Cinema Magazine Mercoledì 3 settembre 2014

La Trattativa: Sabina Guzzanti e il film‑scandalo a Venezia 71

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Sabina Guzzanti sul set / ©latrattativa.it. Guarda il trailer del film

Magazine - È arrivato uno dei giorni più attesi per il Festival del Cinema di Venezia: viene presentato fuori concorso il nuovo film di Sabina Guzzanti, La Trattativa. Il clima di apprensione che monta dietro le quinte della proiezione è dovuto soprattutto alle polemiche che la pellicola promette di sollevare (guarda il trailer).

Il film si propone di ricostruire gli eventi attorno alla trattativa stato-mafia: negoziazione tra legalità e illegalità che si teorizza essere avvenuta all'indomani della stagione delle bombe del 1992-93. Secondo le inchieste giornalistiche e giudiziarie, tutt'oggi in corso, oggetto dell'accordo sarebbe stato la fine dello stragismo in cambio di un'attenuazione delle misure detentive.

In tutta la torbida vicenda rientrerebbero anche gli attentati ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: l'assassinio di quest'ultimo, in particolare, sarebbe stata una misura drastica ma necessaria, in quanto il giudice costituiva un serio ostacolo agli incontri e alle strette di mano che proprio in quei giorni si stavano consumando nelle stanze del potere.

Questa la carne al fuoco al centro del film della Guzzanti, in cui un gruppo di attori mette in scena gli episodi salienti di quegli anni, tentando di trovare il filo rosso, o meglio la scia di sangue, che lega tutti gli eventi, in una commistione di teatro, cinema, documentario e satira.

L'opera si configura quindi anche come una celebrazione del potere, che l'arte possiede, di uscire dal suo mondo autoreferenziale e di farsi atto politico che agisce sulla società e la smuove. Non a caso il film si apre con una citazione di Elio Petri, al tempo in cui il regista stava girando il corto Tre ipotesi sulla morte di Giuseppe Pinelli, altra vicenda dai contorni mai chiariti del tutto, tra le più problematiche degli Anni di Piombo.

Sono tanti gli interrogativi che si pone il film. Di cosa si parla quando si parla di trattativa? Lo Stato ha fatto concessioni alla mafia in cambio della cessazione delle stragi? Chi ha assassinato Falcone e Borsellino? Quando si parla di Stato-mafia, bisogna immaginarsi una lotta, oppure una convivenza? E se si parla di mafia e Chiesa? E di mafia e forze dell'ordine? Ma soprattutto, c'è dell'altro?

L'edizione di quest'anno del Festival del Cinema non è nuova alle polemiche. Già la presentazione della pellicola di Franco Maresco, Belluscone - una storia siciliana, applauditissimo dal pubblico del festival, ha alzato un maiuscolo polverone, tanto che il senatore Lucio Malan di Forza Italia ne ha chiesto il sequestro. Ma La trattativa potrebbe fare di meglio.

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