Magazine Martedì 3 marzo 2015

La firma del puparo. Chi è il burattinaio misterioso?

© Chiara Abbate / Flickr.com

Magazine - In meno di quattro anni, ecco il terzo romanzo di Roberto Riccardi, colonnello dei carabinieri e giornalista (fino a settembre 2014 direttore responsabile della rivista Il Carabiniere) che vede per protagonista il tenente dell’Arma Rocco Liguori.
Si intitola La firma del puparo (Sabot/Age E/O, 2015, 199 pp, 16 Eu) e segue Undercover, del 2012, costruito sul ruolo degli agenti sotto copertura, premiato con l’Azzegarbugli, il Biblioteche di Roma e il Mariano Romiti, e la storia sullo sfondo delle guerre balcaniche Venga pure del 2013, candidata al Premio Strega.

Tre romanzi d’azione, ben costruiti e resi più verosimili dall’autore che si avvale abilmente di un’autobiografica esperienza su fatti e luoghi, legata alle mansioni operative della sua carriera militare che per anni l’hanno portato in Sicilia, Calabria, Lazio Toscana e nei Balcani.
In La firma del puparo prosegue la bella saga di Liguori, che cresce e impara qualcosa da ogni nuova esperienza anche se il passato, con l’insopprimibile sensazione di una difficile infanzia, vissuta da figlio di maresciallo dell’arma nel natio paese dell’Aspromonte manovrato crudelmente dalla ’ndrangheta, ha profondamente segnato la sua vita, influenzandone scelte e affetti. Gli ha sì regalato la certezza di schierarsi dalla parte dell’ordine, ma tanti dubbi e insicurezze sul lasciarsi andare ai sentimenti che deve ancora affrontare e vincere.

Un piccolo assaggio della trama, senza dire troppo. La nascita di un bambino, il figlio maschio agognato e ancora tanto importante per la maschilità italiana del sud, decide Nino Calabrò (boss della droga, l’amico d’infanzia, che Rocco Liguori in Undercover aveva incastrato e arrestato) a collaborare con le legge per sottrarsi alla pena comminatagli per i crimini commessi. Le sue prime rivelazioni riportano a un delitto, legato anni prima alla scomparsa del giornalista palermitano Michele Sanfilippo. Ma Calabrò, tra le condizioni per il suo pentimento, ha chiesto anche che sulla protezione della sua famiglia vegli l’amico carabiniere.
Rocco Liguori deve accettare il trasferimento alla Sezione investigativa del nucleo omicidi di Palermo, lavorare spalla a spalla con il sostituto procuratore Cordero e la mai dimenticata commissario Vera Morandi con l’amarezza di scoprire tutti i lati peggiori di Nino Calabrò.

Tutto questo lo coinvolgerà in difficili e pericolose indagini, lo porterà negli Stati Uniti, gli farà contrastare una guerra di mafia, proteggere moglie e figli del pentito messi nel mirino della vendetta di Cosa Nostra e dalla ’ndrangheta, fino a svelare il mistero del puparo, il diabolico e inafferrabile burattinaio che muove i fili di tutto.
Una nuova sfida che comporta la complessa gestione dei pentiti, con la necessità di garantire la copertura di un composito nucleo familiare che deve nascondersi sotto falsa identità, in questa epoca di comunicazione globale.

Flash back, talvolta crudelmente melanconici, di tutti personaggi che contribuiscono
a colorire la trama per una nuova avventura del tenente Liguori, scandita da un ritmo
incalzante come un fuoco d’artificio con, per botto finale, un imprevedibile colpo di
scena.

di Patrizia Debicke van der Noot

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