Magazine Lunedì 2 febbraio 2015

Phobia, un thriller al confine tra normalità e follia

Phobia: la copertina originale tedesca del thriller di Wulf Dorn

Phobia (Corbaccio, 2014, 323 pp, 16.60 Eu) di Wulf Dorn è stato presentato sabato 31 gennaio in occasione della nona edizione di Nebbia gialla, il festival di letteratura che si è svolto a Suzzara (MN) dal 30 gennaio al primo febbraio. Di seguito, la recensione del romanzo.

Magazine - Nel 2010, La psichiatra (titolo originale: Trigger); nel 2011, Il superstite (titolo originale: Kalte Stille); nel 2012, Follia profonda (titolo originale: Dunkler Wahn); nel 2013, Il mio cuore cattivo (titolo originale: Mein boses Herz). E nel 2014, Phobia (Corbaccio, 323 pp, 16.60 Eu).

Stavolta si potrebbe dire Wulf Dorn in salsa anglosassone perché in Phobia, dopo avere abbandonato la Waldklinik (la clinica psichiatrica tedesca nella quale aveva ambientato i suoi precendenti romanzi), Dorn cambia completamente scenario e si sposta in Inghilterra in un elegante quartiere londinese. Un romanzo coinvolgente e movimentato, pieno di azione, ritmo, colpi di scena e, diversamente dagli altri romanzi di Dorn, un thriller di avventura piuttosto che non un articolato thriller psicologico, anche se riporta sul palcoscenico il suo protagonista cult: lo psichiatra Mark Behrendt, già conosciuto e apprezzato in La psichiatra.

Qualche cenno sulla trama, ma senza esagerare per non rivelare troppo. Nel quartiere elegante di Forest Hill, Londra, una giovane donna, Sarah Bridgewater, nel cuore della notte viene raggiunta in camera sua da Harvey, il figlioletto di sei anni, il personaggio più calibrato e commovente, mentre è ancora al tavolo di lavoro come editor di thriller sanguinari.
Il piccolo è spaventato e sostiene di aver visto un uomo in giardino dalla finestra del primo piano. Per mesi il quartiere è stato sotto l’incubo di un mostro, ribattezzato Bogle dal nome degli spiriti maligni scozzesi, che compariva al buio e terrorizzava i bambini, ma ora il giardino è deserto e, poco dopo, il motore di una macchina, la porta che si apre, i passi, e i rumori in cucina, fanno pensare a Sarah che Stephen, suo marito, sia tornato a casa. Scende la scala, con sollievo riconosce le chiavi, la valigia, sente qualcuno in cucina, lo raggiunge ma non è Stephen: è solo un essere che indossa i suoi vestiti, con il volto sfigurato da orribili cicatrici e che sostiene di essere suo marito e pare conoscere maleficamente ogni singolo segreto e abitudine della famiglia.

Per Sarah e Harvey, suo figlio, è l’inizio di un incubo. Nessuno vuole prenderla sul serio, soprattutto la polizia, alla quale ha denunciato la scomparsa del marito e l’intrusione in casa, di notte, di uno sconosciuto. Solo una persona le crederà e le offrirà il suo aiuto, il dottor Mark Behrendt, suo vecchio amico d’infanzia, reduce da drammatici eventi in Germania che gli hanno distrutto la vita e appena tornato a Londra per assistere al funerale del suo maestro.

L’unica cosa di cui aver paura è la paura stessa. Ognuno di noi crede di poter convivere con le proprie fobie, e di saperle controllare. Oppure? Cosa c’è al di là? Phobia dimostra quanto sia esile il confine tra normalità e follia, e quanto possa contare la capacità di controllo della nostra psiche. La trama si snoda pericolosamente tra realtà e angoscia, tra passato e presente, tra paura e coraggio, tra bene e male, ma le indagini costringeranno i protagonisti anche a fare i conti con la realtà, ad accettarla, ad affrontare le proprie psicologiche fobie e a battersi, superare e sconfiggere le proprie ossessioni.

di Patrizia Debicke van der Noot

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