Magazine Venerdì 13 marzo 2015

Le stanze segrete: Guicciardi e le perversità umane

Ragazza con i capelli rossi
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Magazine - La sintetica biografia di Luigi Guicciardi recita: modenese, insegnante di liceo e ricercatore universitario di Storia contemporanea, è il creatore del commissario Cataldo, il poliziotto testardo e individualista di origine siciliana, emigrato a Modena, protagonista di una serie/saga di thriller, ormai alla tredicesima avventura.
Diamo pertanto volentieri il benvenuto al suo nuovo romanzo: Le stanze segrete (Cordero, 2015, 382 pp, 15 Eu), uscito da poco e pubblicato dall’editore genovese Cordero, mentre il primogenito La calda estate del commissario Cataldo, apparso per la prima volta nel 1999, si avvia a diventare maggiorenne.

Torna dunque in scena il commissario Giovanni (Vanni) Cataldo, catanese emigrato a Modena che, giocoforza, è diventata la sua città e alla quale ormai dedica tutto: impegno lavorativo, testa ma anche anima e cuore, sissignori. Perché Cataldo, che ormai ha varcato la cinquantina con fiato e spirito di un giovanotto, cova con giusta soddisfazione una bella famiglia fatta di moglie e due bambini, la femmina già alle elementari legge al maschio più piccolo, e finalmente si è comprato una bella casa sua, abbastanza grande per contenere tutti.

Anche stavolta Cataldo ha come spalle investigative il suo inossidabile vice commissario Muliere, e basta perché Guicciardi come al solito sembra dimenticarsi dei nomi propri dei suoi personaggi, e il quasi invisibile, svolazzante ma indispensabile cane da tartufo, ispettore Di Pasquale. «Nessuno ha mai detto che la vita è giusta», dichiara amareggiato Cataldo davanti al cadavere straziato di una bella rossa trentenne, ritrovato in un prato di periferia.

L’indagine, appare subito complicata. Intanto ci vuole tempo e l’inveterata solita testardaggine del nostro eroe, perché per giorni si ignora l’identità della vittima e l’altissimo (1,90) e malmostoso procuratore, Lo Valvo, punta deciso sulla pista di un serial killer, rifacendosi alle modalità di altri tre delitti simili, avvenuti anni prima (anche stavolta la donna uccisa è stata attaccata di sorpresa alle spalle). La scoperta, dopo giorni, che la vittima è Carmen Degli Esposti non aiuta: la donna lavorava regolarmente, aveva addirittura due occupazioni e all’apparenza conduceva una vita normale. Tanto che l’irrisolto interrogativo - chi poteva volerla morta e perché - pare far pendere il piatto della bilancia dalla parte dell’ipotesi di Lo Valvo.

Ma il ritrovamento di un secondo cadavere, quello di William Martone, ex ciclista professionista, proprietario di un’agenzia di modelle, di una palestra privata e insegnante di educazione fisica in un liceo cittadino, cambia le carte in tavola. Infatti il Martone, oltre a non essere una donna, il che fa zoppicare la tesi serial killer, guarda un po’ invece, era il datore di lavoro di Carmen Degli Esposti.
Cataldo, lancia in resta, si butta sulla pista e, scavando nelle rispettive vite affettive e professionali, saltando tra aule scolastiche e centri fitness, studenti e culturisti, modelle e professori, inizia una lunga e difficile indagine che si scontra con debolezze e perversità umane.
Siamo alla soluzione del caso? Eh no, l’orrore non è finito. Perché la nemesi, coperta dalla sua malata insospettabilità ha deciso di colpire ancora.

Avvincente e interessante il modo di raccontare un’ indagine, basato soprattutto sui dialoghi di questo thriller noir, che approfitta di una minuziosa inchiesta di polizia per parlare di una città, degli immancabili e incontrollabili contrasti dei diversi ambienti e ne fa disincantata denuncia sociale.

di Patrizia Debicke van der Noot

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