Magazine Venerdì 28 novembre 2014

«Fuori sono tranquilla, ma dentro odio tutti»

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Magazine - Salve,
sono una ragazza di 22 anni, in genere sono molto calma e tranquilla,gli amici mi considerano una brava persona ma dentro di me provo un grande odio, delle volte anche verso di loro.
L'umanità in genere mi fa schifo e spesso mi chiedo se davvero faccio parte di questo mondo. Ho difficoltà a relazionarmi con gli altri,a camminare per le strade e a stare in posti affollati propio perchè vedere le loro facce mi innervosisce.
Delle volte immagino di aggredire qualcuno, fargli un grosso danno o addirittura di ucciderlo... Non so perché tutto questo ,forse perché in passato le persone mi hanno fatto del male, forse perché do troppo peso a ciò che mi accade intorno o forse sono io quella sbagliata...
Un saluto
July


Buongiorno July,
non la conosco abbastanza per poter dire cosa Lei è... o non è. Ma da quello che lei scrive non credo proprio che lei sia " quella sbagliata".
È che le cose sono più complicate del previsto. Non è facile capire come gira il mondo. In genere gira al contrario di come vorremmo. Specie quando si hanno 22 anni.

Così capita che ci si senta "alieni" in mezzo agli altri. O persi in mezzo a un mondo di "alieni".
Inevitabile che si avverta la brutta sensazione di essere soli e circondati. Per fortuna non è così. Ma ci vuole tempo per capirlo e per imparare cosa c'è di buono in tutto questo. Per dirla con le parole di un filosofo (di cui non ricordo il nome) Credo nelle persone ma diffido dell' "umanità". Ecco, il segreto sta tutto lì: credere nelle singole persone.

È vero qualcuna può ferirci, può farci del male, o avercene fatto. Ma non sono tutte così. Forse tante persone sono troppo diverse da noi. Ma non tutte. E non si può pensare che appartengano tutte quante a un unico mucchio di "cattivi". E nel caso sarebbero comunque troppi per riuscire a "ucciderli" in massa... :-)

Se guarda bene, in quel mucchio chiamato "umanità", ce ne sono di speciali. Magari non sempre perfette, magari non sempre come noi le vorremmo, magari delle volte troppo stanche o impaurite o ferite anche loro. O troppo in difficoltà per essere in sintonia con noi. Ma sono sempre persone speciali. Che vanno conosciute, capite, apprezzate. E con le quali possiamo vivere in armonia ridendo, assieme, anche dei loro limiti.
Io la inviterei a scoprire che una di queste è lei stessa.
Dopo le cose incominciano a diventare più chiare e il mondo incomincia a girare per il verso giusto.

P.S. Tra le tante cose la inviterei anche ad essere un po' meno "calma e tranquilla". Forse sta esagerando con tutta questa "compostezza". Ed essere un po' meno calmi e tranquilli non significa che allora si deve per forza dare in escandescenze. Significa solo non tenersi sempre dentro le sensazioni che ci danno fastidio e incominciare a esternarle (sarebbe meglio farlo con gentilezza ma con fermezza).
Ma credo che, all' inizio, lei possa anche essere un po' meno "zen". Manifestare (senza particolare gentilezza) quanto la situazione ci è insopportabile si chiama "sbottare". E non ha mai ucciso nessuno (men che meno chi sbotta).
La avviso che le prime volte che lo fara' puo anche darsi che chi la conosce si mostrerà stupito. No problem! Anche questo non uccide. Credo, anzi, che faccia bene. A lei sicuramente e forse anche agli "altri".

Saluti, July.
Mi faccia sapere.

di Marco Ventura

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