Magazine Martedì 5 maggio 2015

«Come faccio a lasciarlo senza farlo soffrire?»

Lasciarsi
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Magazine - Ciao Antonella,

mi chiamo Claudia e ho 18 anni. Da 11 mesi sto con un ragazzo di 17. Ci siamo conosciuti verso marzo e ci siamo fidanzati a giugno. Lui è un ragazzo splendido, sempre pronto ad aiutarmi o confortarmi, è intelligente ma molto, molto poco socievole o almeno, con le mie amiche e i miei amici non parla mai, anzi, non li sopporta.
Ultimamente sto pensando che non sia il ragazzo per me... non provo più nulla per lui, non lo amo più, non so cosa devo fare sono confusa... a me dispiace dover rompere con lui, ma mi dispiace solo perché quello che ci starà male è lui.
Non riesco a farlo aprire, parliamo poco quando usciamo, mentre per messaggi e su whatsapp parliamo tutti i giorni. Se mi immagino la mia vita, non me la immagino con lui, questo è il punto.

Non sono mai stata follemente innamorata di lui, prima di lui ho avuto una storia di 2 anni con il mio migliore amico e, in confronto, questa non è nulla. Non ho l'ansia di vederlo il sabato e, se non lo sento per un pomeriggio o una sera, non vado in crisi perché mi manca. Anzi, mi sento sollevata. Voglio fare esperienze nuove, vivere la mia età con gli amici e con tranquillità, mi sento oppressa perché non lo capisco più, non capisco le emozioni che prova perché la sua faccia è sempre la stessa, ma dice di non avere nulla... Non voglio prenderlo in giro perché prenderei in giro entrambi, ma non voglio farlo soffrire...
Ti prego dammi qualche consiglio, come dovrei comportarmi?

Claudia

Cara Claudia,
sai già tutto. Scrivere deve esserti servito a vederci chiaro e a capire abbastanza precisamente i motivi per cui non vuoi più il tuo ragazzo. Ti senti oppressa, da quello che scrivi immagino sia geloso. Limita la tua vita sociale e forse si sente fuori posto perché è più giovane. Alla vostra età un anno conta tantissimo. E forse lui sente la differenza e la patisce.

Non posso insegnarti a non farlo soffrire. Per la prima volta ti scontri con la sofferenza dell'altro e con l'assunzione di responsabilità. Come tutti hai paura di provocare sofferenza e temi che ti sentirai in colpa. Allora impara da giovane: ci sono dolori che non si possono risparmiare a nessuno. Tutto quello che puoi fare è cercare di limitare il danno: non hai un altro e questo è già un vantaggio, lui non si sentirà umiliato.

Metti fine a questa storia senza spiegare tutto quello che mi hai scritto, ché risparmiare un dolore in più è sempre meglio: digli solo la parte che riguarda l'indipendenza. Digli che non ti senti di vivere un legame tanto impegnativo, che hai bisogno di stare da sola. Non per un po', sii onesta e chiarisci bene che proprio è finita. Non torturarlo per paura della sua sofferenza, se gli vuoi davvere bene. E se non capisce pazienza, non spiegare troppo, lascia che provi rancore se vuole: spesso per le persone è più facile chiudere provando rancore. In questo modo soffrirà di meno. E, in genere, dopo un po' passa.
Coraggio, ciao,

Antonella

di Antonella Viale

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