Magazine Martedì 26 novembre 2002

Quando il cantautore va in libreria

Mercoledì 27 novembre, alle ore 17.30, presso Il Libraccio di piazza Rossetti, presentazione dei libri Trita provincia di Max Manfredi, , di Renato Biasizzo e Le parole di Giampiero Orselli per le fotografie di Gianni Ansaldi di Ansaldi-Orselli. Tutti i libri sono editi da . Saranno presenti gli autori, che saranno affiancati dal poeta Claudio Pozzani.
Sempre mercoledì, ma alle 21, al Teatro Modena, incontro con un altro cantautore, un po' meno nostrano. Roberto Vecchioni presenterà il cofanetto libro+videocassetta Parole e canzoni (Einaudi), a cura di Vincenzo Mollica. Interverrà Renato Tortarolo.


La tentazione, per un uomo che vive di parole e musica, è forte. Scrivere un romanzo è uno sbocco naturale. No, non basta togliere la musica: questo lo pensano gli sprovveduti. Per Max Manfredi, forse l’ultimo dei cantautori genovesi, scrivere un romanzo è questione annosa, anche faticosa. È il lavoro di vent’anni, al quale lavorare di cesello. Nasce così Trita provincia – novella discreta, edito da . Un romanzo strano, lontano dalle leggi di mercato. Un libro complesso, fatto di capitoli che si reggono da soli, che prosegue a balzelloni, un po’ a scossoni. Tutto sommato non conta la storia, ma la scrittura. E la musica. Perché sotto sotto la musica si sente, con le sue sincopi, con il ritmo tra le righe, con assonanze, consonanze, ossimori, rime.

Manfredi sembra guardare a una scrittura di tipo avanguardistico, di ricerca. Ben venga, in un panorama che tende a privilegiare gli scrittori usa e getta, le parole pic-indolor. Certo, non è un libro da leggere tutto di un sorso, anche se le dimensioni non sono certo ragguardevoli. Ogni pagina ti costringe a pensarci sopra, ti invita a una caccia al tesoro tra figure retoriche e preziosità stilistiche. Insomma, non si va tanto lontano dal Manfredi cantante raffinato e colto. Ma anche ironico, come no, che ama giocare e giocarsi con le parole, come un giocoliere un po’ antico, un cantastorie senza corte. In questo senso illuminante è la prefazione di Claudio Pozzani, che ha visto Max “all’ombra delle cattedrali delle grandi città del Medioevo”.
di Donald Datti

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