Magazine Mercoledì 6 novembre 2002

Genovesi. Quelli del Belandi

Come scriveva Arnaldo Bagnasco nella prefazione del suo primo libro “(…)Il campo di azione di Roby Carletta è sempre stato quello del cabaret, dell'intrattenitore, del battutista....(…) Ma è sopratutto unico del suo genere perché è riuscito a farsi riconoscere il ruolo ufficiale di comico dagli abitanti della città più sobria d'Italia; una città che di solito concede il suo consenso soltanto a chi viene da fuori....(…)”
Ma traspare in tutto quello ch efa il suo attaccamento a Genova e a conferma di questo troviamo, in questi giorni, in libreria l’ultima fatica di Roby Carletta “Genovesi. Quelli del Belandi”.

Dal termine “Belin”, Carletta ha realizzato un testo che racconta le virtù, ma soprattutto i vizi e i modi di dire dei genovesi, il loro rapporto con il denaro e perché no, con la vita. Non esita a criticare, con ironia, il loro modo di porsi con gli “stranieri”, che sono tutti i non genovesi, non necessariamente gli immigrati di colore che popolano i “caruggi”. Sottolinea con dovizia di particolari il modo tutto genovese di fare pettegolezzi. In città tutti li fanno. Anche le “classi sociali alte”, nei loro salotti perbene si lasciano andare a mille cattiverie.

Ma soprattutto come poteva dimenticare il “mugugno”, è internazionalmente conosciuto e tutt’oggi praticato con forza dai tanti anziani che passeggiano per i vicoli così come dai business men all’interno dei loro “scagni”.
Fa poi un’analisi molto chiara dei modi di dire e di come ve ne sia uno in particolare che tutti i genovesi dicono almeno una volta al giorno “Sciusca e scorbi nu se peu”, (Soffiare e sorbire contemporaneamente non si può). Ormai è diventato come una litania e allo tempo stesso una forma di consolazione a tutte le sventure della vita.

Carletta non si esime dal mettere in evidenza il ruolo dominante della donna all'interno della famiglia; calca la mano sulla sobrietà delle genovesi nel vestire, nel parlare e della difficoltà che un estraneo incontra nel cercare di conoscerle. Insomma per Carletta la donna donna genovese non è affatto mediterranea ma piuttosto scostante, diffidente e introversa.

Sono mille le “usanze” che Carletta ha analizzato con ironia e un pizzico di malizia; non vi rimane che leggere il libro e decidere se vi identificate con “Il Genovese” che lui descrive oppure no.

Nel caso vi rimanesse qualche dubbio Roby Carletta sarà a mentelocale per parlare con voi prestissimo. Ve lo segnaleremo.

Roby Carletta, Genovesi, quelli del Belandi, Edizioni Sonda, 6,50 euro
di Silvia Venturino

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