Magazine Mercoledì 15 aprile 2015

«Vorrei tanto essere nato donna»

Mi sento donna
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Magazine - Salve,
sono un ragazzo di 18 anni e da un po' di tempo ho dubbi riguardo la mia sessualità, o meglio la mia identità genere. Premetto che sono assolutamente sicuro riguardo al mio orientamento sessuale (sono gay), ma appunto ultimamente i miei dubbi sulla mia identitá sono aumentati.

Fantastico e in un certo senso desidero essere nato donna, di poter indossare abiti femminili, immaginando anche possibili relazioni (ripetendomi qualche volta che è magari solo un modo per poter normalizzare il fatto di provare attrazione verso gli uomini, dato che non provo nemmeno così grande repulsione nei confronti del mio corpo).

D'altra parte analizzo la mia vita e la mia infanzia, in cui pridiligevo giochi femminili (giocavo con le bambole) e in generale la compagnia femminile. Odio questa grande confusione: cosa sono? Attendo una sua risposta.
Cordiali Saluti,
F

Buongiorno F,
cercherò davvero di esserle utile, anche se non credo che risponderò alla sua ultima domanda che, se mi permette, non mi piace. Capisco che la confusione sia davvero una brutta compagnia ma lei, alla fine, si e mi chiede: cosa sono? Ed io quel cosa proprio non riesco a farmelo andare bene.

Vorrei che fosse chiaro, sin dall'inizio, che lei è, a pieno diritto, una persona. E senza dubbio appartiene alla grande famiglia degli esseri umani. Anche se, giusto per essere provocatorio, ogni tanto ho l'impressione che i ragazzi/e/x della sua età si sentano più che altro dei marziani. E forse potrebbero anche esserci alcuni motivi per indurre a pensarlo.

Ma è pur vero che la grande famiglia degli esseri umani è davvero molto grande e molto, molto, molto variabile, nelle sue caratteristiche e nella sua composizione.
Fra le tante variabili che caratterizzano gli appartenenti alla grande famiglia degli esseri umani, le ricordo che intorno ai 18 anni ci troviamo in quella terra di mezzo chiamata adolescenza, in cui non si è più bambini, dipendenti dai genitori, ma neppure adulti e completamente indipendenti.

In più, in questa terra di mezzo le nostre capacità di leggere e interpretare la realta e il posto che occupiamo nel mondo, cambiano radicalmente. Da un momento all'altro ci sembra di rinascere con una intelligenza sviluppatissima sul piano teorico e idealista, ma con una scarsa esperienza pratica e relazionale su come giri davvero il mondo.

Un mondo che si presenta piu sfumato e meno rigidamente logico di quanto vorrebbe la teoria, la logica (aristotelica) e i nostri ideali e modelli di ragionamento. Inducendo una notevole insicurezza e insofferenza.

Ora, se permette, in tutto questo divenire, a volte molto caotico e pluridimensionato, trovare una perfetta e definitiva definizione della propria sessualità diventa difficile. Se non impossibile. Contando che anche la nostra sessualità (assieme alla nostra affettività e alle nostre capacita relazionali) si sta trasformando nelle sue percezioni e manifestazioni che nell'evolversi trovano strani modi di intrecciarsi.

E capire, o meglio, prendere atto di questo divenire creativo è davvero la parola chiave di tutto. A qualcuno le parole uomo, donna, gay, trans sembrano un modo semplice per capire chi siamo (o con chi abbiamo a che fare). Nella realtà le persone sono molto più complesse (e interessanti) delle etichette entro le quali si tenta di rinchiuderli. Lo dicevamo gia nei mitici anni '60, ma sembra che poi questo concetto sia stato dimenticato.

Così, quando parliamo di maschio, o femmina, o gay, o trans parliamo di modelli teorici che racchiudono un insieme di molte caratteristiche, anche molto diverse tra loro, le quali, a loro volta, possono essere presenti in proporzioni variabili e con intensità più o meno evidenti.

Tutto questo preambolo è necessario per invitare lei (e tutti noi) a non saltare alle conclusioni, basandoci solo su alcuni indizi più o meno evidenti. E poi, davvero, che cosa cambia? Pensa davvero che basti darsi una definizione e tutti i problemi si risolvono? No, mi spiace, non è così. È molto più complicato.

Capisco che la confusione le dia fastidio, capisco che le situazioni poco determinate la mettano in difficolta e che nelle turbolenze ci si possa sentire meno sicuri.
Ma la sicurezza e la serenità non si conquistano appiccicandosi addosso una definizione di cosa siamo.

La sicurezza e la serenità si conquistano nello scoprire che siamo esseri umani capaci di camminare a testa alta in questo turbinio di cose e persone e relazioni che chiamiamo vita.
Scoprendo che riusciamo a viverci bene dentro, insieme ad altri chem per molti versi, sono simili a noi e per altri versi molto diversi da noi.

Anche se a volte ci riesce meno bene, anche se a volte si cade e anche se ci capita di non capire bene chi siamo e cosa ci sta capitando. Difficile? Sì! Ma neanche poi tanto. E non dimentichi che ora lei ha 18 anni.

Sarebbe comunque un po' presto per chiudere il discorso sulla sua identità.
Se va bene, riuscira a darsi una risposta tra 50 anni. Ed anche su questo ci sarebbe da discutere, sorridendo.
Buona Primavera,

di Marco Ventura

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