Attualità Magazine Lunedì 12 gennaio 2015

Parigi è Charlie Hebdo. Due milioni in piazza per la libertà

© Olivier Ortelpa / Flickr.com
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Magazine - La più grande manifestazione che la Francia ricordi. Domenica 11 gennaio 2015 è stata una giornata storica: 2 milioni di persone hanno sfilato per le strade di Parigi al grido di libertà. Libertà di espressione, di pensiero, di religione. La strage di Charlie Hebdo ha scosso l'opinione pubblica mondiale e la risposta al terrorismo è stata coraggiosa e massiccia.

Mentre la capitale francese - «per un giorno capitale del mondo», ha commentato il presidente Hollande - era blindata con uno spiegamento di 2000 poliziotti e 1350 militari, gente di ogni razza, di ogni nazionalità, di ogni credo ha sfilato unita per ribadire quegli ideali di tolleranza e uguaglianza che l'Illuminismo francese per primo rivendicò come valori fondamentali dell'umanità. Per tutto il pomeriggio, nel cielo limpido e sereno di Parigi hanno risuonato urla (su tutti Charlie e Liberté) e canti (La Marsigliese), sventolato bandiere di ogni colore e nazionalità, si sono mosse nell'aria migliaia di matite, nuovo simbolo mondiale della libertà d'espressione contro il terrorismo.

Significativa la presenza di oltre 50 leader internazionali (anche se la loro partecipazione al corteo, per motivi di sicurezza, è durata solo poche centinaia di metri): al fianco del presidente della Repubblica Francese François Hollande hanno sfilato in strada, tra gli altri, il premier britannico David Cameron e la cancelliera tedesca Angela Merkel, i capi di stato di Israele e Palestina Benjamin Netanyahu e Abu Mazen, il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi e il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker e quello del Parlamento europeo Martin Schulz.
Per l'Italia, oltre al premier Renzi, erano a Parigi il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e quello dell’Interno Angelino Alfano, l’alto rappresentante per la politica estera dell’Ue Federica Mogherini, l’ex premier e presidente della Commissione Ue Romano Prodi, l’ex premier Mario Monti e alcuni sindaci tra i quali il torinese Piero Fassino e il milanese Giuliano Pisapia.

Dopo lo shock di una settimana terribile (17 morti in seguito all'attentato alla redazione di Charlie Hebdo e ai suoi sanguinosi sviluppi dei giorni successivi), la Francia ha reagito in maniera forte e compatta. La gente è scesa in piazza contro il terrorismo anche in molte altre città francesi (complessivamente, secondo le stime del Ministero dell'Interno, 3,7 milioni di persone in tutto il paese anche se i numeri reali sono impossibili da calcolare). E, in contemporanea, in tutto il globo si sono svolte manifestazioni pacifiche piccole e grandi, da Londra a Berlino, da Roma a Madrid, da Gaza a Gerusalemme, da Tokyo a New York, da Sydney a Buenos Aires. Un segnale vivo e concreto che il mondo è finalmente unito contro il terrore.

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