Magazine Mercoledì 22 aprile 2015

«Pensavo fosse amore. Ma forse è solo un alibi»

Gelosia
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Magazine - Buongiorno,
sono una ragazza che nella sua vita ha avuto soltanto delusioni. L'unica cosa bella che ho avuto sono i miei figli. Circa tre anni fa ho conosciuto un ragazzo, del quale oggi sono innamorata pazza. Lui però mi controlla il telefono: come posso fidarmi ancora di lui? Io, d'altra parte, non posso nemmeno visualizzare i suoi contatti su Facebook. Lui però dice di non avere niente da nascondere. Io lo amo, ma vorrei sapere se mi sta mentendo, vorrei capire chi è.

Buongiorno,
ah, l'amore... Tutti ne parlano, ma in realtà nessuno sa davvero di cosa si tratti .A volte mi viene persino il sospetto che dicendo ma io lo amo si voglia solo giustificare tutto quello che facciamo e viviamo, nel bene e, spesso, nel male.

Come se la parola amore possa essere la magia che rende tutto giusto. Spesso quando nelle nostre storie mettiamo di mezzo l'amore rischiamo, più o meno consciamente, di ridurlo al misero ruolo di un alibi per ingannare noi stessi ed anche gli altri. Ma è solo un idea.

Tornando a lei, se ho capito bene nella sua vita (ma non cita la sua età ) ha avuto solo delusioni e la sua unica gioia sono i suoi due figli (ne dobbiamo dedurre che le delusioni riguardano il o i padri di questi figli?).

Ora lei è innamorata pazza di un uomo che conosce da tre anni e di cui, ancora, non si fida al punto da chiedersi se lo conosce davvero. Sembra che neppure lui si fidi, visto che lei si sente controllata assiduamente.

Forse la sua pazzia sta proprio nel provare un fortissimo sentimento di attaccamentonei confronti di una persona, a prescindere dal fatto che questa sia più o meno affidabile. E questo, forse, potrebbe essere uno degli elementi che spiegherebbero le sue, inevitabili, delusioni del passat.

Ora però, prima di saltare alle conclusioni, bisognerebbe intendersi su come misuriamo le azioni delle persone (e di come valutiamo le nostre). Ecco, per esempio: Se io chiamo il mio amore per sapere come sta e farle sapere che la penso, può essere considerato un gesto molto carino. Ma anche un sistema controllo. Un segno di insicurezza. O persino un'ossessione. E questo dipende non tanto dal cosa si fa, quanto dalla sua frequenza e dall'essere più o meno appropriato al contesto.

Come vede, spiegando meglio la misura e il contesto, le considerazioni cambiano.
Conoscere tutto di una persona può essere più sicuro, ma allo stesso tempo la rende noiosa e prevedibile , mentre conoscere quasi tutto di una mersona, ma lasciare un alone di mistero, la rende più interessante. Ma se una persona nasconde più di quanto mostra, o se chiede più di quanto offre, allora non stiamo parlando di una persona interessante, ma di qualcuno di cui è meglio diffidare.

Quindi, visto che lei descrive delle azioni, ma è anche l'unica a conoscere le vere misure della sua relazione, non posso fare altro che lasciare a lei il compito di trarre le sue conclusioni.

Spero solo che leggere quanto le ho scritto la aiuti a riflettere meglio su quello che sta vivendo e su come comportarsi in futuro.

Saluti,

di Marco Ventura

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