Weekend Magazine Mercoledì 16 luglio 2014

Laghi di Collalunga, escursione tra Alpi Marittime e Cozie

Tra Alpi Marittime e Cozie, la copertina del nuovo libro di Andrea Parodi
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Colletto di San Bernolfo - Laghi di Collalunga

  • Difficoltà: E
  • Dislivello in salita: 735 m circa fino al Lago della Seccia; 805 m circa fino ai Laghi di Collalunga; 820 m circa l’anello completo
  • Dislivello in discesa: 150 m circa fino al Lago della Seccia; 280 m circa fino ai Laghi di Collalunga; 820 m circa l’anello completo
  • Tempo di percorrenza: 2.30-3 ore fino al Lago della Seccia; 3-3.40 ore fino ai Laghi di Collalunga; 4.10-5 ore l’anello completo

Magazine - Si tratta di un giro ad anello assai vario e interessante, che offre vasti panorami e tocca ben cinque laghi. Può essere ulteriormente arricchito, con poco dispendio di tempo e fatica, aggiungendovi la salita alla Guglia e alla Rocca di San Bernolfo.
Punto di partenza e di arrivo è il Rifugio De Alexandris-Foches (o Rifugio del Laus), aperto e gestito nel periodo estivo.

Accesso al rifugio

Da Cuneo si segue la SS 20 fino a Borgo San Dalmazzo, poi si rimonta la Valle Stura di Demonte lungo la SS 21, superando Demonte, Aisone e Vinádio. Giunti a Pianche, si abbandona la statale, per prendere a sinistra la diramazione che sale a Bagni di Vinádio. Dallo stabilimento termale si continua sul fondovalle arrivando in breve alla borgata Strepèis, dove s’imbocca la stretta strada asfaltata che rimonta il Vallone dei Bagni. Lasciata a sinistra la diramazione per Callieri, la strada s’innalza con lunghi tornanti fino al caratteristico villaggio di San Bernolfo (1663 m).

Da qui si prosegue a piedi: si scende per la strada asfaltata di accesso fino al primo tornante, dove si prende la sterrata (paline) che attraversa su un ponte il Torrente Corborant. Giunti ad un bivio, si lascia a sinistra la diramazione che scende a Callieri per continuare sulla strada di destra, che prende quota con ampi tornanti nell’abetina e poi nel lariceto (si possono anche seguire scorciatoie che tagliano i tornanti della rotabile). Uscita dal bosco, la carrareccia si allunga con minor pendenza in una valletta, passa accanto ad un deposito militare diroccato e, poco dopo, raggiunge il Rifugio de Alexandris-Foches (1905 m, 45-55 minuti da San Bernolfo).

Itinerario

Dal rifugio si rimonta la sterrata che guadagna in qualche minuto il Colletto del Laus (1927 m). Qui si abbandona la strada che scende al vicino Lago di San Bernolfo, per imboccare a destra la bella mulattiera che, innalzandosi con lunghi tornanti fra radi larici, entra nel valloncello sospeso denominato Chiot della Roccia, compreso tra i contrafforti nord-est della Rocca e della Guglia di San Bernolfo.

La mulattiera supera ripiani cosparsi di massi e punteggiati di larici, quindi rimonta una balza di erba e pietrame con regolari tornanti ben tracciati, per entrare nella soprastante conca detritica, che si risale sul fianco sinistro idrografico. Con ulteriori svolte, la mulattiera si avvicina allo spartiacque, dal quale emergono diversi aguzzi spuntoni. La mulattiera passa ai piedi delle tormentate pareti della Guglia di San Bernolfo, poi rimonta un canale fra le rocce, con stretti tornanti sorretti da muri a secco in parte franati.

Si giunge così al Colletto di San Bernolfo (2560 m, 1.50-2.10 ore dal Rifugio De Alexandris-Foches), tra la Guglia e la Rocca di San Bernolfo. Da qui la vista si apre sui valloni della Seccia, di Barbacana e sulla Cima del Corborant.
Sul valico c’è un crocevia di sentieri: quello di destra sale alla Guglia, quello di sinistra, segnalato con frecce rosse, porta in cima alla Rocca di San Bernolfo. Si prende invece la mulattiera al centro, che perde quota verso il Vallone della Seccia con lunghi tornanti, poi taglia in lieve discesa il fianco destro idrografico del solitario vallone, chiuso sul versante opposto dal dentellato crestone della Serriera di Barbacana: il sentiero passa ai piedi di alcune balze rocciose, quindi taglia un pendio erboso, abbassandosi fino a quota 2410 circa.

Riprendendo a salire in diagonale per pietraie, si passa sotto gli arditi contrafforti rocciosi delle Punte di Gavia, quindi si giunge nella conca circolare che ospita il Lago della Seccia (2488 m, 40-50 minuti dal Colletto).
Si prosegue contornando il lago sulla destra, poi, per ampia mulattiera, si sale con comodi tornanti al Colle della Seccia (2561 m), al piede del contrafforte orientale della Cima di Collalunga. Dal valico, trascurando i sentieri che si dipartono a destra e a sinistra, si scende direttamente verso sud, in territorio francese, per un pendio di erba e detriti, in direzione dei visibili Laghi di Collalunga.

Raggiunto il primo laghetto (2455 m), lo si costeggia sulla sponda orientale, poi ci si abbassa lungo una spalla di rocce montonate, fino al più grande dei Laghi di Collalunga (Lacs de Colle Longue, 2429 m, 30-40 minuti dal Lago della Seccia).
Contornato ad oriente anche il secondo lago, si raggiunge la carrareccia ex militare che rientra in territorio italiano e scende con numerose svolte per il Vallone di Collalunga (o di Bagna). A quota 2285 s’incontra il bel Lago di Mezzo e, lasciandolo a sinistra, si continua la discesa con altri tornanti, fino alla conca erbosa che ospita il Lago di San Bernolfo (1912 m).

Da qui la strada sale con un tornante al Colletto del Laus (1927 m), poi scende in breve al Rifugio De Alexandris-Foches (1905 m; 1.10-1.20 ore dal più basso dei Laghi di
Collalunga).

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