Magazine Mercoledì 13 dicembre 2000

Intervista a Edoardo Sanguineti

Daniela Bancalari è stata editor della mitica casa editrice Costa&Nolan. Ha intervistato per noi Edoardo Sanguineti. Il poeta è nato nel 1930 a Genova dove per molti anni ha insegnato Letteratura italiana all’Università. Capofila della neoavanguardia ed esponente di spicco del Gruppo ‘63. Edoardo ci racconta di che cosa pensa del connubio tra www.mentelocale.it, il ristorante fusion, il bar-lounge inaugurati il 15 a Palazzo Ducale.

Mentelocale nasce con una vocazione al “doppio”: luogo fisico e virtuale caratterizzato da una dimensione globale e locale a un tempo. Se dovesse scegliere tra il piacere della carta e la comunicazione in rete...
Anche in passato gli uomini hanno avuto a disposizione diverse modalità per comunicare virtualmente. Fondamentale da questo punto di vista il ruolo della scrittura e della stampa, soprattutto quando questa è diventata periodica e quotidiana. La rete aumenta i contatti virtuali, ma favorisce, per chi lo desideri, la loro trasformazione in contatti personali e diretti. Non vedo nessuno svantaggio nello sviluppo di comunicazioni che non implicano la presenza concreta. A questo, d’altro canto, ci hanno già abituato largamente le poste e il telegrafo. Mi pare un grande arricchimento l'opportunità di scegliere tra relazioni indirette e mediate e relazioni immediate e dirette.
Con la diffusione di Internet e dei cellulari si sono sviluppate nuove forme di comunicazione. Ora tutti i giorni, attraverso e-mail e SMS, milioni di persone sono tornate a scriversi tra di loro. Cosa pensa di questo ritorno alla scrittura e delle sue potenzialità comunicative?
Siamo già abituati a condensare ogni nostro messaggio, anche per ragioni economiche, in infinite forme, dal telegramma all’annuncio economico, alla rapida telefonata, alla cartolina postale, allo spot pubblicitario. Possiamo dunque servirci, secondo le circostanze e i desideri di forme di oralità o di scrittura estremamente brevi o estremamente sviluppate. Anche per questo riguardo abbiamo un arricchimento delle nostre scelte e dei nostri strumenti di relazione.
Ritiene che la rete possa essere uno strumento innovativo e interessante per la letteratura?
Si fanno molti esperimenti per un impiego di tipo letterario, estetico, culturale, artistico di Internet e questo vale non solo per le parole, ma per le immagini e per i suoni. Al momento è difficile prevedere gli sviluppi possibili, ma ci sono già ricerche avanzate che aprono a nuove possibilità, soprattutto per i giovani artisti.
Mentelocale, dicevamo, nasce come servizio per una comunità urbana. Come giudica il tentativo di integrare il carattere globale della rete con la dimensione locale di un sito dedicato alla città?
Le realtà locali sono per definizione ristrette e frammentate: questa situazione storicamente ha avuto grande peso dividendo uomini, culture, relazioni. La globalizzazione tecnologica, in un’epoca di globalizzazione economica, permette di superare antiche barriere e di rendere universali, almeno potenzialmente, i nostri messaggi. Genova, in particolare è una città che, per ragioni geografiche e storiche ha vissuto per lungo tempo in una posizione emarginata. Negli ultimi anni la vita economica e culturale e anche il turismo hanno dato segnali di notevole ripresa. Un sito genovese potrà certamente incrementare questa spinta a rompere l’isolamento e a superare ogni forma di chiusa municipalità e dialettalità. Si tratta di agire al di fuori dei soliti canali e di diffondere in qualche modo l’informazione. In questo senso l’idea di un portale collegato a un luogo d’incontro, a un bar, a un ristorante può funzionare, perché l’una cosa rafforza l’altra e chi frequenta il bar ha modo di connettersi e far circolare informazioni.
Il panorama culturale genovese si presenta, almeno come prima impressione, abbastanza piatto e provinciale. Secondo lei, Mentelocale è una vera occasione per informare in modo diverso?
Ritengo che, ancor più che una ricchezza informativa, sia decisiva in questo senso una capacità di segnalazione “graduata”, che permetta di distinguere tra ciò che è importante e ciò che non lo è, tra quello che è più o meno interessante per la città. Dare molte informazioni è utile, ma quando l’informazione è eccessiva non serve più. Non sempre l’evento più significativo è quello più pubblicizzato e non tutti gli spettacoli, i film, le mostre, le conferenze e quant’altro sono degni di segnalazione. Il rischio è che ci sia una gara a chi offre il maggior numero di notizie mortificando così la qualità dell’informazione in una massa indifferenziata che non permette a chi usufruisce del servizio di orientarsi. È necessario invece prendersi la responsabilità di selezionare i materiali in modo da impedire che passino inosservati eventi importantissimi per la città o al contrario che sia dato troppo spazio a situazioni di poco conto. In questo modo è possibile che il panorama culturale della città appaia svecchiato, meno provinciale e più vivace.
di Annamaria Tagliafico

Potrebbe interessarti anche: , Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca , Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin , MiniVip&SuperVip. Il Mistero del Viavai di Bozzetto: il cinema si fa fumetto , Il segreto del faraone nero, una nuova stoccata letteraria di Marco Buticchi , Auguri Andrea Camilleri! Lo scrittore compie 93 anni, la recensione del Metodo Catalanotti

Oggi al cinema

Ieri, oggi, domani Di Vittorio De Sica 1963 1) Adelina: sigaraia napoletana sforna figli a ripetizione per evitare il carcere per contrabbando. 2) Anna: ricca milanese flirta con poveraccio. 3) Mara: squillo d'alto bordo si invaghisce di seminarista, ma poi si pente. Guarda la scheda del film