Magazine Mercoledì 31 dicembre 2014

La congiura dei potenti di Carlo Martigli

Statua di Martin Lutero a Wittemberg, la città delle 95 tesi

Magazine - Augusta 1521: nel suo nuovo La congiura dei potenti (Longanesi, 330 pp., 14.90 Eur), Carlo Martigli, come sa ben fare, mischia con abilità storia e finzione per questo suo terzo romanzo storico, una quasi saga, legata alla famiglia de Mola.

Senza dimenticare il mondo ottomano, a quell’epoca pesante terzo incomodo alle frontiere di terra cristiane e sui mari, sceglie tuttavia stavolta per ideale scacchiera l’Europa cinquecentesca, l’Europa pronta a essere squassata e pericolosamente divisa dalle spaventose guerre di religione che la piagarono. Una storia meno conosciuta per un’Italia troppo abituata a vedere solo se stessa, ma assolutamente fondamentale anche per i secoli a venire della penisola. Ma una storia dove l’unico vero denominatore comune è il potere a ogni costo sulla pelle di chiunque. E un potere governato dal denaro, dall’oro dei grandi banchieri di allora.

Mini sintesi. Miccia innescata: Martin Lutero, il frate agostinano che con le sue critiche alla decadenza morale della chiesa (ricordiamo: la vergognosa vendita delle indulgenze per comprarsi il paradiso) causò il più grosso cataclisma epocale della chiesa. Ma la crescente popolarità delle sue idee, sostenute anche da principi tedeschi, quali Federico di Sassonia, ma condannate dall’anatema pontificale di Leone X al secolo Giovanni de’ Medici figlio del Magnifico, rischia di costargli molto cara.

L’imperatore vorrebbe che Lutero abiurasse le sue tesi eretiche, lui rifiuta, trova rifugio ad Augusta presso Jacob Fugger, la maggiore potenza finanziaria tedesca.
Ma il fondatore del protestantesimo non è però l’unica persona che invade la quotidianità dei Fugger.

L’atmosfera generale è in fermento, da Roma è in arrivo una pericolosa minaccia rappresentata da Paolo de Mola, figura misteriosa quanto l’incarico che gli è stato affidato, governata dal supremo potere della Chiesa Cattolica. E le nuove idee hanno fomentato una rivolta contadina capeggiata da Thomas Müntzer, le leve del potere imperiale sono preda di bieche macchinazioni.

Ma il potere, il denaro, non guardano in faccia a nessuno e vanno avanti dritti per la loro strada. E i papi passano.
Personaggi ben delineati, stavolta però Carlo Martigli non me ne voglia, io tifo per i cattivi, decisamente più ben strutturati e credibili. Ricostruzione ambientalistica straordinaria con perfetti particolari. Ne cito uno a caso: i tempi rispettati dai messi postali di allora in mano alla grande famiglia Tasso che funzionavano quasi meglio di oggi.

Nella storia niente insegna e tutto si ripresenta implacabilmente, a distanza di secoli. Ciò nondimeno, nessun secolo come il ‘500, ha contribuito a dare vita ai molti contrasti e alle complesse particolarità strutturali e mentali, che si rispecchiano puntualmente nell’attuale politica ed economia mondiale.

di Patrizia Debicke van der Noot

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