Concerti Magazine Mercoledì 26 novembre 2014

Amedeo Minghi: «Il mio nuovo album, un nuovo inizio»

Amedeo Minghi
© facebook.com/amedeo.minghi

Magazine - Amedeo Minghi, il cantautore che ha incantato più di una generazione con travolgenti canzoni d'amore spesso sorrette da musiche oniriche e sognanti, ritorna con Suoni tra ieri e domani, un album che ha il profumo dell'antologia. Eppure ne sorpassa la staticità assumendo i connotati dinamici di una nuova partenza.

La fatica discografica di Minghi raccoglie infatti nove brani che il cantautore ha scritto per altri interpreti nel corso della sua carriera ultradecennale, qui rivisti e riarrangiati da lui stesso con l'aiuto della pianista Cinzia Gangarella. Una raccolta sperimentale, impreziosita da un inedito pesante, il singolo Io non ti lascerò mai che riporta l'artista romano ai livelli di pezzi come 1950 e Vattene amore.

«Questo brano cambierà il mio percorso artistico come è successo per altre canzoni che ho scritto in passato come ad esempio l'Infinito», mi racconta Amedeo Minghi prima di addentrarsi nel mood che lo ha guidato lungo tutta la stesura dell'album.

Minghi ci tiene infatti a sottolineare la sua natura di cantautore: «Io di mestiere non faccio l'autore, quindi i brani che ho scritto per altri sono il frutto di richieste di colleghi o produttori che volevano qualcosa di mio in un album altrui. Le mie canzoni ovviamente le ho sempre tenute per me, dando, come autore, dei brani che avevo scritto per altri».

Affidare un proprio brano ad un altro cantante non sempre si rivela una scelta azzeccata, racconta Minghi: «A volte il risultato finale mi piaceva, altre volte mi lasciava deluso: ricordo la canzone Firenze piccoli particolari, che scrissi nell'85 per una bravissima cantante (Laura Landi, ndr) che però a mio parere non era adatta ad interpretare il brano. La canzone infatti al Festival di Sanremo non ebbe successo e fu un'occasione mancata».

E di Festival, Amedeo Minghi ne ha visti tanti durante la sua carriera di cantante: sono 8 quelli a cui ha partecipato, anche se le ultime edizioni non lo hanno emozionato, come spiega lui stesso: «iI Festival è cambiato troppo, le canzoni non rappresentano più le fondamenta sulle quali si basa la rassegna, ma fanno parte di uno spettacolo più ampio. Per quanto io li rispetti professionalmente, faccio fatica ad associare Bonolis, Fazio e Panariello alle canzoni. È ovviamente una mia opinione che non ha nulla di personale con le persone che ho citato».
Nonostante queste considerazioni, l'artista romano trova che l'edizione 2015 del Festival di Sanremo possa essere un piacevole ritorno alle origini: «Quest'anno, che a presentare la kermesse ci sarà Carlo Conti, forse qualcosa rispetto alle ultime edizioni cambierà. In fondo Conti ha studiato per diventare Pippo Baudo», ride.

Suoni tra ieri e domani è supportato da un libro di ben 64 pagine nel quale Minghi racconta la nascita di ogni brano in esso contenuto. Un'operazione ardita se vogliamo, vista l'ormai dilagante diffusione di formati digitali o virtuali sopratutto in campo musicale: «Andare controcorrente è sempre stata una mia caratteristica e questo libro-cd ne è la prova. Mi piaceva l'idea di dare qualcosa al mio pubblico che potesse avere diverse letture. In questo modo il disco si presenta come un cd e come un libro».

Dopo oltre quarant'anni di carriera è impossibile non guardarsi indietro e trovare dei punti di svolta grazie ai quali si è ottenuto lo slancio necessario a continuare un mestiere che ammette pochi errori. E l'autore di Vattene amore sa esattamente quali sono i suoi: «L'immenso è stato il mio primo successo commerciale che non posso dimenticare, mentre 1950 è il brano che più mi rappresenta e che piace anche a quelli che non sono miei ammiratori. Oltre a questi brani, mi sento di citare anche il mio ultimo singolo Io non ti lascerò mai che per me rappresenta un nuovo inizio».

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