Magazine Venerdì 5 dicembre 2014

«Ho un problema di erezione. Psicologo, mi aiuti»

Se vuoi contattare il Dottor Marco Ventura scrivi una email a lettinovirtuale@mentelocale.it

Magazine - Salve dottore.
Sono ormai sette anni che sono fidanzato con la mia ragazza. Dopo solo due anni che stavamo insieme siamo diventati genitori di uno splendido bambino.

La nostra vita è andata bene fino all'anno scorso: all'improvviso durante il nostro rapporto sessuale ho perso l'erezione e così è successo per le volte a venire. Ho fatto gli esami e mi hanno detto che non ho niente che non va.

Il mio unico problema è che non provo più nessun tipo di piacere. Non ho più un'erezione da molto tempo. Mi sembra di stare bene e non soffro di ansia. Non riesco a capire il perché di come mai, tutto ad un tratto ho perso qualsiasi forma di piacere.
Jack

Buongiorno Jack.
Ammiro la sua capacita di "sintesi" che spesso è una qualità apprezzabile. Purtroppo, in questo caso l'estrema sintesi rischia di essere un ostacolo anziché un aiuto.
Capisco che, dal suo punto di vista, tutto è successo all' improvviso e che basta descrivere i tratti salienti di ciò che è successo per spiegare la situazione.
Ma le cose non stanno sempre così. Quando le cose accadono "sembra" che accadano all'improvviso. Ma è solo perché non sappiamo o riusciamo a cogliere tutti gli indizi.

Invece, ogni evento che ci riguarda è inevitabilmente il risultato di un lungo e articolato percorso, composto dall'intrecciarsi di numerose concause. Più o meno evidenti, percepite o conosciute. Che, ad un certo punto, si "vedono". Ma che c'erano anche prima.

E non basta dire "così è successo", perché in queste tre parole non si può capire il come, quando e cosa, esattamente è "davvero" successo. E lo spazio mentale che intercorre tra un atto sessuale e il desiderio sessuale è molto vasto e coinvolge molte variabili.

Tra l'altro sarebbe utile capire come sta evolvendo e quanta incidenza ha avuto sulla sua sessualità la nascita di un figlio. Come questo ha modificato il rapporto con la sua compagna e come si è sentito lei a passare da membro di una coppia a padre di famiglia.
Ma di tutto questo nella sua storia non vi sono riferimenti; e non credo che lei lo possa considerare un elemento trascurabile.
Così come non credo che lei abbia perso "qualsiasi" forma di piacere.

Tutto questo lungo preambolo per dire che, se vuole davvero "capire" cosa le sta succedendo, non ci basteranno né le sue poche righe di presentazione, né la mia stringata risposta.
Se è davvero preoccupato, ora che ha fatto tutti gli esami, la invito a scegliere e contattare uno Psicoterapeuta, possibilmente sessuologo, con cui intraprendere un percorso volto ad approfondire i dettagli e le componenti che hanno determinato la sua attuale situazione, personale ma anche relazionale.

Se poi mi permette, immaginando che lei abbia ancora molti anni davanti a sé, le consiglierei di cercare un professionista che la aiuti non solo a capire come mai è successo quello che "è successo" ma, soprattutto, a capire cosa e come fare per cambiare per il futuro.

Ecco, questo potrebbe portare a una altro problema. Anzi, a un altra domanda.
Le mi chiede (o si chiede) come capire cosa le è successo.
Io invece le chiedo e vorrei che lei si chiedesse: cosa vorrebbe che succedesse, in futuro?
E dovrebbe essere così gentile da descriverlo riempiendo otto pagine e mezza, anziché riassumerlo in otto righe e mezza.
Il percorso psicoterapeutico che le suggerivo, dovrebbe aiutarla anche in questo. Nel "come" fare.
Buon Viaggio
Saluti,

di Marco Ventura

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