Magazine Martedì 2 dicembre 2014

Gianfranco Manfredi: «Adam Wild, avventuriero nato dai ricordi»

Magazine - «Quando ci si imbarca in un’impresa narrativa, lo si fa per puro amore, against all odds come cantava Phil Collins in una splendida canzone, una canzone d’amore, appunto». [Gianfranco Manfredi]

Raccontare il presente partendo dall’Africa dell’età vittoriana, usare l’Avventura come fosse un veicolo, il fumetto come carburante, l’amore per il mestiere di cantore come bussola.
Adam Wild, il nuovo personaggio edito da Sergio Bonelli Editore, è un personaggio vitale, sicuro di sé, deciso.

Gianfranco Manfredi, suo creatore, nell’introduzione al primo numero – uscito lo scorso ottobre – lo descrive molto prossimo agli eroi classici dell’avventura: energico, gradasso in apparenza, senza dubbi, goloso di vita e deciso a viverla immerso nell’Avventura in una terra dura, che non concede nulla a chi si dimostra incerto, in un momento storico preciso – uno dei più cupi della storia – quello delle deportazioni e dello schiavismo. Lontano eppure vicino tanto da tornare sempre con nuove declinazioni.

Se il pensiero comune tollera, e nutre, lo schiavismo, lui è un ribelle, un rivoluzionario, l’anticonformista per antonomasia, pronto a combattere pur di liberare gli schiavi e mettere gli schiavisti di fronte alle loro responsabilità.

«Col tempo – racconta Manfredi in un’intervista con al centro Adam Wild – appariranno anche le sfaccettature di Adam e si capirà che la sua allegria da spaccamontagne non è un dono naturale del suo carattere ma una conquista, tutt’altro che facile. Con il tempo, quando il Nostro si troverà in un contesto nel quale la guerra sarà protagonista e dove la violenza diventa insensata, arriverà a mostrarsi più fragile di quanto non sembri, a temere la sua stessa abilità e capacità di uccidere».

Adam Wild è un eroe con tutto quello che questo comporta, poteri e responsabilità, come sempre. Irrompe in scena con un tuffo. Letteralmente. Ma è anche abile a decidere quanto pensiero e armi devono correre uno accanto alle altre. È un personaggio che non ammette mezze misure ed il tratto di Alessandro Nespolino – che ha realizzato le tavole del numero uno – ne sono la dimostrazione palese.

Eroe di frontiera come anche i personaggi creati da Manfredi che lo hanno preceduto; Magico Vento era uno sciamano immerso nelle contraddizioni americane di metà ottocento, mentre con Volto Nascosto e Shanghai Devil abbiamo incontrato personaggi vicini – le loro avventure, parzialmente ambientate in Italia, sono di poco antecedenti allo scoppio della Grande Guerra - che subiscono il proprio destino di eroi.
Adam il suo ruolo lo sceglie. Diversamente da altri personaggi lui sa chi è dalla prima vignetta nella quale appare.

Così come Magico Vento nasceva dalla voglia di raccontare in modo nuovo la frontiera americana e Shanghai Devil esplora la storia della Cina di inizio ‘900, anche Adam West nasce soprattutto dalla volontà dell’autore di esplorare un momento preciso.
«Tutto è nato da memorie di famiglia: un safari fatto nel parco nazionale del Serengeti anni fa, una bellissima mostra sugli Zoo Umani vista a Parigi, e il bisogno di mettere al centro del racconto la terribile e non estinta realtà dello schiavismo. Un essere umano posto in vendita e comprato come proprietà, per forza viene considerato come un essere umano di serie B. Il razzismo nasce dallo schiavismo, non viceversa. Per combattere il razzismo bisogna rimuoverne le cause e le cause stanno nell’economia schiavistica»

Adam è uomo del suo tempo, nel suo tempo fa scelte 'politiche’: giudica e costringe il lettore a confrontarsi. Il richiamo all'avventura è chiaro come anche la spinta verso l'approfondimento. Finisci un albo ed inizi a interrogarti sullo schiavismo di allora e su quello di oggi.

«Credo – racconta Manfredi - che questa sia una caratteristica molto precisa degli eroi d’avventura. Edmond Dantès, Conte di Montecristo, vuole vendicarsi dei soprusi subiti dal Potere, in tutte le sue componenti istituzionali. Jean Valjean evade dal carcere e spende la sua vita per la difesa dei Miserabili. Sandokan è un eroe anti-colonialista. Il racconto epico classico ha sempre risvolti sociali e politici. Se non si capisce questo, non si capisce perché la maschera di V per Vendetta - che rappresenta Guy Fawkes - di Alan Moore sia dilagata nelle manifestazioni». La Rivoluzione all’ingiustizia diventa una grande avventura.

Il risultato, tra notizie che parlano di sfruttamento, barconi di disperati e manifestazioni a sfondo razzista, è che un fumetto ambientato nell’800 risulti spaventosamente moderno.
«I romanzi che ho citato sopra - aggiunge - sono tutti romanzi storici, eppure parlavano al loro tempo e continuano a parlare al nostro. Il perché è semplice: raccontano di ingiustizie e noi viviamo tuttora immersi nell’ingiustizia».

L’esordio di Adam Wild in edicola ha fatto sì che la creatura di Manfredi fosse protagonista anche al Lucca Comics and Games appena concluso. La Bonelli – per la prima volta – ha avuto un padiglione proprio che ha inaugurato con la presentazione di tre edizioni speciali dei numeri di ottobre di Dylan Dog, di Ringo e proprio di Adam Wild. Se la copertina ‘da edicola’ di Darko Perovic, mostrava Adam nella sua veste di distruttore di catene, la copertina di Enrique Breccia racconta l’Africa.
Sul futuro di Adam, fatto di esplorazione di luoghi e generi letterari, come da tradizione, Manfredi promette «Una sorprendente carrellata di disegnatori che i lettori non hanno mai visto prima. Adam Wild è una serie innovativa, non come puro auspicio o programma. Lo è nei fatti. Presenterà disegnatori nuovi per il pubblico bonelliano, alcuni nuovi anche per il pubblico italiano in generale. E l’insieme presenta una grande varietà stilistica».

Sulla fiera appena conclusa ha poi parole di elogio.
«Lucca senza pioggia ha aiutato molto. Anche se abbiamo vissuto per quattro giorni nel caos e spesso impossibilitati a muoverci, gli incontri con i lettori e con i colleghi sono stati davvero stimolanti. Chi in passato diceva che la convivenza con i padiglioni dei Games nuoceva al fumetto, quest’anno ha dovuto ricredersi, perché i padiglioni di fumetti, riorganizzati, erano strapieni di gente entusiasta. Si aveva l’impressione di vivere una grande festa collettiva, piena di ragazzi anche giovanissimi. Un aneddoto: in fila tra un migliaio di ragazzi per prendere il treno, mi sono goduto la conversazione di due quindicenni su ZeroCalcare, vero e proprio fenomeno pop del momento. Sono cose che fanno bene allo spirito. Vogliono dire che il nostro lavoro ha un senso».

Se Lucca è l’occasione di incontro personale con i propri lettori, rispetto al passato oggi la rete ed i social media consentono un confronto diretto con il proprio pubblico. «Questo riscontro immediato – confida l’autore - fa piacere come gli applausi in teatro, ma esattamente come gli applausi, può essere illusorio. Se uno ha pagato per entrare in teatro, applaude anche se è rimasto parzialmente deluso, o per buona educazione oppure per conformismo, per non fare la figura del fesso».

«Applaudire, comunque, fa parte del rito. Non vuol dire che la sera dopo la sala sarà piena. Non è automatico. Ricevevo molte lettere cartacee, un tempo. Lì era più facile capire, a partire dalla grafia, chi fosse la persona che ti scriveva. Complimenti, critiche, riflessioni, si mescolavano anche a frammenti della vita privata perché una lettera cartacea è una sorta di confessione ed è molto più intima di un commento pubblico. Quel tempo non esiste più.
Sono comunque contento dei social media perché molti dei messaggi che ricevo sono affettuosi e questo è qualcosa di diverso dal puro Mi Piace /Non mi piace, richiede un coinvolgimento maggiore. Gli utenti dei social sono meno riflessivi e più emotivi. Per estremizzare: o ti amano o ti odiano. Meglio se ti amano, direbbe Monsieur de La Palisse».

Mentre ripongo in libreria Adam Wild e osservo la collezione di Magico Vento – lunga oltre un decennio – penso ad altri personaggi di Manfredi – pionieri anch’essi perché medici e scienziati in un periodo di superstizioni. Chissà se capiterà di leggere una nuova storia di Aline e Valcour de Valmont, protagonisti dei romanzi Ho Freddo e Tecniche di resurrezione (edizione Gargoyle).

«Metto in pista una quantità di personaggi perché la cosa che appassiona di più, nel mio mestiere, è l’invenzione dei personaggi. Dopodiché, ormai mi è diventato impossibile dare continuità a tutti. Di tutti ho pensato un seguito, ma realizzarlo è un altro paio di maniche, perché le ore di lavoro, quelle sono.

A marzo – annuncia - uscirà la mia nuova Mini serie Coney Island, realizzata in tre episodi – la nuova formula dei Romanzi a Fumetti - con Barbati e Ramella: un lavoro in cui ci siamo spesi molto, cominciato prima che iniziassi a scrivere Adam Wild. E anche in questa serie ci sono dei personaggi di cui vorrei raccontare nuove avventure. Pesano molto, oltre che gli orientamenti personali, quelli dei lettori. Però, ripeto, bisogna fare i conti con il tempo disponibile. Le mie storie, molto difficilmente possono passare ad altri sceneggiatori.

«Con MV ad esempio ne avevo chiesti di più, per aiutarmi, ma Sergio Bonelli fu molto chiaro con me. Mi disse che dovevo rassegnarmi perché le mie storie avevano un profilo d’autore e dunque potevo scriverle soltanto io».
Il fumetto d’autore, quello per cui riconosci la mano di chi lo ha scritto così come si riconosce un film di Kubrik da un solo fotogramma, è una qualità che merita di essere trattata con cura, perché i lettori, sempre più un élite in un paese che si è disaffezionato alla lettura (i fumetti, sebbene in crisi, sono una parziale eccezione) pretendono storie all’altezza delle proprie aspettative, sempre alte.

«Nella narrativa – osserva Manfredi a chiusura della nostra chiacchierata - la crisi è molto più grave che nel fumetto e spesso anche la professionalità degli autori è più scarsa». Manfredi tratta ogni suo lavoro con grande attenzione alla documentazione storica, al contesto, ai costumi, all’aspetto dei protagonisti – la principessa Amina, protagonista assieme ad Narciso Molfetta in Adam Wild, è un capolavoro sia per come è scritta che per come è disegnata.

Nulla è lasciato al caso: il tutto per regalare al lettore un’esperienza all’altezza delle sue aspettative, come quando inizia una storia d’amore. Against all odds.

di Francesco Cascione

Potrebbe interessarti anche: , Il Natale del commissario Maugeri, l'ultimo libro di Fulvio Capezzuoli. La recensione , Bonelli: Dylan Dog e Martin Mystere nell'Abisso del male , A mali estremi: nuovo caso per la colf e l'ispettore di Valeria Corciolani , Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca , Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin

Oggi al cinema

Pulp Fiction Di Quentin Tarantino Thriller Usa, 1994 A 20 anni dalla prima uscita, torna nelle sale il cult Pulp Fiction. Un film entrato nella storia del cinema grazie al genio di Quentin Tarantino. Palma d’oro al Festival di Cannes nel 1994, ben 7 nomination agli Oscar e la vittoria come miglior... Guarda la scheda del film