Concerti Magazine Venerdì 1 novembre 2002

L'autunno è servito

Magazine - A volte è folk, ma può essere soul e hip hop quando meno te lo aspetti. Non stiamo parlando di una stazione radiofonica, ma di Beck, meglio conosciuto come l'artista più eclettico e camaleontico della scena musicale internazionale. Ogni disco è un capitolo a sé del suo cammino, iniziato otto anni fa con un album folk-psichedelico, Mellow Gold, per poi passare al suono drum'n base di Odelay, alle atmosfere caraibiche di Mutuations fino al soul alla Prince di Midnite Ventures.

Quale altro genere rimaneva da esplorare con il suo ultimo disco, Sea of Change, da poco uscito? Erano in molti a chiederselo, e molto probabilmente nessuno ha indovinato. Qualcuno scommetteva su un disco dance, altri pensavano che con Midnite Ventures Beck avesse trovato il suo marchio di fabbrica sonoro. Alzi la mano chi immaginava che, una volta inserito Sea of Change nel lettore CD, potessero uscire sonorità acustiche, chitarre "al naturale", archi e atmosfere melanconiche e struggenti. Anche per chi è abituato alle evoluzioni artistiche di Beck è difficile rimanere impassibili di fronte all'ascolto di questo lavoro sorprendente. In realtà ciò che più stupisce non è tanto il passare da un genere all'altro, ma la padronanza con cui Beck ci riesce, perché nei suoi dischi, compreso quest'ultimo, Beck non gioca con i vari stili né, peggio ancora, si esibisce in ruffiani tentativi di imitazione, bensì fa proprie le varie sonorità. Potresti dire che Sea of Change suona come un album di Nick Drake, di Tim Buckley o di Bob Dylan, ma in breve tempo ti accorgi che suona semplicemente alla Beck Hansen. Canzoni come Side of the Road oppure Already Dead sono uniche, frutto di un talento riconosciuto universalmente. Perché Beck è, prima di tutto, al di là dei vari aggettivi che gli sono piovuti addosso, un grandissimo song writer.

E se un talento simile viene unito ad un coraggio di scrivere dischi in libertà senza temere confronti e giudizi, ci ritroviamo felici e in estasi con la colonna sonora ideale per l'autunno in corso, dato che Sea of Change sembra scritto apposta per accompagnarci nelle giornate di sole che si stanno accorciando.

Nicola Calabria

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