Magazine Martedì 7 aprile 2015

Ho 60 anni e sogno una nuova vita

Posta del cuore
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Magazine - Ciao Antonella,

ho 60 anni, sposata da 40, due figlie ormai grandi, tre nipotine. Un marito adorabile, presente, padre e nonno affettuoso. Ma alla soglia dei sessanta mi sono improvvisamente trovata a pensare quale meraviglia potrebbe essere rimanere sola. Non avere più una famiglia, non essere costretta a fare la nonna premurosa, la madre affettuosa, la moglie innamorata.

Mi trovo sempre più spesso a fantasticare su una nuova vita. Cambiare città o anche solo casa, ricominciare da zero.Non sono quella che ero a vent'anni, mentre mio marito è rimasto lo stesso di allora. Ho altri interessi che vorrei coltivare, tempo che vorrei dedicare a me e non a figlie e nipoti, e anche una nuova femminilità che mio marito non apprezzerebbe: ama la routine e ciò che conosce.

Frequento in biblioteca un signore della mia età, che discretamente mi corteggia, e mi chiedo come potrebbe essere una nuova vita, con un altro uomo. Ma mi assale poi il pensiero dello sconforto in cui getterei marito e figlie, e torno alla realtà. Ma sento che è sempre più difficile mettere da parte questi sogni, questo desiderio di libertà e realizzazione. Fino a che punto è giusto limitarsi per non voler ferire gli altri?

Dovrò per sempre mantenere questo ruolo di moglie, madre e nonna per non spezzare i cuori altrui? Mi affligge l'idea di continuare così fino alla fine dei miei giorni, come mi affligge l'idea di far soffrire tutta la famiglia. Come uscirne?

Donna Sola


Cara Donna Sola,
forse dovresti iniziare da ciò che puoi ottenere senza fare danni.

Potresti prenderti un po' più di libertà. Credo che fare la nonna non ti dispiaccia, ma che tu voglia scegliere quando e come farlo. Allora pensa che tua figlia l'hai cresciuta tu, che l'hai abituata a contare su di te anche troppo. E, senza sentirti colpevole, ma soltanto responsabile di ciò che hai fatto e di ciò che farai, inizia a creare quel distacco ragionevole che farà bene a lei oltre che a te.

Il marito non credo tu possa cambiarlo, se non ci hai provato sinora: per lui sarebbe un tradimento, non una dichiarazione d'indipendenza. E tuttavia, se manifestassi l'insofferenza necessaria, potresti avere delle sorprese. Ma ho la sensazione che al momento non ti interessino. Però vorrei che riflettessi sul fatto che, prima del corteggiamento in biblioteca, non provavi (credo) un grande desiderio di cambiare vita.

La tua è un'età di cambiamenti e di crescita. Allora, siccome mi piace il tuo modo di scrivere, che fa immaginare una signora posata, riflessiva, con interessi culturali, ti invito a riflettere e contestualizzare prima di agire. Ti chiedo prudenza, non di fermarti. E di agire su quello che è giusto e necessario: la nostra società - tra il resto - è afflitta dalle eterne figlie, che non sono state capaci di (o non sono riuscite a) trovarsi un'identità più soddisfacente. Quindi fai alla progenie il regalo del distacco, avete aspettato anche troppo. Se riuscirai, vorrà dire che sei davvero determinata a cambiare e procedi, poi, come ritieni meglio.

Auguri e buon lavoro,

di Antonella Viale

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