Magazine Lunedì 4 novembre 2002

Nanda

Magazine - Pian, 26/05/02

Cara Nanda,
non lo crederai: sono tornata a Pian. Dopo che avevo giurato che non ci avrei messo più piede. Eccomi qui. La prima cosa che ho fatto è stato un giro per i prati, maggio è senz’altro il mese più bello a Pian: lo sai quanti fiori di campo ci sono!
Pensa che il “campone” è un mare giallo di ranuncoli! e la casa della nonna è coperta da grappoli di rose bianche e rosse. La casa della nonna Michi. Sì, sono stata lì. Era così malandata che pensavamo crollasse dopo qualche anno e… immagina, è ancora come quando l'abbiamo lasciata! Certo vecchia lo è, ma i muri hanno retto e il tetto anche. La chiave, che quando ero piccola mi sembrava tanto grande, era al suo posto in alto a destra della porta, appesa al chiodo e arrugginita. Avevo paura, te lo confesso, che non aprisse e invece, forse perché si tratta di un semplice chiavistello, s’è alzato subito e sono entrata… Non si vedeva nulla con il chiarore abbagliante che veniva da fuori, mi sembrava di essere caduta in un pozzo... poi piano piano quando mi sono abituata all’oscurità ho potuto vedere la finestrella in fondo alla parete, l'ho aperta e ho fatto entrare la luce.

C’è rimasto poco. Il pavimento di legno divelto qua e là, il bancone della cucina in fondo e sparute sedie; mi è apparso come un teatro dismesso dove gli attori non sarebbero più tornati. Povere cose di altri tempi che non interessano nessuno. Eppure a me hanno fatto venire nostalgia di quando vivevamo qui in campagna. Ogni oggetto mi è caro. Ricordi la tinozza? Quando nonna ci faceva il bagno con acqua e crusca e dopo averci lasciato sguazzare per un bel po’ ci prendeva in braccio, avvolgendoci nel telo caldo? Poi ci portava a letto dove c’era lo scaldino, con la brace, che nonna Michi metteva sotto le coperte nell’intelaiatura di giunco. Faceva un rigonfio e tutti a dire chi è nel letto? Il prete!!! E noi ce ne stavamo buone buone sotte le coperte in attesa che la nonna ci mettesse magliette e camiciole e ci desse una caramella.

Era un momento magico per noi, l'unico in cui nonna ci mostrava il suo affetto... Io non ricordo di aver ricevuto in tutti quegli anni un solo bacio da lei! Allora mi pareva così severa con quel vezzo di rispondere a ogni nostra domanda con un proverbio…
“Nonna pioverà?”
“Quando le nuvole vanno al monte prendi un sacco e mettilo in fronte quando le nuvole vanno al mare prendi la zappa e vai a zappare...”.
Però mi manca. Mi sembrava di vederla ancora seduta sulla panca intenta a sferruzzare, tra i cuscini con il gatto rosso a fianco. E di vedere sopra sulla stufa la cucuma del caffè che nonna teneva sempre in ebollizione...
Me la sono portata via, la cuccuma, chissà perchè… è pure sbeccata, e indovina… ho preso anche la tua tazza del latte che penso ti faccia piacere riavere. Oh diavolo! Se ben ricordo frignavi sempre se qualcuno osava toccartela, ne eri gelosissima e noi facevamo a gara a farci la nostra zuppa dentro, nella “tua” tazzam, per sentirti strillare...

Poi altri ricordi, troppi mi sono tornati in mente e non ce l'ho fatta più a star lì. Ho tirato la porta riappeso la chiave e sono scappata via in albergo. Sto ancora qualche giorno. Fammi sapere se mi raggiungerai …vengo a prenderti alla stazione. Ti abbraccio, Rica.

Enrichetta Zunino

di Donald Datti

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