Magazine Domenica 22 marzo 2015

La Roma dissacrante di Gaja Lombardi Cenciarelli

Roma
© shuttestock

Lunedì 23 marzo, alle ore 18, presso la Feltrinelli di Genova (via Ceccardi 16r, Genova), incontro con la scrittrice Gaja Lombardi Cenciarelli in occasione della presentazione del nuovo libro ROMA. Tutto maiuscolo, come sulle vecchie targhe (20090.eu, 2015, 150 pp, 9 Eu).
Presenta Laura Guglielmi, direttora di mentelocale.it.

Magazine - Lo dicono già tutti, ma pazienza: è davvero insolito che un libro esca dalla rete e non il contrario. Spiego meglio ROMA. Tutto maiuscolo, come sulle vecchie targhe (20090 eu, 9 euro, ) è una sorta di antologia che raccoglie il meglio dell'account Facebook di Gaja Cenciarelli, scrittrice e traduttrice. Com'è andata ce lo racconterà lei in quest'intervista e lunedì 23 marzo alle ore 18 alla Feltrinelli di Genova insieme a Laura Guglielmi.

Gaja scrive quasi sempre in romanesco, racconta frammenti di vita in una capitale che è casa sua da sempre e raccoglie personaggi reali o assai credibili, piccole storie quotidiane molto divertenti, con un retrogusto amarognolo. Le sue passeggiate, dovute alla deriva salutista che l'ha colta all'improvviso e spinta a cambiare radicalmente vita - tant'è che ha già sonno all'una di notte...- si trasformano in aneddoti rivelatori e molto brillanti.

Il libro, che bisogna tenere sul comodino per leggere una storiella prima di dormire e non divorare come ho fatto io, è diviso in quattro parti: lo storico negozio di alimentari, rifugio assai democratico degli abitanti di un quartiere in cui si mescolano residenti di ogni età e status sociale; le prime stesure, in cui immagina le brutte di celeberrimi componimenti poetici o letterari; i riassunti, che sono le trame -i n romanesco - di capolavori letterari e cinematografici (a volte soltanto di lavori di successo); il barista piacione che è un'avventura a sé.

Per coerenza, l'intervista è stata fatta in chat e ve la scodello esattamente com'è.

Antonella: «Bene, domandina di riscaldamento, come nasce Roma?»

Gaja: «Roma nasce su Facebook. È una raccolta di post e di status che ho scritto per mesi, senza minimamente pensare al fatto che sarebbero stati poi pubblicati su carta».

Antonella: «E il passaggio paradossale?»

Gaja: «Su carta, intendi?»

Antonella: «Già».

Gaja: «È stato una sorpresa in primis per me, perché all'inizio ero fieramente avversa all'eventualità di pubblicare un libro già scritto su Facebook».

Antonella: «Sì, ma com'è andata?»

Gaja: «Si è fatto avanti Tommaso Labranca, con la sua 20090 (la casa editrice), e proprio su Facebook mi ha proposto di pubblicare un libro con una raccolta dei miei post. A quel punto ho deciso che - dato che in moltissimi me lo avevano chiesto - forse fosse il caso di fare il salto».

Antonella: «Che cosa ti ha convinta dell'idea? E sei soddisfatta?»

Gaja: «Mi ha convinta il fatto che la considerazione che moltissimi avevano delle cose che scrivevo su Facebook era altissima, ben più alta della mia. Sì, sono molto soddisfatta».

Antonella: «La bottega, un pezzo di storia che se ne va, come dobbiamo prenderla al di là della risata o del sorriso?»

Gaja: «In verità non c'è molto da ridere sullo Storico Negozio di Alimentari. O meglio, si ride, ma è una risata amara. È una bottega del centro storico di Roma che è nata nel 1939 e ha chiuso nel giugno, il 24 mi pare, del 2014. È stata un colpo durissimo per il quartiere. Era il punto di aggregazione, l'ultimo rimasto, di chi ancora abita in centro. Era fondamentale per i vecchi che vivevano soli, ma anche per le persone che volevano fare due chiacchiere. La proprietaria era una sorta d'istituzione, un punto di riferimento. Ha chiuso perché lei non ce la faceva più».

Antonella: «Adesso dove va la gente?»

Gaja: «Al supermercato che ha aperto un paio di settimane prima della chiusura dello Storico Negozio. Oppure in uno dei minimarket aperti subito dopo».

Antonella: «Ma non è la stessa cosa, immagino...»

Gaja: «È esattamente l'opposto di quello che era prima. Lo Storico Negozio era come entrare in famiglia, ora si compra e si esce, in modo impersonale, freddo, senza contatti umani».

Antonella: «Però rimangono almeno i baristi piacioni, che sono una bella consolazione...»

Gaja: «Confesso che non avrei voluto inserire questa serie, ma è la serie che su Facebook ha avuto più successo».

Antonella: «Perché non avresti voluto? Sarà pure uno stereotipo, ma fa schiantare. Obiettivamente».

Gaja: «Lo so, è divertente. Il punto è che via via ho cominciato a detestare il personaggio, perché - sia pure simpatico - incarna certi aspetti della mascolinità che mi irritano profondamente. (Notare che l'ho definito "personaggio")»

Antonella: «(Lascerò la parentesi)».

Gaja: «(Grazie)».

Antonella: «(Prego)».

Gaja: «(Ahhah)».

Antonella: «Eppure è un personaggio che abbiamo visto in tanti film che ora sono di culto, anche se sottendevano una certa critica questo tipo di persone. E mi sembra che sia critica anche tu7.

Gaja: «Sì, certo, sono critica. L'unico modo per "criticarlo" è presentarlo con tutti i suoi difetti e trattarlo con quell'ironia e quel disincanto che sono tipici della romanità migliore».

Antonella: «Ecco, la romanità, parliamone».

Gaja: «Sembra facile parlare della romanità. Mi limito a dire che a Roma ci sono due anime: quella papalina e quella pasquina. L'essenza di questo libro è la personalità di Pasquino, un dissacratore che distruggeva i santini (anche metaforicamente parlando) e riportava tutto a terra. Un personaggio che si è nutrito del disincanto - non del cinismo, il nostro è disincanto come ha ben detto Riccardo Falcinelli durante la presentazione all'Auditorio sabato 14 marzo - che scorre sotto i sampietrini di Roma».

Antonella: «La grande bellezza della/nella quotidianità?»

Gaja: «Direi la Grande Romanità (che può essere anche la Grande Bruttezza) in un tempo che non è quello degli altri luoghi, un tempo che segue una scansione molto personale».

Antonella Viale: «Personale del tempo o personale de Gaja?»

Gaja: «Personale de Roma».

Antonella: «Le prime stesure e i riassunti sono una figata, quanto ti senti in debito con Umberto Eco? (Non è un colpo basso, perché hanno una personalità tutta loro)».

Gaja: «A dir la verità non mi sento affatto in debito con Umberto Eco, con tutto il rispetto. Non ho pensato minimamente a lui!».

Antonella: «(Certo, le hai scritto sul tuo profilo per ridere: prima di Umberto Eco c'è stato il liceo, se ci pensi.) Quanto sei in debito con la deriva salutista?»

Gaja: «Sono ASSOLUTAMENTE in debito con la deriva salutista, il che si evince anche dal mio racconto-introduzione in cui canto l'amore per le chilometriche camminate che mi hanno permesso di fare come Pasquino, ossia di riportare tutto a terra, soprattutto i piedi».

di Antonella Viale

Potrebbe interessarti anche: , Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca , Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin , MiniVip&SuperVip. Il Mistero del Viavai di Bozzetto: il cinema si fa fumetto , Il segreto del faraone nero, una nuova stoccata letteraria di Marco Buticchi , Auguri Andrea Camilleri! Lo scrittore compie 93 anni, la recensione del Metodo Catalanotti

Oggi al cinema

Menocchio Di Alberto Fasulo Drammatico 2018 La straordinaria storia di Domenico Scandella detto Menocchio, mugnaio che alla fine del Cinquecento affrontò il tribunale della Santa Inquisizione difendendo le proprie teorie eretiche sulla natura di Dio e sulla Chiesa di Roma. Guarda la scheda del film