista sessantenne di Una casa del Mare del nord, che cerca la morte, ma trova la vita e il coraggio di cambiare. «Sono colpita da quante persone smettano di cambiare troppo presto, molti si nascondono dando colpa alla mancanza di denaro o altro, ma in realtà tutti abbiamo la possibilità di vivere la vita che vogliamo e possiamo cambiare sempre, a qualsiasi età». L’ascolto delle persone e ispirarsi alla realtà è la caratteristica di Nina George: «mi interessa molto scoprire le ferite, le paure della gente, guardarle negli occhi, noi scrittori siamo come servi pronti ad ascoltare non ad inventare».

Il successo degli ultimi romanzi ha portato l’autrice ad abbandonare gli altri generi letterari in cui si è cimentata sotto vari pseudonimi: è stata Nina Kramer quando ha scritto thriller e gialli, mentre ha pubblicato libri erotici sotto il nome di Anne West, «una scelta», racconta, «derivante dal desiderio di sperimentare nuovi generi lasciandosi libera la possibilità di fallire senza che troppi se ne accorgessero».

I suoi ultimi romanzi sono caratterizzati sempre da una ricerca: in Una piccola libreria a Parigi il protagonista, Jean Perdu, perde qualcuno che ama per poi ritrovarlo; in Una Casa sul mare del nord Marianne trova per la prima volta se stessa e l’amore. «Nel prossimo romanzo racconterò di chi ha trovato la sua felicità, ma poi l’ha persa e ora continua a cercarla», ci svela in anteprima Nina senza far emergere troppi dettagli ma creando la giusta suspense.

Di Nina George colpisce il fatto che sia una tedesca così innamorata della Francia tanto da ambientarci tutti i suoi romanzi e relegando la sua patria ad un ruolo davvero marginale «la mentalità francese corrisponde a come sono io veramente, le donne sono orgogliose, sono un popolo libero e hanno molto rispetto per l’artista. Mia nonna era francese ed io mi sento più a mio agio in Francia che in Germania. A livello di panorama e ambientazioni la Francia offre più magia, solo lì potevo ambientare Una piccola libreria a Parigi e Una Casa sul mare del nord».

Parigi è da sempre sinonimo di sogni e romanticismo, culla dell’arte e di libera espressione eppure nei romanzi della George è un punto di partenza non di arrivo in quella ricerca della felicità che caratterizza i suoi personaggi. Jean Perdu la troverà in Provenza e Marianne in Bretagna. «Parigi è un ponte per i miei personaggi, segna l’inizio non la fine della ricerca perché è stato così anche per me: ho cercato i miei sogni, la mia felicità sotto la TourEiffel, ma non era quella vera, Paris c’est très jolie ma ce n’est pas la felicité, c’est juste un grand ville!» conclude con un francese così naturale da far capire che è il francese è la lingua con cui esprime meglio le emozioni.

Al termine dell’incontro Nina George viene letteralmente sommersa da un abbraccio collettivo delle sue lettrici italiane che la possono finalmente conoscere dal vivo, ma prima di lasciare il Salone del Libro ricorda il suo impegno contro la pirateria, il suo lavoro di sensibilizzazione per un mercato editoriale sostenibile che rispetti il lavoro dell’artista, una tutela dimenticata dalla politica comunitaria e per questo la George è capo di questa campagna sintetizzata nel motto Ogni volta che si ruba un ebook, un unicorno muore.

di Margherita Pozzi

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