Il giovane teatro italiano - Magazine

Teatro Magazine Giovedì 14 dicembre 2000

Il giovane teatro italiano

Magazine - Nel foyer della sala Aldo Trionfo, tra le immobili figure di gesso figlie dimenticate del progetto Baccanti, si presentano i protagonisti del percorso blu della programmazione del Teatro della Tosse: il Teatro Out Off nella figura del regista Antonio Latella, per QuellidiGrock l'addetto stampa Francesco D'Agostino, Filippo Dini per i Gloriababbi e Aldo Ottobrino, già attore della compagnia della Tosse e ora autore insieme a Marco Giorcelli di un testo Fotofinisc. Maifredi, che innesca e dirige l'incontro, sottolinea la scelta del faccia-a-faccia tra stampa e compagnie come momento privilegiato per andare oltre il singolo spettacolo e conoscere gli intenti e le pratiche dei gruppi. Le prime quattro stazioni di questo percorso teatral-metropolitano abiteranno il teatro a partire dal 27 novembre con Otello (fino al 02.12) produzione del Teatro Out Off, seguito da Caos (11-16.12) di QuellidiGrock, Trinciapollo (18-23.12) dei Gloriabbabbi e infine per inaugurare l'anno Fotofinisc (8-13.01) una produzione interna della Tosse. La conclusione annuale del percorso è fissata con La partitella (altra produzione interna del teatro in collaborazione con Provincia di Genova e studenti delle scuole superiori). Le tre ospitalità hanno narrato di un teatro giovane italiano in cui tutti si occupano di tutto. Nelle tre le compagnie l'originalità sta nell'essere: sì attore sì regista sì organizzatore ma anche tutto il resto. Montare, smontare, mettere in scena e trasferire uno spettacolo nonché eventualmente presentarsi alla stampa sono attività di routine. Filippo Dini (Gloriababbi)interpreta così una realtà che lui riteneva specifica della sua compagnia: "Io sono un attore ma anche un sacco di altre cose (poi guardandosi intorno) nella normalità tutti ci facciamo un mazzo così".
Presi singolarmente gli spettacoli hanno tutti una storia da raccontare. Otello, nato due anni è, per il regista, A. Latella, un'esperienza molto intima "un lavoro molto emotivo" creato con le persone con cui lui collabora da tempo e profondamente costruito su di esse. "Preferisco una bella persona ad un bravo attore", dice e prosegue confessando della fortuna di aver trovato la felice congiunzione bella-bravo. Alla base di Otello "l'urgente bisogno di essere amati, di ricevere amore" condiviso seppur individualmente da tutti e ripensato dai singoli interpreti attraverso la domanda "cosa resta di me dopo mesi di spettacolo?". Secondo Latella il periodo storico che stiamo attraversando ci costringe ad una diffusa fragilità che il testo shakespeariano permette di esperire e valutare mettendo a confronto il bene e il male che i protagonisti rappresentano. "Iago" dice Latella "è chiamato a portare il male e il dubbio ...Otello per parte sua lo istiga ad inculcarglielo." Latella chiude il suo intervento rivolgendosi allo sforzo dei suoi attori: "il successo di Milano è merito loro e dell'intenso lavoro che hanno sopportato ...credo che gli eroi di oggi siano quelli che ancora fanno teatro."
E' il turno di QuellidiGrock: gruppo nato nel '76 come scuola di mimo con Maurizio Nichetti, e poi trasformatosi negli anni in vera e propria compagnia teatrale volta al perfezionamento di un linguaggio che parli soprattutto ai giovani. Caos, lo spettacolo che partecipa alla rassegna, è un lavoro che vuole rivolgersi a tutti, ma soprattutto ai ragazzi, perché, come dice D'Agostino: "Per noi i ragazzi sono spettatori di prima classe come gli altri e storicamente nei nostri intenti ci siamo rivolti sempre anche a loro". Caos, nato nell'88 con il titolo Istruzioni per l'uso, è strutturato in quadri e parla della concitata e a volte deprimente quotidianità della vita in città - quella milanese in particolare. Il tono è ironico, e l’espressività passa attraverso tecniche di teatro-danza, e altri giochi gestuali, musicali e variazioni sulla parola a volte registrata a volte intensamente poetica. QuellidiGrock rappresentano un'eccezione per il fatto che sopporteranno undici repliche invece delle consuete sei, "per noi le repliche" dice D'Agostino, "sono il sostentamento primario, per noi coincidono con il poter fare teatro".
Filippo Dini, attore genovese, è il portavoce di Gloriababbi. La compagnia nasce nel '96 dall'inquietudine e dall'urgenza di una decina di studenti della scuola del Teatro Stabile genovese. Ansiosi di provarsi professionalmente lasciano la scuola al terzo anno alla volta di Roma dove fanno esperienza in particolare della "fame più nera" (testuali parole). "Lì è iniziato il periodo delle scelte, della disoccupazione, del lavoro, del diventare grandi." Il primo progetto, Gabriele, viene realizzato nel '99 da un gruppo che si è consolidato attorno a cinque elementi: A. di Casa, F. Dini, S. Grossini, F. Paravidino, G. Rappa. Il testo scritto da F. Paravidino e G. Rappa va in scena a Roma, e vince la "III Rassegna Nazionale di Drammaturgia Emergente", il “Premio Fondi la Pastora - giovani protagonisti” e arriva alle orecchie di Sergio Maifredi. Il testo che viene proposto in questa rassegna è Trinciapollo. Si tratta del primo scritto da F. Paravidino (nel '96) e del secondo ad essere messo in scena nella giovane storia della compagnia. Secondo l'attore "tutto fare" F. Dini questo nuovo spettacolo si basa su un testo che è profondamente diverso da Gabriele ma che mantiene lo stesso stile anche se poi aggiunge "però noi stessi ancora non lo conosciamo. Perché è uno stile che evolve e, per fortuna, cambia. Trinciapollo è uno spettacolo senza scenografia uno spettacolo di attori."

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