Magazine Lunedì 29 settembre 2014

Anime Nere, dal libro al film. Intervista a Gioacchino Criaco

Anime Nere, il trailer del film di Francesco Munzi

Magazine - Anime Nere non è solo un romanzo e un film, ma è un progetto molto più vasto. Un progetto originato da un romanzo, il primo, scritto da Gioacchino Criaco in soli quattro giorni e che colpisce l’immaginario di Francesco Munzi con una forza tale da fargli interrompere il film in corso per dedicarsi alla sua sceneggiatura.

Un progetto che nasce dalla passione e dall’impegno del singolo, quello dello scrittore e del regista, ma che coinvolge attivamente una comunità, quella calabra, nello specifico della montagna dell’Aspromonte, mostrando come storie di successo possano accadere anche in realtà difficili e malgrado una certa assenza delle istituzioni. Un progetto con importanti ripercussioni nel settore dell’editoria, della cinematografia, del turismo e della cultura più in generale, motore quindi di quel sviluppo economico e sociale che una terra e la sua gente fortemente, e giustamente, rivendica.

Ne discutiamo con Gioacchino Criaco durante il suo passaggio a Parigi in occasione dell’anteprima di Anime Nere in Francia e del festival letterario En Premier Ligne, dove interviene come esponente della narrativa noir italiana.
Parlando della genesi del libro, Criaco sottolinea come sia nata dall’esigenza di raccontare il contesto aspromontano con gli occhi di chi in quella terra abbandonata e abusata è nato (in seguito alle alluvioni del ’51, fu deciso di spostare Africo, un paese di pastori di montagna, sulla costa). «Io – spiega Criaco – non parlo di estranei nelle mie storie, ma c’è tutta un’intera generazione che ho visto crescere, persone con le quali ho giocato, studiato e parlato». Un contesto dove la scelta criminale può apparire a un popolo di vinti come unica forma di riscatto; e in questo senso «l libro in realtà è un dono che loro fanno ai ragazzi di oggi, è una storia che mostra cos’è la tragedia, il tradimento, la sofferenza, il lutto, il rimpianto per una vita sprecata. Anime Nere mostra il male così com’è, senza moralismi».

Anime Nere è stato pubblicato dalla Casa Editrice Rubettino di Soveria Manelli, in provincia di Catanzaro, diventando quindi un fenomeno editoriale di matrice interamente calabra. «La Rubettino, – dice Criaco – una piccola casa editrice calabrese, era molto nota per la saggistica, ma non aveva una collana di narrativa, che pubblicava solo saltuariamente. Anime Nere, che ha ottenuto da subito grandi consensi e ha venduto migliaia di copie, ha reso possibile che la Rubettino creasse anche una collana di narrativa, Velvet. Nell’ultimo mese è stata la casa editrice più citata dai mezzi di informazione».

Criaco continua ricordando l’importanza della trasposizione cinematografica del libro e del lavoro di Francesco Munzi, il quale ha impiegato quasi tre anni tra la stesura della sceneggiatura (realizzata in collaborazione con lo stesso Criaco), riscritture, casting e sopralluoghi. «Il film ha portato alcuni milioni di euro in un territorio in cui c’è una disoccupazione totale. Per sei mesi hanno lavorato attorno al film centocinquanta, duecento persone, come autisti, cuochi, interpreti, elettricisti e anche come attori». Al
pari della Sicilia e della Puglia, anche la Calabria, con i suoi magnifici paesaggi da set cinematografico e vicinanza tra montagna e litorale, potrebbe quindi diventare terra di cinema».

Infine, un pensiero al turismo e al settore culturale. «La Calabria non ha mai avuto un progetto di sviluppo economico che tenesse conto di quelle che sono le risorse calabresi quali il paesaggio, la bellezza del mare, della montagna e le attrattive culturali che quasi nessuno conosce. Pochi sanno, se non per polemiche, che i bronzi di Riace sono calabresi, che a Palazzi di Casignana abbiamo i mosaici tra i più belli d’Italia al pari di quelli di Piazza Armerina in Sicilia, che la Persefone del museo di Berlino in realtà è un
opera che è stata sottratta alla Locride, che a Monasterace ci sono i mosaici con draghi e delfini che non esistono in nessuna altra parte del mondo».

Una ricchezza culturale vasta e non sfruttata che il progetto Anime Nere aiuta a scoprire e si auspica, e crediamo, valorizzare.

Roberta Gregori (@robegregori)

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