Magazine Lunedì 2 dicembre 2002

La riscoperta di Empedocle

Tra ciò che il tempo ci ha lasciato di Empedocle troviamo frasi come queste:

... e nulla, del tutto, è vuoto: da dove potrebbe giungere qualcosa?

oppure

Nel confronto con ciò che è presente si accresce l’accortezza degli umani.

Pensate che queste parole sono state scritte nel V secolo a.C. da una figura che ancora oggi si fatica a definire come filosofo. Erudito o sciamano? poeta o mago? Empedocle solleva tuttora questi interrogativi, anche perché, fin’ora, nessuno ha mai abbozzato una raccolta completa dei suoi testi.
La giusta occasione per conoscerlo meglio ce la offre sicuramente il volume Empedocle, frammenti e testimonianze, curato da Angelo Tonelli, edito da Bompiani.
Il libro è, infatti, una edizione di ciò che di Empedocle finora conosciamo, con testo greco a fronte, aggiornato con la presenza degli ultimi ritrovamenti del Papiro di Strasburgo e con testimonianze sulla vita e dottrina tratte da altri filosofi e autori greci e latini.

Poeta e taumaturgo, Empedocle è sempre stato circondato da un’aura di mistero e suggestione. Nato ad Agrigento, nell’allora Magna Grecia, ebbe ideali democratici tanto che rifiutò il titolo di re e la corona della sua città. La sua vita è piena di eventi leggendari: guarigioni di massa da pestilenze, modificazioni climatiche, invenzioni geniali, pacificazioni di anime iraconde.
Empedocle scrisse due poemi Physikà e Katharmòi . Attraverso la sua figura e i suoi poteri iniziatici conduce il lettore alla scoperta della nascita del mondo nel primo e alla purificazione e ritrovamento dell’armonia primaria nel secondo.
Anche la sua morte è misteriosa. I romantici narravano che, salito in cima all’Etna in eruzione, si lasciò cadere nel cratere per ricongiungersi con l’Origine di tutte le cose.

A farci riscoprire Empedocle è , curatore del volume. Filologo, poeta e autore teatrale, Tonelli, nella cura dei testi privilegia aspetti che spesso sono sempre stati trascurati del filosofo di Agrigento. Come la grande forza della sua poesia.
Proprio l’unione tra conoscenza e vita, tra pensiero scientifico e folgorazione mistica, rintracciabile negli insegnamenti di Empedocle, sembra dare origine a veri e propri momenti di poesia ermetica, abilmente scovati e resi dalla traduzione:

Per volere della sorte tutte le cose attraversa la conoscenza. (fr.109, pag.81)

Braccato dai colpi del sole si raggrumò il sale (fr.105, pag 79)

...è nutrito nei fiotti di sangue che gli guizzano incontro e in esso più che altrove c’è quello che dagli umani è detto intuito: sangue che circonda il cuore, questo è per gli umani l’intuito. (fr.110, pag 83)

Ma Tonelli sottolinea anche un altro aspetto caratteristico di Empedocle: il suo legame con i culti e le filosofie orientali. La sua figura è molto prossima a quella del siddhi, il santo dotato di qualsiasi genere di poteri, spesso in preda all’estasi e alla folgorazione mistica. E poi nel filosofo di Agrigento c’è il contrasto eterno tra due principi determinanti e opposti Amore e Contesa che genera il mondo, molto simile agli Yng e Yang del Taoismo; la corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo antropico rintracciabile anche nelle divinità indiane di Atman e Brahman. Trait d’union tra l’Asia e l’Europa sarebbero ancora una volta i misteri e culti orfici che il mondo accademico si ostina ancora ad ignorare.

«Avevo già pronto questo libro da tempo» ci confessa Tonelli «dovevo pubblicarlo cinque o sei anni fa, ma sono felice di non averlo fatto perché così ho potuto arricchirlo dei ritrovamenti del Papiro di Strasburgo e approfondire le mie ricerche».
«Empedocle è fondamentale e non è da considerarsi soltanto un pre-socratico. L’occidente deve riconoscere questi suoi collegamenti con l’oriente, spesso vistosi ma negati in partenza».
E quando gli chiediamo come vedrebbe un Empedocle nei giorni nostri ci fa sognare: «La figura di Empedocle è molto attuale. La scienza ha avuto un progresso straordinario ma per andare avanti ha bisogno di qualcuno che ogni tanto abbia una folgorazione, uno spunto mistico. Oggi i presocratici, i filosofi cosiddetti della physis non sono altro che gli astrofisici o i fisici della materia».

Empedocle, Frammenti e testimonianze, a cura di Angelo Tonelli, Bompiani Testi a Fronte, 9,50 €
di Giacomo Revelli

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