Magazine Giovedì 11 settembre 2014

Notti Nere 2014 ad Acqui Terme. Due giorni di libri e delitti

© rekre89 / flickr.com

Magazine - C'è qualcosa di più di un misterioso indizio. C'è la realtà di un libraio ostinato e contrario, che ha portato avanti la sua brillante idea fino a farla diventare un festival noir alla sua seconda edizione: Notti Nere, in programma venerdì 12 e sabato 13 settembre ad Acqui Terme.

Il libraio è Piero Spotti, titolare della Libreria Terme che ha tenacemente voluto realizzare il suo progetto nel dismesso carcere mandamentale annesso al Castello dei Paleologi di Acqui. Un luogo particolare, prestigioso e carico di mistero, vissuto e tormenti. Aperto al pubblico per l'occasione in due serate ad ingresso libero.

Qui le celle anziché luogo di chiusura diventano un luogo di incontro tra gli scrittori e i lettori o semplici curiosi. Alcuni tra i più grandi giallisti italiani, tra cui Valerio Varesi, Marco Vichi, Enrico Pandiani, Bruno Morchio, Margherita Oggero, Lorenzo Beccati, Cristina Rava, Ben Pastor, Corrado De Rosa, Massimo Lugli, Valeria Corciolani, Cristina Marra, Roberto Centazzo, Adele Marini, Samuel Giorgi, Franco Limardi, Matteo Strukul, Giada Trebeschi e molti si racconteranno, sapientemente diretti da Luca Crovi (il programma completo sulla pagina Facebook dell'evento).

Non solo. Filo conduttore dell'evento è la scena di un crimine davanti alla Libreria Terme. Un omicidio in piena regola e pochi indizi. Chi è la vittima? Sarà mica la crisi del libro e delle librerie? O l'indifferenza alla lettura?

«Il libro ha la necessità di tornare ad essere considerato un prodotto con sue peculiarità e non un prodotto generico di massa», racconta Piero: «l'iperproduzione, la deflazione volontaria a cui è sottoposto da anni a discapito della qualità non sta portando risultati incoraggianti ma tutt'altro. Per quanto riguarda le librerie credo che, a discapito di quanto da tutti profetizzato, non saranno sostituite in toto dai megastore perché il lettore tornerà a cercare luoghi in cui si respira un'anima invece che enormi contenitori di libri».

«Il libro, in quanto prodotto di nicchia, necessita di una cura particolare da parte della figura che funge da tramite con il potenziale lettore. Io sono, atipico, non sono assimilabile al topo da biblioteca ma ritengo di seguire i tempi che viviamo coniugando conoscenza e comunicazione» prosegue il libraio di Acqui. «La libreria mantiene quindi le peculiarità di sempre, luogo d'incontro, di dialogo, di conoscenza ma le integra adeguandole alle esigenze attuali con iniziative culturali coinvolgenti che puntino sulla brillantezza, stimolando la partecipazione dei lettori e non. Per questo sono particolarmente felice che Notti Nere stia ricevendo attenzione da parte degli autori e del pubblico perché è la realizzazione di una delle mie follie pensata da anni prima di trovare la chiave giusta per realizzarla».

«Per quanto riguarda l'indifferenza alla lettura è purtroppo un problema per prima cosa ascrivibile alla filiera del libro. Non siamo capaci a creare piacere, gusto, desiderio per la lettura. Cercare i colpevoli maggiori di questo sarebbe inutile. Bisogna, secondo me, tornare al rispetto dei ruoli, valorizzarli, non sminuirli e concentrarsi insieme tutti verso la stessa direzione. Solo così si potrà continuare a spiegare che la conoscenza porta indipendenza e capacità critica, caratteristiche che ci permettono di essere meno vulnerabili nella vita».

di Arianna Destito

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