Magazine Martedì 27 gennaio 2015

Erri De Luca, la libertà della Parola Contraria

Erri De Luca
© facebook.com/erri.deluca

Magazine - Mercoledì 28 gennaio Erri De Luca sarà processato dal tribunale di Torino, che ha accolto la denuncia depositata nel settembre 2013 dalla ditta franco-italiana Ltf (Lyon Turin Ferroviaire), costruttrice della linea Tav Lione-Torino.
L’accusa è di aver istigato a sabotare il cantiere Tav in Val di Susa nel corso delle interviste rilasciate al sito web Huffington Post Italia e all’Ansa nel settembre 2013, dove diceva che «la Tav va sabotata», che «è un’opera nociva e inutile».

Nel pamphlet appena uscito, La parola contraria (Feltrinelli, 2015, 64 pp, 4 Eu), lo scrittore sostiene che «nell’aula del tribunale di Torino il 28 gennaio 2015 non sarà in discussione la libertà di parola. Quella ossequiosa è sempre libera e gradita. Sarà in discussione la libertà di parola contraria, incriminata per questo». L’accusa rivoltagli, scrive, sabota il suo diritto costituzionale di «parola contraria» e, in tono ironico, alludendo alle sue origini napoletane, il «diritto di malaugurio» di iettatore.

De Luca spiega come l’accusa d’istigazione sia infondata (o débile, ridicola, come dice ad una conferenza tenutasi a Parigi lo scorso 12 gennaio presso l’École des hautes études en sciences sociales), potendo «uno scrittore al suo meglio istigare alla lettura» e che «se dalla parola pubblica di uno scrittore seguono azioni, questo è un risultato ingovernabile e fuori del suo controllo».
Rivendica l’uso di adoperare il verbo sabotare nell’accezione completa riportata dal vocabolario, che non si limita al significato di danneggiamento materiale, ma nel senso più ampio con il significato di ostacolare. «I pubblici ministeri esigono che il verbo sabotare abbia un solo significato. In nome della lingua italiana e del buonsenso nego il restringimento di significato», sostiene.

Nel processo Erri De Luca rischia da uno a cinque anni di detenzione. Se condannato, non si dichiarerà vittima né farà ricorso in appello (nell’incontro a Parigi, racconta sorridendo di non aver famiglia, solo un gatto, già ben organizzato con i vicini). Si dichiara «criminale recidivo» per aderire alle ragioni della popolazione della vallata «in difesa della salute pubblica, dell’aria, dell’acqua e del suolo di un territorio minacciato» perché per uno scrittore rendersi «portavoce di chi è senza ascolto» è un dovere prima ancora di essere un diritto.

Erri De Luca è un Chisciotte del ventesimo secolo, non a caso il suo personaggio preferito, di cui fa proprio il pensiero e sul quale ha scritto una ballata portata in scena con Gianmaria Testa e Gabriele Mirabassi, un omaggio a chi non si arrende e a chi non rimane spettatore passivo di quanto accade. «Invincibile non è chi sempre vince, ma chi mai si fa sbaragliare dalle sconfitte, chi mai rinuncia a battersi di nuovo» sono infatti le parole che usa in intestazione del suo profilo Twitter.

Roberta Gregori (@robegregori)

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