Concerti Magazine Lunedì 23 dicembre 2002

Tutti dall'oste Gian

"Il mio negozio si chiama Championship Vinyl. Vendo dischi di musica punk, blues, soul e R&B, un po’ di ska, qualcosina delle Antille, alcuni pop degli anni sessanta..." Lo riconoscete? Forse. Si tratta di un brano tratto da Alta Fedeltà, di Nick Hornby. Sapete, a Genova c'è un negozio di musica che, nell'atmosfera, potrebbe benissimo essere quello descritto dallo scrittore inglese; un rifugio per tutti quelli che amano la buona musica, e che lo stesso Hornby ha visitato in occasione della sua recente visita in città. Parliamo di Disco Club, a duecento metri in linea d’aria dalla stazione di Brignole, sotto i portici di via San Vincenzo. Il negozio è aperto dal 1965 e, dal 1984, è gestito da Giancarlo Balduzzi.

Conoscere Disco Club a Genova è una specie di segnale di riconoscimento tra simili. È un po' come andare allo stadio con la sciarpa del Genoa al collo (o anche della Sampdoria, mica detto), perché già sull'autobus sia chiaro da che parte stai: Disco Club significa che sei dalla parte della musica vera, quella, diciamo così, fatta più per l'anima e meno per l'audience: "Niente compilation tipo Saranno Famosi o Hit-mania" mi ricorda Giancarlo.
Su una parte all'interno del negozio campeggia, in mezzo agli scaffali e ai vinili, il poster di Manhattan, il film in bianco e nero di Woody Allen che si apriva con le musiche di George Gerswhin. "Adoro Allen". Sulla parete opposta, invece, c'è un quadro con echi vagamente futuristi dipinto da un affezionato cliente. In basso, sotto la cornice, c'è scritto "The Old Disco Club (dal Gian)". Proprio così: "dal Gian", come l'insegna di un'osteria, e questa, è prorio il caso di dirlo, potrebbe essere l'osteria per chi ha fame di musica qui a Genova.

"Cosa mi consigli per Natale?" chiedo allora all'oste Giancarlo, ed ecco i suggerimenti per acquisti ragionati: Johnny Cash, The man comes around, l’ultimo dei Sigur Ross, Always let me go di Keith Jarrett, i Pearl Jam col nuovissimo Riot Act e, volendo mettere anche una raccolta, quella di Bjork.

Per tornare ad Altà Fedeltà, e citando Barry, uno dei protagonisti, e le sue classifiche tutte rigorosamente fatte di cinque o dieci titoli al massimo, Gian mi dà la sua top five per la vita. Nell'ordine: Pink Floyd del periodo Umma Gumma, Jeff Buckley con Grace, King Crimson, Nick Drake e Whiskey For The Holy Ghost, di Mark Lanegan.
"Quando ero giovane c'erano trasmissioni alla radio che davano solo buona musica, tipo Arbore e Boncompagni e Per voi giovani. Era così che ci tenevamo aggiornati negli anni '60". Oggi che mancano trasmissioni del genere, Gian corre ai ripari, a modo suo: nel negozio, infatti, a conferma di una cultura del disco che va al di là della mera conoscenza del titolo, ci sono varie enciclopedie del Rock a disposizione di tutti. Chiunque può sfogliarle liberamente per togliersi proprie curiosità sull'argomento.
Ultimo ma non ultimo: di recente Giancarlo e i suoi fidi collaboratori hanno riaperto la "succursale" di Disco Club, a 10 metri dal negozio. Un locale con una lunga storia alle spalle: negli anni '70 era dedicato alla vendita di stereo, negli anni '80 era specializzato in musica disco, e poi classica e jazz. Insomma, un posto con un passato vissuto che solo di recente ha ritrovato la sua ideale sistemazione: ora è tutto dedicato all'usato e al vinile.

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