Magazine Martedì 22 ottobre 2002

Pienone per Nick

Si sarà sentito un po’ a casa ieri sera, a Genova. Una serata piovosa, autunnale, passata assieme a parlare di calcio, musica, amore e dei piccoli o grandi piaceri-dispiaceri della vita.
Il teatro Modena era strapieno e, udite udite, di giovani.
Hornby vive e scrive a Highbury, a nord della capitale inglese e ieri era a Genova per la festa che il teatro dell’Archivolto ha preparato per lui.

Non è stato un lungo dialogo, una confessione, un monologo come quelli che spesso troviamo in molti dei suoi libri, da Febbre a 90 ad Alta Fedeltà.
Lo hanno presentato al pubblico Pietro Cheli e l’attore Giuseppe Cederna che, assieme a Rosanna Naddeo, ha letto con efficacia alcuni brani tratti dal suo ultimo romanzo Come diventare buoni, edito da Guanda.
Hornby si presenta sul palco come i suoi lettori se lo immaginano: giacca in pelle nera, maglietta a righe sottili, jeans chiari, rasato. Ha quell’aria un po’ grunge e britpop caratteristica dei frequentatori dei negozietti di dischi della Londra ritratta nei suoi libri, ma che non sfigurerebbero neppure da Black Widow in via del Campo.

È un po’ difficile farlo parlare, lui, inglese sornione, finché non lo si punge sul vivo, finché non si tocca uno degli argomenti che gli sono più cari: il calcio e la sua passione per l’Arsenal.
Gli chiedono del suo ultimo libro, l’amara storia di un matrimonio fallito a causa dei troppi principi. Il marito, un moralista di sinistra, quando la moglie lo tradisce tutt'a un tratto decide di mettere in pratica ciò che professa, e comincia ad aiutare gli altri regalando soldi e cibo ai più poveri. Un romanzo ironico e amaro: "David si comporta come dovrebbe fare un progressista democratico, ma in realtà risulta ridicolo".

"È difficile essere di sinistra perché ci si pongono troppi problemi, si vivono troppe contraddizioni. Le persone di destra, invece, possono essere poco generose e non farsi nessun problema" dice Hornby.
"Sono cresciuto con il governo della signora Thatcher: nel 1979 ho votato laburista ma ho dovuto aspettare vent'anni per vederli al governo".
Blair gli piace solo perché quando era giovane suonava in un piccolo gruppo rock: "In fondo quelli che vanno al governo sono tutti uguali: vanno lì per governare e non per cambiare le cose".
Blair possiede ancora una chitarra elettrica, un po' come il nostro Berlusconi, che ha fatto il cantante da pianobar sulle navi da crociera. Le vie della musica sono proprio infinite.

Grandi risate in sala quando Cederna legge un brano di Alta fedeltà, dove Nick descrive un approccio sessuale e tutte le ansie precoito del protagonista.
Nick si accende una sigaretta dietro l'altra, poi dà alcuni consigli a chi vuole diventare scrittore: se si sente l’impulso a smettere di scrivere si smetta pure altrimenti si vada fino in fondo, così si diventa scrittori. Occhio ragazzi, avverte Nick, se volete diventare degli autori, almeno dovete scrivere. Infatti racconta: "Quando ero giovane dicevo di essere uno scrittore, ma non scrivevo mai. Proprio come oggi che voglio smettere di fumare, ma per ora sono solo un non-fumatore di domani". Si finisce parlando dei suoi scrittori preferiti: Roddy Doyle, Ann Tyler e David Gates.

Quando la serata si conclude rimane il rammarico del pochissimo spazio dato al pubblico (compresa la ressa per gli autografi).
A ripensarci possiamo salutare Nick Hornby con la sua ironica tenerezza usando le parole di una canzone di Elio e le Storie tese: "ciao amico huligano, con i capelli un po’ corti così uomo e così bambino".
di Giacomo Revelli

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