Concerti Magazine Mercoledì 9 ottobre 2002

Manu Chao guardiano del faro

Magazine - Chi fosse arrivato lassù in cima alla Lanterna senza sapere nulla avrebbe potuto benissimo scambiarlo per il guardiano del faro. E magari gli avrebbe chiesto dov’era la conferenza stampa di Manu Chao.

Eccolo lì, Manu Chao, seduto assieme a e agli amici dello al tavolino dell’incontro organizzato quasi per caso, tra una tappa e l’altra del tour di presentazione del suo nuovo CD Bienvenida a Tijuana.
È un album live che raccoglie 29 canzoni registrate dal vivo alla Grande Halle de la Villette a Parigi, il 3 e 4 settembre 2001, 70 minuti di musica con inclusi alcuni remix di titoli dei suoi due precedenti singoli e alcune cover tratte dai Mano Negra.
Ma non s’è discusso solo di musica nello stanzino della Lanterna. Tra un pezzo di focaccia e un bicchiere di vino bianco, si è parlato dei problemi del mondo, della guerra, della fame e della violenza. Oggi, come l’anno scorso per il G8, Manu si è dichiarato ancora una volta il menestrello dei diritti negati e della denuncia. C’è, però, qualcosa di più. Come comunicare ai giovani che esistono davvero cose così brutte al mondo? Forse una canzone non basta, Manu pensa a coinvolgere il maggior numero di persone possibile, anche attraverso Internet, in un grande progetto per il 2004, che coinvolgerebbe Genova, Lille e Barcellona.
«I giovani di oggi stanno troppo davanti alla TV» dice in perfetto italo-franco-spagnolo «C’è bisogno di renderli più attivi, farli pensare con la loro testa e non con quella di chi vuole uniformarli».
Per questo Manu pensa alla Rete e alle nuove tecnologie. Anche scaricare una canzone in Mp3 è qualcosa di attivo, qualcosa che mette in moto il cervello e non lo lascia imbambolato davanti allo schermo.
Qualcuno gli chiede dei suoi rapporti con la Virgin, la multinazionale che vende i suoi dischi. Lui è pronto a metterli in discussione. Non è una questione di soldi o di contratto: nella Virgin ci sono anche molti suoi amici che resterebbero senza lavoro se lui se ne andasse.
Poi si parla di delle elezioni in Brasile, di Bush e Saddam, di come tutto sia così uguale all’anno scorso, quando Manu assieme a tanta altra gente aveva alzato la voce al G8 di Genova.

«E stasera che fai?» gli chiedono, «non lo so. Sono per metà galiziano e da noi si dice che se incontri un uomo sulle scale non sai mai che cosa stia facendo, se scende o se sale».
Noi invece sappiamo che domani mattina partirà col primo traghetto per Barcellona.
Si è fermato poco a Genova, quanto basta per fare un giro sulla Lanterna e per dire che è una città che gli piace e gli manca molto.
Una città in cui non si sente per nulla clandestino.

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