Magazine Venerdì 31 ottobre 2014

Il vizio di Caino di Ferdinando Pastori. La recensione

Magazine - Il vizio di Caino di Ferdinando Pastori (Novecento, 2014, 235 pp., 9.90 Eur) è come il suo autore: uno scrittore che può sorprendere, scioccare, spaventare ma è la sua particolare e calibrata maniera di scrivere, di raccontare che anche stavolta non si smentisce.

Un sistema narrativo vissuto in prima persona, al presente, che incuriosisce e coinvolge, alternando citazioni, richiami a idee, fatti e leggi lontane. E anche stavolta un testo interessante che riesce a incuriosire. Poi, senza risparmiarsi, ricopre di sensazioni ed emozioni forti il lettore e si diverte a spaziare biecamente nell’horror-noir-erotico-sexy. Roba da adulti maggiorenni e vaccinati, insomma da palati usi al fuoco liquido.

Non sono un’esperta del settore, ma avendo recensito Massimo Lugli nel suo Gioco perverso, bondage gioco erotico, sadomaso…mi considero in grado di reggere bene il colpo.
Comunque qualche cenno sulla trama senza allargarmi troppo.
Flavio, primogenito di famiglia milanese di avvocati di grido, ammanigliati dappertutto, forse anche con giri poco chiari e un padre padrone che pretende di tenere tutti al suo giogo. Ma Flavio ha dirazzato. Dopo la laurea in giurisprudenza ha fatto marameo al famoso studio paterno, ha passato il testimone a Filiberto, il fratello minore, e si è ritagliato una sua vita come fotografo, con loft in via Pestalozzi. Una pecora nera direte, ma senza rimpianti e che ha persino un discreto successo con il suo lavoro.

Flavio è a Parigi al Marais, intento a scattare immagini, quando viene richiamato a Milano dal padre. Suo fratello è scomparso e sul suo computer ci sono una serie di filmati e foto che lo ritraggono in pose con espressione da zombie intento a inequivocabili orge o meglio scopate a catena. E naturalmente la moglie non sa e non immagina… Cosa è accaduto veramente? Filiberto è stato rapito? È un vero mistero. Per non saper né leggere né scrivere, l’avvocatone angosciato decide di dotare il figlio maggiore, appena tornato, di protezione adeguata.

La polizia indaga a largo raggio, Flavio invece si lancia in un’indagine personale in caccia di club a luci rosse o community frequentate da scambisti. Coinvolge Helena, un’amica, la bella indossatrice mulatta con i capelli biondi e gli occhi azzurri, chiedendole di scoprire a quale club privè corrisponde la tessera trovata tra le cose del fratello e si allea con Micol, la seducente ispettrice di polizia che in bollenti amplessi si rivelerà presto un meraviglioso serpente incantatore. Saltano fuori tracce da seguire. Un’altra persona, un certo Vimercati, è scomparsa prima di Filiberto…

Un sanguinoso intermezzo di vendetta mette tutti fuori strada per un po’, ma Micol non ci vede chiaro. Dubbi incertezze e finalmente la soluzione del mistero arriverà condita da labirinti erotici e dark-room che celano folli abissi di depravazione umana.

di Patrizia Debicke van der Noot

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