Magazine Giovedì 16 aprile 2015

Tortona nove corto. Noir di pianura dal sapore europeo

Paesaggio tortonese
© Matteo Marchelli / Flickr.com

Magazine - Mi piacciono il pedante giornalista della Stampa Dante Ferrero e il suo quasi alter ego Gaetano Monticelli, Gaetà o capitan Ipsilon, ex agente del Sisde in pensione, un’incredibile accoppiata tortonese d’assalto di Pier Emilio Castoldi, che la terza di copertina dichiara nato a Langosco e residente a Sale e, quindi, lomellino a tutto campo.

Tortona nove corto (Fratelli Frilli Editori, 2015, 278 pp, 11.90 Eu) è un romanzo divertente e spiritoso: un tantino logorroico? Ma no, forse solo innamorato del piacere dei particolari e delle belle descrizioni, cose che magari talvolta vengono considerate una pecca in un giallo noir, ma io gusto lo stesso il piacere di leggere: «nebbia neanche un filo, ma c’è un’aria ghiacciata che taglia come un rasoio. La notte è un tappeto di stelle talmente limpida che la statua d’oro di Nostra Signora della Guardia risplende nitida da sembrare lì a due passi….»

Belle frasi che fanno d’accompagnamento a un’azzardata avventura notturna dei nostri due eroi. Ma lungi da me svelarvi la rocambolesca trama tortonese con il sapore di noir internazionale. Solo pochi indizi. Un brutta storia di ragazzi trovati ammazzati, con le mani tagliate o inchiodate e la bocca piena di sassi. O meglio di pietrisco o smarino, materiale proveniente da cave poco lontane da Tortona.

Ma cosa c’è dietro quei morti ammazzati? Cosa c’entrano i No Tav di Tortona, qui più nei panni di implumi vittime sprovvedute che di feroci contestatori? Eh no! Siamo davanti a molto peggio. Parrebbe proprio di sentire puzzo di malavita organizzata. Mafia? 'Ndrangheta? Camorra? E dietro di loro malsani poteri governati da pesci grossi difficili da incastrare. La redazione spinge, stuzzica, a Ferrero piacerebbe lo scoop, ma…

In un gelido inverno tortonese prenatalizio, lanciato sulle tracce di efferati delinquenti, l’inestinguibile curiosità implicherà fino al collo Dante Ferrero in un caso scottante e che rischia di fare molto male. E infatti i morti aumentano e la paura anche. Ciò nondimeno, barcamenandosi tra le pallottole dei delinquenti e i veti e i tanti bastoni tra le ruote della polizia, a conti fatti poi, abbastanza collaborativa e accomodante, Dante Ferrero riuscirà in qualche modo a sbrogliare la matassa e a festeggiare il Natale. Mentre «nevica su questa città adagiata sulle colline che fanno tanto piano nobile». E forse prima o dopo a scrivere anche un bell’articolo?

di Patrizia Debicke van der Noot

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