Magazine Giovedì 12 febbraio 2015

La Selva Oscura, un remake moderno per l'Inferno di Dante

La selva oscura, la copertina del libro di Francesco Fioretti

Magazine - Nel III Canto della Divina Commedia, Dante e Virgilio giungono alla porta dell'Inferno. È la sera di venerdì 8 aprile (o 25 marzo) del 1300 e leggono sulla porta la scritta:

Per me si va nella città dolente,
per me si va nell’eterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse l’alto mio creatore:
mi fece la divina trinità
(potenza, sapïenza, primo amore).
Come le cose che furon create
prima di me, vivo l’eternità:
lasciate ogni speranza, voi che entrate.

Bisogna partire per forza da qui perché La Selva Oscura (Rizzoli, 2015, 318 pp, 17 Eu) è un remake dell’Inferno di Dante, un rifacimento in prosa romanzata e la prima delle tre fiction che Francesco Fioretti ha dedicato alla Divina Commedia, con l’intento di offrire ai lettori l’opportunità di leggerla dall’inizio alla fine, come un romanzo contemporaneo (così fanno gli stranieri, quando leggono le moderne traduzioni della Commedia nella loro lingua).

E quindi dopo aver dimenticato quanto letto e studiato per anni della Divina
Commedia, proviamo a scoprire il Dante di Fioretti, uno straordinario poeta ma al tempo stesso un uomo amaro, irascibile, perseguitato, ramingo. Un idealista enigmatico, ambizioso, narcisista, coraggioso ma complessato, in lotta contro il potere, innamorato da sempre dell’ideale di una bellissima donna, Beatrice, che intraprende la sua simbolica Odissea agli Inferi, guidato dal suo grande maestro, Virgilio, il creatore dell’Eneide, il tormentato poeta latino e forse il più famoso, il grande sostenitore di Augusto.

Faranno insieme un metafisico e spaventoso viaggio nelle più remore viscere dell’inferno gremito da orde di peccatori: infelici amanti, ladri, assassini, criminali, traditori, la feccia del creato insomma, e popolato crudelmente dai demoni. Uno straordinario immaginario cocktail che permise a Dante di scrivere la più bella opera di avventura che sia mai stata raccontata e che obbliga oggi Francesco Fioretti a intraprendere il tentativo di modernizzarlo, attualizzandolo in fiction per permettere all’Inferno di proporsi e parlare ai nostri giorni.
Un’illusione? Un tentativo semplicistico di spiegare l’immensità di un’opera? Chi può dirlo, e comunque spetta solo ai lettori l’ardua sentenza.

Una breve presentazione editoriale del testo recita: Ossessionato dai versi di Dante, il cui segreto insegue da tutta la vita, Francesco Fioretti tenta la sfida estrema: raccontare l’Inferno dantesco, coi suoi enigmi, le sue grandezze, le sue profondità, come un romanzo contemporaneo. Girone dopo girone, cerchio dopo cerchio, La selva oscura è una riscrittura in prosa moderna del capolavoro dantesco che ambisce a mostrare ai lettori di oggi tutta la spettacolare potenza dei versi del Sommo Poeta.

Francesco Fioretti è siciliano e apulotoscano d’origine, si è laureato in Lettere a Firenze e ha insegnato in Lombardia e nelle Marche. Ha collaborato per dieci anni con un editore scolastico milanese. Lavora come ricercatore dantesco presso l’Università di Eichstätt in Germania. Ha pubblicato saggi critici e antologie scolastiche, per poi passare alla narrativa con Il libro segreto di Dante (Newton Compton 2011), Il quadro segreto di Caravaggio (Newton Compton 2012) e La profezia perduta di Dante (Newton Compton 2013).

di Patrizia Debicke van der Noot

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